De Magistris: “De Luca con la storia delle mascherine ha stancato”

Il sindaco di Napoli attacca il governatore della Campania sull’obbligatorietà delle mascherine all’aperto prevista da un’ordinanza regionale. De Magistris ha anche parlato delle elezioni comunali che si terranno in autunno, affermando di vedere al ballottaggio la sua pupilla Alessandra Clemente. Sul Movimento 5 Stelle invece ha detto: “Per come lo abbiamo conosciuto fino al 2018 è finito, credo non esista più”de magistris

“L’ordinanza del presidente De Luca, che impone contrariamente a quanto dice il Governo l’obbligo delle mascherine all’aperto, è illogica, viziata da eccesso di potere, inutile, dannosa e controproducente per l’immagine della nostra Regione”. Ad affermarlo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando a margine della presentazione del francobollo “L’Italia riparte, Napoli ti aspetta”.

“Ogni giorno – ha proseguito il sindaco – si sveglia qualcuno che deve far vedere di essere più forte degli altri, o che esiste, o che deve dimostrare di esercitare il potere in un certo modo. Noi ci siamo stancati di questi tentativi continui di dividere le istituzioni, di essere aggressivi e violenti nei confronti delle comunità. È un modo intollerabile, in un momento come questo di ripartenza”. Secondo de Magistris “deve finire la stagione della mortificazione dei cittadini, l’atteggiamento aggressivo, violento e punitivo nei confronti della nostra comunità, e gli atteggiamenti dannosi nei confronti del turismo, del commercio e delle attività produttive. Le parole utilizzate nei confronti dei nostri giovani qualche giorno fa dal presidente della Regione le trovo completamente inaccettabili. I comportamenti irresponsabili vanno sanzionati, altra cosa – ha sottolineato il primo cittadino – è sparare a zero su persone che da un anno e mezzo stanno sacrificando il periodo migliore della loro vita. Non è una tirannide, siamo in democrazia, e soprattutto in tempi di pandemia il Governo decide le misure da adottare per la prevenzione sanitaria”.

Sulle elezioni comunali che si terranno in autunno, de Magistris ha affermato che la sua pupilla Alessandra Clemente (attuale assessore al Patrimonio, ndr) abbia buone possibilità di arrivare al ballottaggio. Secondo il sindaco “tra tutti i candidati quella che ha più possibilità di correre e convincere, soprattutto nella parte finale, gli ultimi 30-40 giorni, è Alessandra Clemente. Non vedo assolutamente una partita chiusa – ha spiegato de Magistris –. Maresca era dato come fortissimo e sta cominciando ad avere i suoi problemi, Manfredi è circondato da 12 segretari di partito e questa è una città che ha conosciuto cosa significa essere liberi o sudditi. Ora pensano tutti che Manfredi sia fortissimo e che sia un voto utile, ma ricordo a tutti che di voto utile si ragiona quando c’è il turno unico, quando c’è il ballottaggio no”.

Per de Magistris le tensioni del centrodestra sul nome di Maresca come candidato sindaco rappresentano “l’elemento di maggiore fluidità, contradditorietà e incertezza che c’è”. Maresca secondo il primo cittadino “prova a fare sforzi per mostrarsi civico, ma il suo messaggio politico e istituzionale è molto incerto, confusionario, ricco di inesattezze e anche di messaggi assolutamente non condivisibili. Da civico fa molta difficoltà ad avanzare. Il mondo della destra lo ha circondato, lo vedo ben circondato sia quando cammina per strada, sia dalle persone che gli fanno gli endorsement. Io in questo momento una distanza da Maresca e il centrodestra non la vedo, poi si vedrà se i partiti del centrodestra dovessero fare, tutti o qualcuno, scelte diverse”.

Infine per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, secondo de Magistris “è su una strada di non ritorno e per come l’abbiamo conosciuto fino al 2018 è finito, credo che non esista più”. “Fui contento nel 2018 quando il Movimento 5 Stelle, pur non avendolo votato, ebbe un risultato così importante perché pensavo portasse innovazione, cambiamento, rottura del sistema, invece – ha concluso de Magistris – tutto questo non è accaduto, anzi sono diventati un elemento significativo della cementificazione del sistema per come lo conoscevamo. Sono interessato ad altre prospettive politiche, non vedo un grande futuro da lì”.

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