Napoli-Verona 1-1. In Champions vanno Milan e Juve

Nell’ultima di campionato il Napoli pareggia con il Verona, un risultato che non basta alla formazione di Gattuso per andare in Champions (quinto posto con 77 punti, ndr), viste le vittorie di Milan e Juve (rispettivamente terza con 79 punti e quarta in classifica con 78 punti, ndr). Gli Azzurri parteciperanno all’Europa League, così come la Lazio

NAPOLI (4-2-3-1): Meret, Di Lorenzo, Manolas, Rrahmani, Hysaj (72′ Mario Rui), Fabian Ruiz, Bakayoko (81′ Petagna), Zielinski (72′ Mertens), Lozano (67′ Politano), Insigne, Osimhen. A disp.Ospina, Contini, Zedadka, Costanzo, Demme, Elmas, Lobotka, D’Agostino. All. Gattuso

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Pandur (63′ Belardi); Ceccherini (76′ Lovato), Gunter, Dimarco; Faraoni (76′ Ruegg), Dawidowicz, Ilic, Lazovic; Bessa, Zaccagni; Kalinic (63′ Kalinic). All. Juric

MARCATORI: 60′ Rrahmani, 69′ Faraoni

ARBITRO: Chiffi della sezione di Padova

Serviva il sangue agli occhi, serviva la stessa furia dei tori quando vedono muoversi il mantello del torero: per 90 minuti tutto questo non c’è stato e al Maradona, nell’ultima gara di campionato, il Napoli si è fatto imbrigliare da un ottimo Hellas Verona, non riuscendo ad andare al di là dell’1-1. Risultato che condanna la formazione di Gattuso a dire addio al sogno Champions League, per accontentarsi della partecipazione alla più modesta Europa League. Il Napoli è stato vittima di se stesso, non riuscendo a sviluppare il solito gioco per la troppa pressione data dal dover fare a tutti i costi risultato: fatto questo che ha prodotto errori elementari nei passaggi e mancanza di pericolosità sottoporta. A un certo punto il gol il Napoli lo ha pure trovato, ma dopo pochi minuti complice un’ingenuità di Hysaj, l’Hellas è riuscito a trovare il pari. Un problema caratteriale da parte degli Azzurri, è la storia che si ripete dopo il famoso scudetto perso in albergo qualche anno fa: quando il Napoli è padrone del suo destino sbaglia quasi sempre, che si tratti di scudetto o di qualificazione in Champions. Servirebbe gente agguerrita, ma il mercato senza i soldi della Champions non porterà quei giocatori capaci di fare la differenza. Il futuro del Napoli ora è molto incerto e non è una bella notizia per i tifosi, che negli ultimi anni sono stati abituati a lottare sempre per lo scudetto o comunque per i primi posti. Difficile credere sarà così il prossimo anno, ora il Napoli è un grande punto interrogativo. Anche perché Gennaro Gattuso non sarà più l’allenatore, una decisione nell’aria da settimane ma confermata da un tweet del presidente Aurelio De Laurentiis arrivato alla fine del match: “Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada. Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli. Aurelio De Laurentiis”.

Stessa formazione vista a Firenze per il Napoli, in porta viene preferito ancora Meret a Ospina. Mentre in difesa nonostante Koulibaly stia meglio a far coppia con Manolas c’è ancora Rrahmani, gli esterni sono Di Lorenzo e Hysaj. A centrocampo Gattuso preferisce Bakayoko a Demme per far coppia con Fabian Ruiz. Sulla trequarti invece Lozano è preferito a Politano (entrerà a gara in corso, ndr) mentre in attacco è preferito ancora una volta Osimhen rispetto a Mertens. Nessuna novità di formazione neanche per il Verona rispetto alle previsioni della vigilia. Il primo tempo non regala grosse emozioni: nel Napoli il più propositivo è Insigne ma quasi mai riesce a impensierire il portiere Pandur. Il Napoli non riesce a sviluppare il solito gioco, troppo contratta la formazione di Gattuso.

Nel secondo tempo i padroni di casa fanno vedere qualcosa in più, ma il possesso palla risulta sterile. Molto raramente viene saltato l’uomo e così il Verona ha gioco facile nel difendersi e poi cercare le ripartenze. Il gol del Napoli arriva al 60′ in maniera abbastanza casuale: calcio d’angolo tirato da Zielinski, palla che carambola su Osimhen dopo il tocco di Rrahmani e poi ritorna nella disponibilità del difensore Azzurro, che di prima intenzione va al tiro e fa 1-0. Il vantaggio del Napoli dura appena 9 minuti, al 69′ palla di Gunter per Faraoni che di slancio supera Hysaj e a tu per tu con Meret calcia in diagonale segnando il gol del pari. Sull’1-1 Gattuso tenta il tutto per tutto, mandando in campo prima Politano, poi Mertens e Mario Rui, infine pure Petagna. Il Napoli è tuttavia sempre più in confusione sul piano del gioco e non riesce a rendersi pericoloso granché. Alla fine per quanto fatto vedere dalle due squadre il risultato di parità è il più giusto. Il Napoli non si qualifica in Champions e può recriminare solo se stesso.

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