Napoli-Atalanta 0-0. La qualificazione si decide nella gara di ritorno

Reti inviolate allo Stadio Diego Armando Maradona, con il Napoli che ha eretto un muro davanti a Ospina (tra i migliori in campo) mentre l’Atalanta non si è affatto risparmiata ma poteva fare meglio. Nel ritorno le due formazioni dovranno per forza osare per conquistare la finale

NAPOLI (3-4-3): Ospina; Manolas, Maksimovic, Koulibaly; Di Lorenzo, Demme (21′ s.t. Elmas), Bakayoko, Hysaj; Politano (21′ s.t. Petagna), Lozano (37′ s.t. Osimhen), Insigne (24′ s.t. Zielinski). All. Gattuso.

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Maehle, Freuler, De Roon, Gosens; Pessina (28′ s.t. Pasalic); Muriel (28′ s.t. Ilicic), Zapata (35′ s.t. Lammers). All. Gasperini.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna

Termina 0-0 la semifinale di andata di Coppa Italia tra Napoli e Atalanta. Si deciderà tutto a Bergamo nella gara di ritorno, 90 minuti che diranno chi andrà in finale a sfidare una tra Inter e Juve. Gli Azzurri hanno pensato soprattutto a non prendere gol con un vero e proprio catenaccio. Atteggiamento iperdifensivo quindi, con l’Atalanta a fare la gara e il Napoli rintanato nella propria metà campo. La Dea è stata pericolosa in diverse occasioni, almeno tre quelle nitide sulle quali Ospina è dovuto intervenire. La sensazione è che i bergamaschi se la sarebbero potuta giocare meglio, con il senno di poi Ilicic dal primo minuto avrebbe potuto creare molte più difficoltà a Insigne e compagni. L’atteggiamento del Napoli però in parte delude, perché va bene il catenaccio per non prendere gol, ma a quel punto devi fare anche il contropiede. Non puoi solo difendere senza mai provare a colpire.

La formazione di Gattuso scende in campo con una inedita difesa a tre, in parte già intravista nel finale della gara di campionato con il Parma, quando i ducali avevano messo sotto il Napoli e davano la sensazione di poter pareggiare la gara (poi vinta dagli Azzurri per 2-0, ndr). In mediana oltre a Demme e Bakayoko ci sono gli esterni Di Lorenzo e Hysaj pronti ad abbassarsi in fase di non possesso. In attacco Politano e Insigne a supporto di Lozano punta centrale. L’Atalanta invece scende in campo con il solito modulo 3-4-1-2, non c’è Ilicic dai primi minuti. Lo sloveno entrerà in campo solo nel finale del secondo tempo, creando più di qualche preoccupazione alla retroguardia degli Azzurri. La formazione di Gattuso fatica a costruire e si rende pericolosa solo una volta nella prima frazione di gioco con un tiro dalla distanza di Lorenzo Insigne, il portiere dell’Atalanta si rifugia in angolo. L’Atalanta risponde con Muriel su calcio di punizione, Ospina salva. Poco dopo l’estremo difensore del Napoli deve ripetersi su Pessina, lanciato in profondita da Muriel. La Dea ha l’occasione forse migliore con Toloi, conclusione fuori dai pali da parte del difensore. nel finale di primo tempo si rivede il Napoli in attacco, ci prova Demme ma il suo diagonale è deviato in angolo.

Nella ripresa lo spartito non cambia, con l’Atalanta ancora a fare la partita. Ospina è costretto a salvare prima su Muriel e poi su Zapata. Gli Azzurri perdono Demme, costretto a uscire dal campo dopo una forte pallonata alla testa. Gattuso inserisce Elmas al suo posto e Petagna (esce Politano) al centro dell’attacco. Poi entra Zielinski al posto di Insigne. Nell’Atalanta Gasperini fa entrare Ilicic, che inizia subito a creare qualche grattacapo agli Azzurri. Dopo Petagna neanche la carta Osimhen è utile a far salire la formazione di Gattuso, che è costretta fino alla fine a difendersi dagli attacchi della Dea. Finisce 0-0, qualificazione in bilico che si deciderà nel ritorno a Bergamo.

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