Coronavirus, Psicologia: docenti chiedono aiuto, con incertezza sale stress

Zaza (Ido): 5 punti per usare l’ansia con efficacia

Roma 10 aprile – “Nell’arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d’ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie. Timori che si aggiungono all’incertezza sulle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro. In questo periodo è, quindi, più che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia, percepiti sia sul piano personale che professionale”. Lo dichiara Francesca Zaza, psicoterapeuta dell’IdO, nel corso online di formazione a distanza gratuito ‘La gestione dell’ansia e dello stress in situazioni di emergenza’, voluto dal ministero dell’Istruzione (Miur) e realizzato insieme all’Istituto di Ortofonologia (Ido), la Società italiana di Pediatria (Sip) e al portale d’informazione Diregiovani.

“L’ansia- spiega la psicologa- corrisponde a uno stato di allerta psichica che produce un’attivazione delle risorse individuali, al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensità e frequenza eccessivi – spiega la psicologa – l’ansia rischia di interferire sul funzionamento dell’individuo producendo comportamenti che non facilitano l’adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo, generando uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l’energia prodotta in eccesso dall’ansia difficilmente può essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata”.

Francesca Zaza evidenzia 5 punti per utilizzare in maniera efficace e adattiva l’energia prodotta dall’ansia. “Il primo passo per utilizzare efficacemente qualcosa è riconoscerne la funzione e il valore. L’ansia non va negata, svalutata o evitata. L’ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l’energia prodotta dall’ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l’offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.

Nel secondo punto la psicologa spiega che “i nuovi ambienti di apprendimento richiedono nuovi modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il buongiorno per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere più sufficiente- continua- perchè manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere umanamente vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo”.

Il terzo suggerimento di Francesca Zaza è di utilizzare i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea. Le tante esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere sfruttate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico.

“Dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l’energia in eccesso prodotta dall’ansia- spiega nel quarto punto la psicoterapeuta dell’IdO- affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco. Bisogna valorizzate la qualità più che la quantità”.

Nel quinto e ultimo punto Zaza suggerisce di cercare nuove prospettive, spiegando che “essere tesi e preoccupati è più che naturale, ma non fate che l’ansia diventi l’ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilità di utilizzare questo tempo nuovo e diverso per entusiasmarvi all’idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti. Sono i momenti di cambiamento- conclude- quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilità”.

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