Comincia un nuovo anno scolastico: sarà ammesso lo studio dell’inno di Mameli?

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia festeggiato lo scorso anno sta riservando ancora strascichi inaspettati e patriottici e l’esegesi dell’inno di Mameli da parte di Roberto Benigni, ospite in terza serata al Festival di Sanremo 2011 ha ravvivato nei cuori di coloro che hanno nel cuore il valore di una Italia unita, onesta, pulita e lavoratrice, un sentimento di “patria” da rivalutare e difendere.

Quest’anno la proposta del disegno di legge che prevede l’insegnamento dell’Inno di Mameli nelle scuole nonché l’istituzione della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” il 17 marzo, presentata da Paola Frassinetti (Pdl) e Maria Coscia (Pd) alla camera è stata approvata dalla Camera dei Deputati ed ora l’esame passa al Senato, ma il “sì” appare scontato, Palazzo Madama dovrà decidere se approvare il testo in sede legislativa, con l’iter abbreviato, o procedere con il passaggio in Aula.

Per venire incontro alla recriminazioni della minoranza tedesca, la Commissione Cultura della Camera ha approvato e aggiunto al testo del ddl, di un solo articolo che mette insieme due proposte di legge che giacevano da tempo alla Camera, un emendamento del deputato della Svp Karl Zeller in cui si precisa che la legge si applica a tutte le scuole, ma nel rispetto delle minoranze tutelate dall’articolo 6 della Costituzioni.

E’ stato inoltre evidenziato che il 17 marzo rimarrà un giorno lavorativo, anche se non mancheranno momenti di riflessione nelle scuole. La legge entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico se approvata dal senato, e l’inno sarà insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, non obbligando al canto ma allo studio, come precisano le portatrici della proposta.

Il “Canto degli italiani” (questo il titolo originale) fu scelto provvisoriamente come inno nazionale con il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 presieduto da Alcide De Gasperi che stabiliva il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo il giorno 4 novembre di quell’anno adottando come inno nazionale provvisorio l’inno di Mameli.

In 66 anni non è stato mai ufficializzato nonostante diverse proposte di legge nelle varie legislature ad oggi. Chissà se stesso destino subirà le proposte delle deputate Paola Frassinetti (Pdl) e Maria Coscia (Pd) se il senato ad oggi non ha ancora espresso il suo parere in merito.

In ogni caso resta nella memoria di molti italiani l’intervento di Roberto Benigni che condensa l’interpretazione di questo inno immedesimandosi in quel ragazzo di vent’anni che lotta per la sua patria, non per l’Italia dei suoi padri ma per quella dei suoi figli.

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4 thoughts on “Comincia un nuovo anno scolastico: sarà ammesso lo studio dell’inno di Mameli?

  1. CI PREOCCUPIAMO SE SI TUDIERA’ O PURE NO L’INNO DI MAMELI NELLE SCOLE ITALIANE COME SE FOSSE IL PRIMO PROBLEMA. IL PROBLEMA VERO E’ CHE SI STANNO TRASFERENDO SOLDI DELLA COLLETTIVITA’ DALLA SCUOLA PUBBLICA A QUELLA PRIVATA. ORMAI, IL NOSTRO PAESE E’ TUTTO PRIVATIZZATO! RINGRAZIAMO TUTTI, IL PARTITO DEMOCRATICO!…..

  2. CI PREOCCUPIAMO SE SI TUDIERA’ O PURE NO L’INNO DI MAMELI NELLE SCOLE ITALIANE COME SE FOSSE IL PRIMO PROBLEMA. IL PROBLEMA VERO E’ CHE SI STANNO TRASFERENDO SOLDI DELLA COLLETTIVITA’ DALLA SCUOLA PUBBLICA A QUELLA PRIVATA. ORMAI, IL NOSTRO PAESE E’ TUTTO PRIVATIZZATO! RINGRAZIAMO TUTTI, IL PARTITO DEMOCRATICO!…..

  3. Gentile sig.ra Del Vecchio, la ringrazio per il suo commento che in verità sembra un aperto attacco al Partito Democratico, addirittura tutto in maiuscolo che in linguaggio internettiano significa gridare. Le rispondo che la notizia in sé resta tale, come dovrebbe essere il valore cui fa riferimento, quell’amor di patria che dovrebbe risvegliare le coscienze dei giovani italiani e ricordarlo ai meno giovani ormai delusi dalla politica di questi ultimi decenni. Vero è che questa iniziativa non è la primaria preoccupazione nello sfascio della scuola italiana, anche se la scuola resta faticosamente pubblica nonostante , come dice lei i fondi sono sempre più assottigliati. Noi a Napoli possiamo beneficiare almeno dei fondi europei (PON) ancora per un anno, che hanno ridato un breve respiro alle scuole, ma è pur vero che la situazione della scuola resta difficile e di difficile soluzione. Il ringraziamento penso che debba essere fatto a tutta la classe politica non solo al PD come lei sottolinea, perché il mancato vigore verso i tagli all’istruzione credo avrebbe dovuto interessare tutti i cittadini italiani che sono al governo, ma purtroppo così non è stato. Auspico sempre un clima collaborativo per affrontare le problematiche infinite della scuola e del nostro paese, con interventi attenti e risolutivi non solo accusativi come il suo.

  4. Gentile sig.ra Del Vecchio, la ringrazio per il suo commento che in verità sembra un aperto attacco al Partito Democratico, addirittura tutto in maiuscolo che in linguaggio internettiano significa gridare. Le rispondo che la notizia in sé resta tale, come dovrebbe essere il valore cui fa riferimento, quell’amor di patria che dovrebbe risvegliare le coscienze dei giovani italiani e ricordarlo ai meno giovani ormai delusi dalla politica di questi ultimi decenni. Vero è che questa iniziativa non è la primaria preoccupazione nello sfascio della scuola italiana, anche se la scuola resta faticosamente pubblica nonostante , come dice lei i fondi sono sempre più assottigliati. Noi a Napoli possiamo beneficiare almeno dei fondi europei (PON) ancora per un anno, che hanno ridato un breve respiro alle scuole, ma è pur vero che la situazione della scuola resta difficile e di difficile soluzione. Il ringraziamento penso che debba essere fatto a tutta la classe politica non solo al PD come lei sottolinea, perché il mancato vigore verso i tagli all’istruzione credo avrebbe dovuto interessare tutti i cittadini italiani che sono al governo, ma purtroppo così non è stato. Auspico sempre un clima collaborativo per affrontare le problematiche infinite della scuola e del nostro paese, con interventi attenti e risolutivi non solo accusativi come il suo.

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