Scuola: Pasquale Vespa (AnDDL), candidato indipendente nella lista civica Caldoro Presidente

Presidente e fondatore dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, da oltre 5 anni in lotta per la Scuola e la stabilizzazione dei precari

Docente di lungo corso di Informatica, giornalista, particolarmente impegnato nelle attività sindacali per la stabilizzazione dei precari, creatore del Premio Letterario NapoliTime che coinvolge da anni e anni numerosissime scuole oltre che le istituzioni regionali, Pasquale Vespa sembrerebbe incarnare l’emblema dei delusi dalla sinistra. E’ candidato con Caldoro, nella lista Caldoro Presidente, Appunto.

Alla prima esperienza politica dopo una lunga gavetta sindacale nel mondo della scuola. Come mai questo salto della staccionata?

“Dopo 5 anni di battaglie all’insegna del diritto al lavoro e all’inseguimento di politici di maggioranza ed opposizione, dopo che questo governo Pd-5stelle ha bocciato il sub emendamento Verducci al Decreto Scuola da me discusso e concordato con l’on. Orfini, e che prevedeva la stabilizzazione di 80mila precari, ho bussato alla porta del centrodestra anche in Regione Campania. E almeno ho trovato ascolto. Diversamente, non ho mai trovato la disponibilità del presidente De Luca che ha sempre demandato la questione a chi, nella sua giunta, non aveva probabilmente né forza politica né voglia. Sono presidente dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, dal 2015 ad oggi ho attraversato con la mia e nostra battaglia quattro governi diversi: ho incontrato il ministro Fedeli, Bussetti e Fioramonti solo qualche mese dopo le sue dimissioni, ma quello che la scuola sta subendo da questo governo di finta sinistra è davvero scandaloso”.

Eventualmente eletto, nella massima assemblea legislativa campana porterà la voce dei docenti precari o c’è dell’altro?

“L’obiettivo è mettere davvero al centro dell’agenda politica la Scuola. Tutti ne parlano ma pochi la vivono, se non i nostri alunni, le loro famiglie e i lavoratori tutti, docenti, personale Ara e dell’indotto. Di conseguenza gli osservatori politici e i commentatori riportano interpretazioni della realtà. Basta andare in Tv senza contraddittorio e le sciocchezze fioccano senza pudore. Io penso invece che la nostra società potrà avere una prospettiva di lungo respiro solo se sapremo puntare sulla formazione, sulla digitalizzazione e sull’inclusione sociale che la scuola consente se messa in condizione di lavorare bene. E di sicuro la questione precariato è un tassello fondamentale per poter ben operare. Attenzione non parliamo solo di docenti ma le questioni aperte sono tante e vanno dalla carenza dei Dirigenti Scolastici, ai dei Direttori amministrativi sfruttati insieme al personale, passando per i collaboratori scolastici licenziati e, infine, per il corpo docente trattato come lavoratori a cottimo da questo governo.

Ma occorrerà puntare anche sull’edilizia scolastica e creare una task force regionale, una sorta di “Cabina di regia” che vada incontro al difficile lavoro dei dirigenti scolastici che spesso si trovano ad interloquire senza successo con le amministrazioni territoriali”.

Lei è un uomo di sinistra, come mai con Caldoro Presidente?

“Sono stato segretario di circolo PD di Bagnoli per ben 2 mandati, il terzo congresso l’ho perso quando tutti i miei compagni di partito da bersaniani divennero tutti renziani. Non ho votato Renzi nemmeno al Congresso che lo proclamò reuccio del Pd. Dopo un anno, con l’aggressione all’Art. 18, la Buona Scuola che di buono aveva solo il marketing, e il tentativo di mettere le mani sulla nostra Costituzione con il Referendum da lui proposto, ne uscii per cominciare una battaglia all’insegna del Diritto al Lavoro”.

Qual è la sua valutazione del movimento cinque stelle?

“In una battuta? Li chiamo “Scappati di casa”. Gente senza cultura politica, improvvisati, dilettanti allo sbaraglio che spesso si accaniscono con perfidia su alcune questioni e a farne le spese sono stati in particolare i lavoratori precari della scuola. La scuola è il loro bersaglio preferito, i precari vessati da un accanimento senza precedenti. Basti pensare che qualche mese fa, in piena emergenza pandemica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella esortava le forze politiche all’unità affermando che nessuno doveva essere lasciato indietro. Ebbene, nella mia azione politica a sostegno del mondo del precariato, ho registrato una unità di intenti in tutte le sigle sindacali, in tutte le forze di opposizione, a parole anche dal Pd e da Sinistra italiana, ma un muro e una chiusura mentale che ha partorito concorsi truffa senza prevedere la doverosa stabilizzazione di chi ha consentito, anche per oltre 10 anni, il corretto funzionamento della scuola pubblica. Ultimo affronto ai lavoratori la fase di aggiornamento delle Graduatorie GPS e la cancellazione di titoli culturali e artistici dei precari in favore di chi non ha mai lavorato nella scuola”.

In due parole tre cose che chiederebbe a De Luca governatore e tre cose che chiederebbe a Caldoro governatore…

“A De Luca non devo chiedere più nulla. L’ho rincorso per 5 anni. Ora al massimo potrei pensare di chiedergli: perché ti ricordi dei precari della scuola solo oggi che sei in campagna elettorale? A Caldoro dico, puntiamo sulla scuola, sulle sue risorse umane e mettiamo insieme le energie per una politica fondata sulla solidarietà tra le persone”.

Perché un cittadino dovrebbe votare proprio lei?

“Perché chi nega il sacrosanto ‘Diritto al lavoro’ nega la libertà, umilia, mortifica e ruba il futuro. Io porterò avanti la mia battaglia per il Diritto al Lavoro e all’Istruzione dei nostri ragazzi puntando anche sulla formazione professionale che è garanzia di spendibilità immediata nel mondo del lavoro”.

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