Comune di Napoli, salta l’approvazione del bilancio di previsione 2020/2022

Il Consiglio comunale non è riuscito ad approvare il bilancio di previsione per mancanza del numero legale. Il sindaco: “Approveremo il bilancio. Da irresponsabili lasciare la città senza guida”

Napoli, 12 novembre – Il Consiglio comunale di Napoli oggi avrebbe dovuto approvare il bilancio di previsione 2020/2022 ma la seduta è stata sciolta anzitempo per mancanza del numero legale. All’appello hanno risposto solo 20 consiglieri, era necessaria la presenza di 21 e dunque l’approvazione potrebbe avvenire lunedì 16 novembre, quando scatterà il meccanismo della riduzione ad un terzo del numero legale e sarà necessaria la presenza di 14 consiglieri consiglieri più il sindaco per discutere il bilancio e 8 voti favorevoli per approvarlo.

“Quello di stamattina non è un tema politico, oggi è stato un incidente, qualcuno che è arrivato in ritardo. Lunedì sarà una giornata dura e difficile ma approveremo il bilancio”. A dirlo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, al termine della seduta del Consiglio comunale. “Approveremo il bilancio – ha aggiunto de Magistris – perché questo serve alla città in un momento di pandemia. È da irresponsabili pensare di consegnare la città al baratro, ci manca solo una città senza guida, senza servizi garantiti, sarebbe il crollo definitivo della città”. Il primo cittadino si è detto “convinto che alla fine ci sarà quel numero necessario di consiglieri comunali, tanto di maggioranza che di opposizione, che con responsabilità, bene comune e amore per la città daranno il contributo per l’approvazione di un bilancio tra l’altro importante, che consente alla città di reggere in questi mesi che saranno così difficili. Quindi lunedì porteremo a casa il risultato”.

Stamane all’esterno del Maschio Angioino mentre era in corso la seduta c’è stata la protesta dei manifestanti Lsu che chiedono la stabilizzazione. “Per procedere alle stabilizzazioni dobbiamo approvare il bilancio”, ha spiegato loro de Magistris. “Il mio impegno, su cui sto lavorando, – ha aggiunto – è riuscire a concludere tutto entro il 31 dicembre e vorrei procedere anche alle stabilizzazioni che erano previste per il 2021. Ci mancano 500mila euro per portare a casa questi risultati ed è necessario che la città abbia un’Amministrazione”.

Alcuni consiglieri avrebbero anche subito minacce da parte dei manifestanti. Uno di questi è il consigliere del Pd Federico Arienzo, che ha spiegato quanto accaduto attraverso i social. “In 14 anni non mi era mai successo. All’uscita dal Maschio Angioino, dopo l’ennesimo consiglio senza numero legale, i vigili mi fermano e mi chiedono di non usciere. Vedevo solo una folla che mi urlava contro di tutto, quando prima di entrare avevo già parlato con alcuni LSU in un confronto assolutamente civile (…). Pensare di spaventare chi deve assumersi l’onere di un voto libero da condizionamenti è una cosa che non deve esistere, immagino che i partiti tutti di opposizione faranno quello che devono per tutelare la democrazia di chi è chiamato ad esercitare il suo ruolo pubblico. Io non farò nessuna denuncia, non la farei manco se mi avessero stroppiato perché capisco la paura di chi rischia di perdere un lavoro e capisco che è facile, davvero facile, per quella parte di maggioranza che ci ha gentilmente offerto a quella rabbia godendo dello spettacolo di quello che è accaduto non assumersi la responsabilità del loro fallimento accusando noi che stiamo facendo quello che le elezioni del 2016 ci hanno detto: la minoranza”.

Per Arienzo sono due le possibilità: “Trovare una strada alternativa per stralciare la vicenda delle stabilizzazioni dal voto di bilancio, così da mettere in sicurezza i lavoratori oppure, se tecnicamente non fosse possibile, far passare questa manovra se contestualmente ci saranno le dimissioni di tutti noi, in modo da salvare chi oggi manifestava e chiudere una esperienza che non ha più i numeri per andare avanti”.

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