Bagnoli e la Spiaggia negata al II° Forum Sociale Urbano.

Il comitato “Una spiaggia per tutti” rappresentata da Aldo Velo nell’ambito del II Forum Sociale Urbano che si tiene a Napoli dal 3 al 7 settembre, ha organizzatoli giorno 5 settembre una passeggiata sulla linea di costa sulla linea di costa di Bagnoli-Coroglio con partenza dalla piazza a mare di Bagnoli e arrivo in corrispondenza del ponte per Nisida. (Le Foto)

Abbiamo assistito ad partecipazione attenta alle problematiche esposte da Massimo Di Dato dell’Assise Bagnoli riguardo il litorale negato ai cittadini per le annose problematiche della colmata e della presenza dei locali privati che di fatto ostacolano la libera fruizione da parte dei cittadini della spiaggia.

La passeggiata si è proposta alla città come un momento di riflessione collettiva sui luoghi della mancata trasformazione urbana di Bagnoli, area industriale siderurgica della nostra città dismessa oramai da 20 anni che tanto aveva significato per la città di Napoli in termini occupazionali e di indotto.

L’intervento del geologo Diego Civitillo sulla colmata ha evidenziato caratteristiche fisico chimiche del terreno nonchè la bonifica infinita mai terminata, iniziata per zone partendo proprio dai fondali che continuano ad inquinarsi per la presenza della colmata che ributta in mare i suoi veleni. L’idea dell’organizzazione di “Una spiaggia per tutti” è la sua eliminazione ed il ripristino della linea di costa.

Il costo di questa operazione è elevato ed il sindaco De Magistris ha più volte parlato di vari interventi risolutivi facendo di fatto marcia indietro per l’effettiva risoluzione del problema della colmata, senza dare un seguito tangibile alle sue parole. L’ultimo suo intervento in merito a questo problema è di ripristinare il progetto che vede lo sbancamento della colmata portando il materiale nella darsena del porto di Napoli in ristrutturazione.

La permanenza della colmata, definita bomba ecologica da più di un ministro dell’Ambiente, è inoltre illegale, in quanto una legge, la 58 del 1996, ne impone la rimozione. Anche i livelli di inquinamento dell’area sono noti da anni: le concentrazioni di idrocarburi cancerogeni in alcuni punti superano anche di migliaia di volte i limiti stabiliti, ma ancora si attende un intervento concreto.

Dalla passeggiata è stato inoltre posta l’attenzione sul Piano Attuativo del 2005 che prevede l’abbattimento di tutti gli edifici lato mare lasciando tutta la linea di costa libera che a tutt’oggi non è stato attuato anzi ci sono state ristrutturazioni e perfino speculazioni immobiliari sugli edifici verso Nisida, come evidenziato nella mappa della linea di costa e le relative concessioni distribuite sul territorio distribuita ai partecipanti.

Una spiaggia per tutti propone alla Giunta ed agli Uffici comunali di porre tempestivamente in essere il ripristino della morfologia naturale della costa previsto con decreto legge n. 486 del 20 settembre 1996, modificando la variante del piano urbanistico inserendo la previsione “il tratto di litorale tra Nisida ed il confine di Pozzuoli è destinato ad uso balneare gratuito” impegnando il Sindaco di Napoli a richiedere all’Autorità portuale di Napoli una concessione demaniale di uso pubblico del predetto tratto di litorale.

Ma questa è l’intenzione anche dei 14 mila cittadini che hanno firmato la petizione consegnata il 3 luglio al Comune di Napoli per la libera fruizione della spiaggia, pertanto ora il Sindaco conosce le intenzioni dei 14 elettori che attendono un suo concreto intervento in merito.

2 thoughts on “Bagnoli e la Spiaggia negata al II° Forum Sociale Urbano.

  1. Provo molta meraviglia nel ritrovare Aldo Velo nel comitato “Una spiaggia per tutti”, forse auspicando ben altre battaglie soprattutto per quel che riguarda il problema lavoro. La qual cosa credo che sia prioritaria a Napoli più di ogni altra cosa, disponendo o meno i napoletani del più volte citato “costume da bagno”. Ma forse tanta meraviglia è superflua da parte mia se da ex lavoratrice dell’Italsider faccio mente locale sulla triste vicenda dello stabilimento, del quale Aldo Velo era lui stesso lavoratore e membro del Consiglio di Fabbrica per lunghi anni fino alla dismissione. Aver chiuso la partita della fabbrica senza alcun risarcimento occupazionale per la città e senza un progetto serio di trasformazione dell’area meriterebbe da parte di alcuni personaggi una riflessione e perché no? un’autochritica pressante. Oggi, in presenza di un annullamento dei diritti dei lavoratori da parte di un governo conservatore, con un Sud sempre più povero e privo di prospettive, ci contentiamo del “costume da bagno”. Indice ciò del tempo decadente che viviamo attualmente e della cattiva coscienza dei molti. A proposito qualcuno potrebbe ricordare all’Assise di Bagnoli che rimuovere la colmata è compito del governo nazionale? Evidentemente (e politicamente) fa comodo addebitare la non rimozione al Comune di Napoli.

  2. Provo molta meraviglia nel ritrovare Aldo Velo nel comitato “Una spiaggia per tutti”, forse auspicando ben altre battaglie soprattutto per quel che riguarda il problema lavoro. La qual cosa credo che sia prioritaria a Napoli più di ogni altra cosa, disponendo o meno i napoletani del più volte citato “costume da bagno”. Ma forse tanta meraviglia è superflua da parte mia se da ex lavoratrice dell’Italsider faccio mente locale sulla triste vicenda dello stabilimento, del quale Aldo Velo era lui stesso lavoratore e membro del Consiglio di Fabbrica per lunghi anni fino alla dismissione. Aver chiuso la partita della fabbrica senza alcun risarcimento occupazionale per la città e senza un progetto serio di trasformazione dell’area meriterebbe da parte di alcuni personaggi una riflessione e perché no? un’autochritica pressante. Oggi, in presenza di un annullamento dei diritti dei lavoratori da parte di un governo conservatore, con un Sud sempre più povero e privo di prospettive, ci contentiamo del “costume da bagno”. Indice ciò del tempo decadente che viviamo attualmente e della cattiva coscienza dei molti. A proposito qualcuno potrebbe ricordare all’Assise di Bagnoli che rimuovere la colmata è compito del governo nazionale? Evidentemente (e politicamente) fa comodo addebitare la non rimozione al Comune di Napoli.

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