Debiti Comune di Napoli, de Magistris risponde a Boccia: “Le bugie hanno le gambe corte”

Il sindaco: “Noi massacrati dai governi nazionali ma Napoli non è fallita”

“Abbiamo ereditato al Comune di Napoli oltre 3 miliardi di debiti prodotti in particolare dal partito di cui fa parte Boccia e i debiti principali del Comune sono quelli del terremoto del 1980 e dell’emergenza rifiuti, con in quegli anni Bassolino del Pd come presidente della Regione”. A dirlo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, rispondendo a distanza alle critiche del responsabile nazionale Enti locali del Partito Democratico Francesco Boccia. Quest’ultimo nelle scorse ore ha rimproverato de Magistris di aver prodotto solo debiti da quando veste la fascia di primo cittadino.

Critiche, come abbiamo visto, rispedite subito al mittente da de Magistris, che non usa giri di parole nei confronti dei vari governi nazionali che si sono succeduti in questi anni. “Nonostante i Governi nazionali Napoli non è fallita, non ha privatizzato un servizio di rilevanza costituzionale. Napoli ha fatto l’acqua pubblica, oggi viene chiamata per soccorrere Roma nella raccolta dei rifiuti e ha stabilizzato tutti i precari del Comune e i lavoratori socialmente utili, ha finanche assunto. Immaginiamoci cosa avremmo potuto fare con un Governo, magari guidato da una maggioranza anche con l’onorevole Boccia, che avesse sostenuto i Comuni d’Italia”.

In questi anni i Comuni sono stati massacrati dai Governi – ha proseguito de Magistris –, compreso i governi di cui ha fatto parte l’onorevole Boccia. Proprio in questa campagna elettorale se ne stanno talmente accorgendo che, per convincere Manfredi a candidarsi, gli hanno dovuto promettere un abito su misura, cosa che non si è mai vista. Ricordo a tutti i concittadini napoletani e agli elettori calabresi di stare attenti alle parole d’inganno, perché questi si fanno vedere solo in campagna elettorale. Sono testimone vivente che non hanno fatto nulla di rilevante per sostenere i Comuni d’Italia in tutti questi anni e – ha concluso il primo cittadino – solo adesso, in campagna elettorale, si stanno ricordando quanto è difficile fare il sindaco, quanto i sindaci stanno in condizioni ormai di stremo, che non riescono se non a fatica a garantire i servizi essenziali”.

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