Trasporti a Napoli: fermi per mancanza di gasolio. I conti (fatti da Realfonso) ora non tornano: in programma una drastica riduzione dei bus.

Napoli, 12 settembre 2012. Il trasporto pubblico a Napoli ha ancora molta strada da percorrere sia per il rilancio in termini economici che in quello di servizio pubblico per gli utenti.

Autobus fuori uso nei depositi altri fermi perché privi dei tagliandi assicurativi per i quali l’Anm non ha fondi sufficienti, altri mezzi bloccati per mancanza di gasolio.

Sebbene l’amministratore unico Renzo Brunetti ha assicurato che “Sul servizio non graverà il problema Gasolio» nella giornata del 10 settembre le autovetture che sono uscite dai depositi in via delle Puglie sono state solo 12, secondo gli addetti ai lavori, contro il 45% dei mezzi dichiarato dall’Azienda.

“Ho dato una direttiva chiara all’Anm e all’assessorato al Bilancio perché vengano iniettate immediatamente risorse per una somma intorno ai 4 milioni di euro per l’integrale copertura assicurativa e per la manutenzione dei mezzi”. Ha dichiarato il sindaco Luigi de Magistris rispondendo ai cronisti in merito al taglio di alcune linee dei bus dell’Anm per carenza di mezzi dovuta alla scadenza delle assicurazioni e alla mancata manutenzione.

In una nota il segretario regionale della Federazione Trasporti Ugl Fulvio Fasano dichiara che “con quattro milioni di euro non si possono pagare neanche i tagliandi assicurativi dei bus che, secondo l’azienda, si attestano su una spesa annuale di 25 mila euro per ogni bus e, quindi, per un totale di circa dieci milioni di euro” aggiungendo poi : “Siamo preoccupati anche per il rinvio ad ottobre del programma di esercizio invernale che comporterebbe ulteriori disagi per l’avvio dell’anno scolastico previsto per giovedì. Quindi, se si vuole rendere il servizio efficiente ed evitare il caos creatosi con il pizza fest, il sindaco deve trovare altri fondi che compensino non solo la copertura assicurativa dei mezzi ma anche la ricambistica per riparare gli oltre cento bus nei depositi”.

Intanto per questa settimana i depositi di via delle Puglie, Garittone, Cavalleggeri e Carlo III avranno l’uscita al completo dei mezzi in seguito alla conclusione della trattativa tra i fornitori di carburante e i vertici Anm saranno scaglionati 75.000 litri di gasolio che andranno ad alimentare i 425 autobus previsti per il servizio.

Le società dei trasporti partecipate a maggioranza dal comune di Napoli vantano un credito di 910 milioni di euro nei confronti del Municipio almeno fino al dicembre 2011, messa nera su bianco in un report riservato sulla “situazione economico-finanziaria dell’ente” che l’ex assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo ha trasmesso il 4 luglio scorso, a pochi giorni cioè dalla sua uscita dalla giunta, al sindaco Luigi de Magistris e al direttore generale Silvana Riccio.

In tutto questo affanno i passeggeri sono insorti attraverso le associazioni di consumatori e dove il presidente del Codacons Giuseppe Ursini parla di “situazione inaccettabile” e annuncia che “dal 15 settembre inizierà un’attività di controllo sull’Anm in merito alla regolarità e alla funzionalità del servizio pubblico”. Saranno gli stessi cittadini a scendere in campo in qualità di sentinelle e «007» per segnalare eventuali disservizi: “Qualora venissero rilevati ritardi eccessivi o disagi, provvederemo a presentare apposite denunce per interruzione di pubblico servizio, frode contrattuale, omissione di atti d’ufficio e quant’altro . L’Anm non dice nulla sui biblici ritardi dei mezzi, sulle vetture sporche, sull’orario obsoleto e sulla soppressione di molte corse”.

Secondo il rappresentante del Codacons “è giusto che chi usufruisce del servizio debba pagare il dovuto ma è altrettanto giusto che chi fornisce il servizio lo esegua correttamente rispettando la dignità dei viaggiatori e gli obblighi contrattuali assunti”. Circa gli evasori del biglietto ha aggiunto: “I napoletani che rispettano le regole sono la maggioranza. Per questo invitiamo i dirigenti dell’azienda a salire sugli autobus con i nostri iscritti per verificare insieme ciò che accade”.

Antonio Di Gennaro, delegato provinciale di Assortenti ha dichiarato: “Siamo in presenza di una totale disorganizzazione a cui si aggiunge ora una sensibile riduzione dei mezzi in circolazione. Pretendiamo dall’Anm la massima trasparenza. È assurdo, infatti, che gli utenti siano costretti in certi casi ad attendere oltre mezz’ora alle fermate. Ad essere danneggiati sono poi gli abbonati, che hanno sborsato e sborsano ingenti somme per prestazioni non più garantite”.

Per il presidente regionale di Federconsumatori Rosario Stornaiuolo “è necessaria un’immediata inversione di tendenza” – ed ancora – “Il trasporto pubblico sta diventando sempre più elitario a differenza di quanto avviene nel resto del Paese. Il tutto mentre si stanno intensificando le politiche di pedonalizzazione e di ampliamento delle zone a traffico limitato. Ormai raggiungere Napoli è diventata un’impresa impossibile e a farne le spese sono i cittadini”.

Proprio per far fronte ai disagi, il manager Brunetti ha predisposto un piano d’emergenza (anticipato dal Mattino): dagli attuali 900 si dovrà arrivare a circa 600 bus. In questo modo sarà peraltro possibile ridurre la quota destinata alle polizze assicurative. Di pari passo si procederà alla razionalizzazione dei depositi che da 10 diventeranno 5 per poi passare in futuro a 2. In parallelo l’Anm si prepara a lanciare un programma anti-evasione con controlli a tappeto, un maggiore coinvolgimento dei 1.400 autisti (che dovranno essere le prime sentinelle contro i furbi) e nuove strategie come l’apertura della sola porta anteriore per far salire i passeggeri.

Come sempre non resta che aspettare per vedere se questa situazione riuscirà a giungere al capolinea di una definitiva risoluzione.

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