Parma-Napoli 2-1. I ducali vincono grazie a un rigore generoso nel finale di gara

Nel corso del match assegnati ben 3 rigori dall’arbitro Giua, uno per il Napoli (Insigne al 54′) e due per il Parma (Caprari al 48′ e Kulusevski all’87’): tutti i penalty sono molto dubbi

PARMA (4-3-3): Sepe; Darmian, Dermaku, Bruno Alves, Pezzella; Grassi (17′ st Barillà), Brugman, Kurtic (29′ st Iacoponi); Karamoh (17′ st Inglese), Siligardi (13′ st Kulusevski), Caprari (30′ st Gervinho). Allenatore: D’Aversa

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Allan (20′ st Elmas), Demme (40′ st Lobotka), Fabian Ruiz (32′ st Zielinski); Politano (20′ st Callejon), Lozano (40′ st Younes), Insigne. Allenatore: Gattuso

MARCATORI: 48′ pt rig. Caprari (P), 9′ st rig. Insigne (N), 42′ st rig. Kulusevski (P)

ARBITRO: Giua di Olbia

Il Parma batte 2-1 il Napoli allo Stadio Ennio Tardini nel match valido per la 35esima giornata del campionato di Serie A. Aprono le danze i padroni di casa al 48′ con Caprari su calcio di rigore assegnato per un intervento di Mario Rui su Grassi: l’ex Napoli si lascia cadere ma per Giua il fallo c’è. A inizio ripresa altro rigore, questa volta assegnato al Napoli dopo verifica al Var da parte dell’arbitro. Il rigore rimane molto dubbio perché il giocatore del Parma tocca la palla prima con le gambe e poi in maniera involontaria con le mani, dal dischetto va Insigne che non sbaglia e fa 1-1. Nel finale di gara altro rigore, questa volta per il Parma per un intervento di Koulibaly su Kulusevki, dal dischetto va lo stesso centrocampista svedese e fa 2-1. Anche questa volta il penalty è molto dubbio: Koulibaly fa spalla a spalla in area di rigore, Kulusevki si lascia cadere sulla corsa e l’arbitro non va neanche a rivedere l’immagine all’on field review. Finisce 2-1 per il Parma, che grazie a questa vittoria conquista la permanenza in Serie A. Il Napoli invece rimane settimo in classifica con 56 punti.

Entrambe le formazioni scendono in campo con il modulo 4-3-3. D’Aversa rinuncia a Kulusevski e Gervinho in avvio e presenta un tridente con Siligardi, Caprari e Karamoh. Gattuso cambia diversi interpreti rispetto all’ultima di campionato con l’Udinese: a centrocampo ci sono Allan e Demme. Al centro dell’attacco Mertens, non al meglio, viene sostituito da Lozano mentre Callejon entra solo a gara in corso perché al suo posto c’è Politano. Primo tempo abbastanza equilibrato tra le due squadre e giocato a ritmi bassi visto il gran caldo. Dopo la mezz’ora il Napoli va vicino al gol con Fabian Ruiz, il suo tiro dalla distanza termina di poco alto. Subito dopo la difesa del Napoli rischia il gol con un retropassaggio che manda Karamoh davanti Meret, palla appoggiata a Siligardi e Di Lorenzo a porta sguarnita è costretto al salvataggio sulla linea. Nel recupero l’episodio che porta al primo rigore del match: assist di Siligardi per Grassi disturbato da Mario Rui. Per l’arbitro Giua è calcio di rigore, dal dischetto Caprari spiazza Meret.

A inizio secondo tempo il Napoli attacca a testa bassa alla ricerca del pareggio. Al 52′ tiro di Fabian Ruiz, Grassi tocca prima con le gambe e poi involontariamente con le mani leggermente staccate dal corpo. L’arbitro fischia la punizione dal limite ma poi viene richiamato al Var e decide per il rigore, dal dischetto Insigne non sbaglia. Il Napoli continua a condurre il gioco nel tentativo di trovare il gol vittoria ma il Parma si difende molto bene e chiude tutti gli spazi. Dopo alcuni tiri da fuori da parte degli Azzurri, tutti bloccati dall’ex Sepe, all’86’ l’episodio che decide il match: il neo entrato Kulusevski fa spalla a spalla con Koulibaly e cade sulla corsa, per l’arbitro Giua è calcio di rigore. Questa volta il fischietto di Olbia non va a vedere le immagini all’on field review, dal dischetto lo stesso Kulusevski non sbaglia e fa 2-1. In pieno recupero occasione per il Napoli con il neo entrato Younes, il tedesco spara alto a pochi metri dalla porta. Il Parma grazie ai tre punti conquista la salvezza aritmetica, tra le proteste degli Azzurri e di Gattuso viste le decisioni alquanto discutibili dell’arbitro Giua.

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