Lo sport in Italia, non sempre alla portata di tutti.

Lo sport  oltre a dare all’uomo la disciplina ed il temperamento rappresenta un importante biglietto da visita per un Paese, sia sul piano sociale che culturale. La televisione italiana si impegna a seguire i gran premi di Formula 1, le partite di calcio e le gare ciclistiche, e nelle ultime olimpiadi sono stati dedicati davvero ampi spazi a tutte le discipline, anche quelle meno note; “La Gazzetta dello sport”, un giornale sportivo, è il quotidiano più venduto nel Paese; nelle scuole è assai diffuso praticare la pallavolo e seguire corsi per la formazione di arbitri; mentre nel mondo accademico vengono organizzati dagli studenti tornei di calcio tra le varie facoltà.

In Italia, tuttavia, non è molto incentivato lo sviluppo di atleti professionisti, vale a dire di chi vuole far diventare lo sport che pratica un vero e proprio mestiere: la gavetta da fare è lunghissima, dura e soprattutto costosa.

Senza contare che, per alcuni sport, le tariffe di iscrizione, che una famiglia deve affrontare, per mantenere un figlio, sono davvero eccessive.

Per il tennis, ad esempio, i prezzi si aggirano dai 15 ai 25 euro per avere un campo disponibile dalle 2 alle 4 ore: più costoso di mattina, più economico la sera e nel week-end; inoltre, se si vuole giocare con la luce accesa, bisogna aggiungere 2 euro. Le tariffe sono più salate per i non soci, e soprattutto se vogliamo essere seguiti da un maestro: si può in quest’ultimo caso arrivare anche a pagare 50 euro all’ora.

Per cercare in qualche modo di ridurre i costi, sono stati creati gli abbonamenti, le cui cifre oscillano dai 500€ ai 1800 €, con sconto del 10 % per i soci e per i non soci nel caso di eventuali altri figli iscritti. Prezzi questi che se confrontati con gli abbonamenti e costi di altri sport sono molto superiori: per coprire un allenamento mensile in piscina di 10 entrate in vasca con 50€ ce la facciamo eccome.

Il tutto dipende da quanti giorni si vogliono frequentare, soprattutto se si vuole praticare lo sport scelto a livello dilettantistico o da professionista. Nel primo caso anche le famiglie meno abbienti se lo possono permettere con qualche piccolo sacrificio, nel secondo caso non è affatto tanto semplice, perché praticare uno sport, qualsiasi esso sia, a livello agonistico implica spostarsi in altre città e in altri paesi per farsi conoscere, disputare gare, pagarsi viaggi, aerei, hotel, e i vari club non contribuiscono quasi a nulla.

Di tanto in tanto, poi ci sono degli eventi, come la recentissima Coppa Davis -una competizione internazionale di tennis maschile, che si sta tenendo in queste ore a Napoli – in cui le istituzioni locali e gli organizzatori sperano di poter avvicinare i giovani a sport meno usuali e più dispendiosi, però questo c’entra ben poco col reale problema. Ma un conto è attirare pubblico, un conto è sostenere concretamente qualcuno nelle proprie scelte. A quando iniziative concrete per il sostegno e l’incentivazione di nuove leve in tutte le discipline sportive?

 FOTO: tratta da ilpiccoloslam.it

One thought on “Lo sport in Italia, non sempre alla portata di tutti.

  1. Diciamo che forse male non sarebbe introdurre più ore per le discipline sportive nelle scuole, seguite in maniera professionale dai professori, come avviene in America ed evitare che le ore di educazione fisica si riducano a dei semplici momenti momenti di pausa dalle lezioni.

  2. Diciamo che forse male non sarebbe introdurre più ore per le discipline sportive nelle scuole, seguite in maniera professionale dai professori, come avviene in America ed evitare che le ore di educazione fisica si riducano a dei semplici momenti momenti di pausa dalle lezioni.

  3. Diciamo che forse male non sarebbe introdurre più ore per le discipline sportive nelle scuole, seguite in maniera professionale dai professori, come avviene in America ed evitare che le ore di educazione fisica si riducano a dei semplici momenti momenti di pausa dalle lezioni.

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