Dpcm: via libera agli acquisti degli alberi di Natale per 3 italiani su 4

Indagine di Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore del Dpcm che consente la vendita di piante e fiori anche nei centri commerciali

Via libera all’acquisto degli alberi di Natale nel weekend che precede la tradizionale Festa dell’Immacolata con quasi 3 italiani su 4 (72%) che scelgono di rispettare anche quest’anno una delle tradizioni nazionali piu’ popolari, tra piante vere o finte. E’ quanto emerge dall’indagine di Coldiretti.it.

Se nella maggioranza delle case prevale l’albero finto, quello vero è atteso da oltre 3,5 milioni di famiglie nel rispetto di una tradizione che deve però fare i conti sia con la crisi economica che con la riduzione degli spazi domestici – sottolinea Coldiretti.it – con le dimensioni delle piante che negli ultimi quindici anni si sono accorciate di quasi 50 centimetri con in media una altezza poco superiore al metro e mezzo.  Oltre che per l’altezza i prezzi degli abeti naturali variano a seconda delle varietà ma complessivamente, comunque, – precisa la Coldiretti – gli abeti più piccoli vengono venduti a prezzi variabili tra i 10 e i 60 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso, mentre per le piante di taglia oltre i due metri il prezzo sale anche a 200 euro per le varietà più particolari.

L’albero naturale italiano concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente a differenza delle piante di bassa qualità importate dall’estero che raggiungono l’Italia dopo un lungo trasporto con mezzi inquinanti. Anche le piante di plastica– evidenzia Coldiretti – arrivano molto spesso dall’Estremo Oriente e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente. Grazie agli alberi di Natale naturali Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – è possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d’incendi.

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