Napoli-Juventus 2-1. Politano e Koulibaly rispondono a Morata

Al Maradona il Napoli batte la Juve in rimonta. Per i ragazzi di Spalletti terza vittoria di fila su tre gare di campionato giocate

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui (44′ st Malcuit); Fabian Ruiz, Anguissa, Elmas (1′ st Ounas); Politano (25′ st Lozano), Osimhen (44′ st Petagna), Insigne (26′ st Zielinski). All. Spalletti.

JUVE (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Lu. Pellegrini (12′ st De Ligt); McKennie (36′ st Ramsey), Locatelli, Rabiot; Bernardeschi, Morata (37′ st Kean), Kulusevski. All. Allegri.

MARCATORI: 11′ pt Morata (J), 11′ st Politano (N), 39′ st Koulibaly (N)

ARBITRO: Irrati della sezione di Pistoia

Il Napoli batte 2-1 la Juventus allo Stadio Diego Armando Maradona in gara valida per l’anticipo della terza giornata del campionato di Serie A. Gli Azzurri partono bene, stazionando in maniera costante nella metà campo dei Bianconeri, ma subiscono il gol di Morata per un macroscopico errore di Manolas, che si fa rubare la sfera in un tentativo maldestro di passaggio al portiere: Ospina non può far niente per evitare la rete. Dopo il gol gli ospiti iniziano a far vedere le cose migliori mentre il Napoli balla un po’ troppo in difesa. Nel secondo tempo il Napoli torna a farsi vedere prepotentemente in attacco, così com’era stato a inizio primo tempo. Al 56′ il gol del pari di Politano, bravo a ribadire in rete il tiro a giro di Insigne, approfittando di una sbavatura di Szczesny. Il secondo gol della formazione di Spalletti è dovuto a un altro errore dei Bianconeri: colpo di testa all’indirizzo del proprio portiere da parte del giovane neoentrato Kean, il pallone diventa facile preda di Koulibaly che da due passi non sbaglia. A difesa di Max Allegri solo il fatto di giocare senza ben molti giocatori (tra cui Dybala, Cuadrado e Chiesa, ndr), una grande attenuante per una squadra che ha già lasciato 8 punti per strada da inizio campionato. Ma ora la dirigenza della Juve si aspetta subito un’inversione di rotta, altrimenti la panchina di Allegri inizierà a scricchiolare. Diversa la situazione del Napoli che è al terzo successo di fila su tre partite dall’inizio del campionato e Spalletti può essere fecile di quanto fatto vedere dai suoi.

Modulo 4-3-3 per il Napoli, che ritrova Osimhen grazie alla riduzione della squalifica a una sola giornata. In campo anche il nuovo acquisto Anguissa, che mostra fin da subito personalità, visione di gioco e una discreta condizione fisica che andrà migliorata. La Juve è costretta a fare di necessità virtù, vista la lunga fila di indisponibili. Tra i Bianconeri c’è il nuovo acquisto Locatelli, autore va detto di una buona gara, così come ottima è stata la prestazione di Bonucci e Chiellini, bravi a togliere le castagne dal fuoco in diverse occasioni. Il Napoli parte subito forte, assediando la Juve per buoni 10 minuti. La formazione di casa non riesce a trovare il gol ma grazie a un macroscopico errore di Manolas lo subisce: l’ex Roma è disattento e nel tentativo di passare all’indietro al proprio portiere si fa fregare il pallone da Morata, rendendo facile allo Juventino portare i suoi in vantaggio. Il Napoli subisce il colpo psicologico e la formazione di Allegri continua a rendersi pericolosa, come al 43′ con Kulusevski: Ospina riesce a evitare il raddoppio.

Nella ripresa Spalletti decide di cambiare qualcosa, fuori Elmas e dentro Ounas. Il Napoli sembra essere tornato quello di inizio gara e al primo errore colpisce. Errore che si verifica al 56′ su un tiro a giro di Insigne, Szczesny para ma la respinta è corta e Politano è bravo a ribadire in rete, firmando così il gol del pari. Gli Azzurri continuano ad attaccare a testa bassa, la Juve complice anche la stanchezza si fa chiudere. Gli ospiti perdono Pellegrini per crampi (al suo posto De Ligt). Spalletti continua a cambiare, fuori l’autore del gol Politano e dentro Lozano. Appena due secondi dopo è costretto a lasciare il campo Insigne per infortunio (contusione al ginocchio destro, ndr), a sostituirlo c’è Zielinski. Il tecnico della Juve invece manda in campo prima Ramsey per McKennie e poi Kean per Morata. Proprio il giovane neoentrato al 42′ commette una grande leggerezza colpendo di testa all’indirizzo del proprio portiere, sulla respinta di quest’ultimo la palla diventa buona per Koulibaly, che a due passi non può far altro che portare il Napoli in vantaggio, firmando il gol del 2-1. Gli Azzurri escono dal Maradona a testa alta e con tre gare vinte su tre restano a punteggio pieno, portandosi al primo posto in classifica in attesa che scendano in campo anche le altre big.

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