Covid19, De Luca scrive al prefetto di Napoli: “Subito un piano contro gli assembramenti”

Il governatore della Campania ha chiesto di impedire “assembramenti e attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”, facendo riferimento a episodi avvenuti “sul lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico”

Napoli, 11 novembre – All’indomani del decreto del ministro della Sanità Roberto Speranza che ha confermato la Campania nella fascia gialla del rischio e allerta Covid19, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha scritto al prefetto di Napoli, Marco Valentini, per chiedere “la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati” volto a “impedire assembramenti e attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”. In particolare De Luca nella sua lettera cita “episodi clamorosi di assembramenti fuori controllo verificatisi in particolare sul lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico”.

Questo il testo completo della lettera inviata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al prefetto di Napoli Marco Valentini e, per conoscenza, al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e al ministro della Sanità Roberto Speranza: “Facendo seguito alla precorsa corrispondenza, in relazione agli obiettivi di prevenzione della diffusione del Covid, e tenendo conto delle raccomandazioni della Cabina di Regia Nazionale sulla opportunità di ‘considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio alto’; tenuto conto di episodi clamorosi di assembramenti fuori controllo verificatisi in particolare sul Lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico; sollecito, con riferimento al Dpcm 3/11/2020 e alle recenti direttive del ministro dell’Interno, la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati per precise realtà territoriali e garantito nella sua attuazione, già dai prossimi giorni, da controlli efficaci delle Forze di Polizia nazionali e locali, e volto a impedire assembramenti ed attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”.

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