Atalanta-Napoli 4-2. Disastro Azzurro

Al Gewiss Stadium Zapata apre le marcature al 52′ ma il Napoli risponde con Zielinski pochi minuti dopo. Atalanta è ancora avanti con Gosens al 64′ e cala il tris con Muriel al 71′. La formazione di Gattuso si riporta in partita grazie a un’autorete proprio di Gosens ma il gol del poker di Romero è una doccia gelata che mette la parola fine alle speranze del Napoli

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Maehle (90′ Sutalo), De Roon, Freuler (78′ Pasalic), Gosens; Pessina (84′ Palomino); Muriel (84′ Miranchuk), D. Zapata (90′ Malinovskiy). All. Gasperini

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Maksimovic (78′ Koulibaly), Mario Rui (78′ Ghoulam); Fabian Ruiz, Bakayoko, Zielinski (84′ Lobotka); Politano, Osimhen, Elmas (53′ Insigne). All. Gattuso

MARCATORI: 52′ Zapata (A), 58′ Zielinski (N), 64′ Gosens (A), 71′ Muriel (A), 74′ aut. Gosens (N), 79′ Romero (A)

ARBITRO: Di Bello della sezione di Brindisi

L’Atalanta batte 4-2 il Napoli al Gewiss Stadium di Bergamo in gara valida per la 23esima giornata del campionato di Serie A. Successo maturato nel secondo tempo grazie alle reti di Zapata, Gosens, Muriel e Romero. Vittoria meritata per la formazione di Gasperini, visto che il Napoli nel primo tempo non ha fatto niente oltre a difendersi e nel secondo tempo è stato totalmente in balia della formazione di casa e, a parte il gol di Zielinski che è stato un capolavoro (grandissimo assist di Politano, ndr), il raddoppio è stato senza ombra di dubbio fortunoso. Chi si aspettava che il Napoli fosse capace di riprendersi dopo la sconfitta in Europa League è rimasto deluso. D’Altronde la recente vittoria in campionato con la Juve non poteva e non doveva illudere, visto che quella gara gli Azzurri l’hanno vinta facendo zero tiri in porta (rigore a parte). È vero c’è l’attenuante delle tante assenze, ma almeno andare a Bergamo a prendersi un pareggio non sarebbe stato chiedere troppo. Ora la società ha imposto il silenzio stampa ai suoi tesserati: De Laurentiis medita in silenzio sul da farsi e la panchina di Gattuso è sempre più a rischio. L’esonero di Gattuso potrebbe avvenire dopo la gara con il Granada oppure potrebbe essere concessa al tecnico qualche altra gara per vedere se con tutti i calciatori a disposizione (con l’Atalanta mancavano più di 7 pedine importanti, ndr) riuscirà finalmente a invertire la rotta.

L’Atalanta è in campo con il solo 3-4-2-1 mentre il Napoli si sistema con il 4-2-3-1. Tra gli Azzurri non c’è Insigne dall’inizio alle prese con problemi muscolari (al suo posto Elmas) mentre un po’ a sorpresa c’è Politano che recupera in extremis. La difesa è ancora affidata alla coppia Rrahmani-Maksimovic nonostante la disponibilità del recuperato Koulibaly (entrerà solo a gara in corso, ndr). Poche emozioni nel primo tempo, con la formazione di Gattuso che riesce a chiudere tutti gli spazi all’Atalanta, che è però sempre padrona del gioco. La formazione di casa reclama un calcio di rigore per un contatto tra Mario Rui e Pessina in area di rigore: contatto non ravvisato dall’arbitro Di Bello, che non è stato richiamato neanche al Var. Probabilmente il fallo c’era e sarebbe stato giusto assegnare il penalty. A pensarla così Gasperini che è stato espulso per proteste dopo aver gridato all’arbitro: “Non posso chiederti il rigore, eh?”. A ogni modo nel primo tempo Gollini viene impiegato solo una volta su un colpo di testa di Osimhen, anche Meret è chiamato in causa poco e niente.

Nel secondo tempo la partita cambia totalmente. L’Atalanta è sempre padrona del gioco ma si dimostra ben più incisiva. Al 7′ Muriel fa un bel cross per l’ex della gara Duvan Zapata, che di testa ha gioco facile nel svettare su Mario Rui e infilare Meret. La risposta del Napoli è bellissima e arriva con un grandissimo assist di Politano per Zielinski, che al volo mette palla dove Gollini non può arrivare. Pochi minuti e l’Atalanta è di nuovo avanti dopo aver superato con Muriel in maniera troppo facile il centrocampo del Napoli (Bakayoko totalmente in confusione, ndr): a quel punto Zapata serve sotto porta Gosens che ha gioco facile nel firmare il gol del 2-1. Il terzo gol della formazione di Gasperini nasce da un errore di Bakayoko che regala palla a Muriel, dribbling su Rrahamani da parte dell’attaccante colombiano e bellissimo tiro nel sette sul quale Meret può fare poco. L’Atalanta tiene però in partita il Napoli, grazie a un’autorete proprio di Gosens su un pallone spiovente in area calciato da Politano. Inspiegabilmente Gattuso manda in campo due difensori (Koulibaly e Ghoulam al posto di Maksimovic e Mario Rui) quando la palla è dell’Atalanta per la battuta di un calcio d’angolo: proprio Koulibaly non trova subito la posizione su Romero e permette al difensore di firmare il gol del 4-2. Nei minuti finali altra tegola per Gattuso, con Osimhen che cade male e sbatte la testa: l’attaccante nigeriano perde i sensi e viene portato in ospedale con la maschera dell’ossigeno, trauma cranico per lui. Al Gewiss Stadium l’Atalanta batte 4-2 il Napoli, sempre più in crisi di identità e di risultati.

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