Teano, Notte dei Musei: al Museo Archeologico con la cantata scenica “Del mio mal superbo”

Il debutto della cantata scenica “Del mio mal superbo” ispirata alla vicenda umana e artistica della poetessa del Cinquecento Isabella Morra

Debutta a Teano presso il Museo archeologico di Teanum Sidicinum in occasione della Notte dei Musei del 3 luglio lacantata scenica “Del mio mal superbo”, ispirata alla vicenda umana e artisticadella poetessa del Cinquecento Isabella Morra, personaggio femminile al centro del progetto «Apulian Mistery» vincitore del bando Puglia Sounds Tour Italia 2020/2021.

L’evento si inserisce e arricchisce la programmazione musicale in terra di lavoro “Summer Concert”a cura dell’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta conil sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania.

Dopo il debutto a Teano, l’evento proseguirà il tour in altre località del MeridioneItalia.La cantata scenica in due parti è eseguita dall’ensemble pugliese Florilegium Vocis diretto da Sabino Manzoper celebrarela poetessa lucana del Cinquecento rivalutata da Benedetto Croce.

Lo spettacolo è impreziosito dall’esecuzione dei madrigali del barese Pomponio Nenna, ma anche di Gesualdo da Venosa e Claudio Monteverdi, musiche finalizzate a ricreare il clima in cui visse la sfortunata letterata,uccisa dai tre fratelli perché sospettata di avere una relazione con un uomo sposato, il nobile (anche lui poeta) Diego Sandoval de Castro. Lo spettacolo prevede un adattamento teatrale dal dramma “Isabella Morra” dello scrittore franceseAndrèPieyre de Mandiarguesfirmato da Nicolò Marzocca, che cura anche la regia, con il Florilegium Vocis affiancato da Fabio Armenise all’arciliuto, dall’attore Giordano Cozzoli e dalla ballerina Simona Lattanzi. Importante la collaborazione dei Figuranti di San Nicola di Bari, cui si devono gli abiti di scena.

Il progetto s’intitola “Apulian Mystery” perché è in Puglia che nasce l’incontro tra la magia della musica e il racconto, il fantastico e il realismo di storie dimenticate, come quella di Isabella Morra, rimasta nell’oblio per quattrocento anni. Una poetessa dalla vita breve, spezzata dai suoi stessi fratelli.

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