Inni fascisti su Facebook condivisi da un consigliere eletto con Manfredi

Il sindaco: “Prendiamo le distanze”. Critiche sulla vicenda da parte di alcuni esponenti delle opposizioni, come l’ex candidata sindaco e oggi consigliera comunale Alessandra Clemente: “Dalla coalizione di Manfredi continuano a spuntare impresentabili”

Prendo le distanze da Sollazzo. Non conosco questo consigliere municipale, ma alcune sue considerazioni diffuse sui social sono diametralmente opposte ai valori fondanti della nostra coalizione e della politica che intendiamo realizzare per la città di Napoli. Invito anche il gruppo a cui appartiene (Azzurri per Napoli, ndr) a prendere le distanze dal consigliere eletto adottando le dovute decisioni”. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in merito al caso sollevato da NapoliToday del consigliere Vincenzo Sollazzo, eletto nella lista Azzurri per Napoli (messa in piedi dall’ex Forza Italia Stanislao Lanzotti, ndr) a sostegno del candidato presidente del centrosinistra Sandro Fucito (VI Municipalità). La colpa di Sollazzo sarebbe quella di aver condiviso sui social alcuni articoli e inni sul ventennio.

“Qualora ritenesse di definirsi fascista oggi posso serenamente riferirgli che ha sbagliato coalizione unitamente a chi ha proposto la sua candidatura. Ovviamente qualora avesse cambiato posizione e vorrà porsi al servizio della collettività con metodo democratico e per definizione anti fascista, potrà liberamente comunicarlo”, è la presa di posizione di Sandro Fucito, presidente eletto della VI Municipalità.

Critiche tra le opposizioni. L’ex candidata sindaco e oggi consigliera comunale Alessandra Clemente afferma che “dalla coalizione di Gaetano Manfredi continuano a spuntare impresentabili” e parla di “minestrone politico”. Mentre, spiega Clemente, “a livello nazionale dal Pd si scagliano accuse contro le formazioni neo-fasciste dopo i fatti dello scorso sabato a Roma, a Napoli hanno costruito maggioranze tenendo dentro la qualunque e come volevasi dimostrare cominciano a spuntare casi di impresentabili, come, grazie alla denuncia di Napoli Today, il consigliere della VI Municipalità Vincenzo Sollazzo, che sui social inneggia apertamente a Mussolini e al fascismo”.

“Noi, insieme a personalità come il senatore Sandro Ruotolo e Maurizio De Giovanni, appena un mese fa avevamo chiesto che fossero segnati con decisione i confini della coalizione a sostegno di Gaetano Manfredi in un recinto dichiaramente antifascista – prosegue Clemente –. Un appello ignorato se questi sono i primi risultati ad una settimana dalle elezioni. Ancora una volta Manfredi che si era detto ‘garante’ del minestrone politico che hanno presentato alle amministrative, prende le distanze da un suo eletto. Come nel caso della cantante neo-melodica Tina Sacco e del professore Bruno Amato. Prima li candidano e poi li ripudiano. Che un’alleanza di cartone formata da 13 liste, nata solo per mettere assieme voti, fosse ingestibile e tenesse dentro tutto e il contrario di tutto lo sapevamo già e ieri lo ha confermato anche Francesco Boccia. Potevano pensarci prima e non condannare Napoli a diventare una Babele politica”, conclude Clemente.

Critiche anche da Fulvio Martusciello, coordinatore a Napoli di Forza Italia che parla di “doppia morale della sinistra” e si domanda “perché su questi voti fascisti non si esprimono Enrico Letta e Giuseppe Conte, che da giorni stanno attaccando il centrodestra su questi temi?”. “Manfredi non può cavarsela con una generica presa di distanze: dica chiaramente che i consiglieri eletti con i voti di Sollazzo non fanno parte della sua maggioranza. Letta e Conte ritrovino la parola. L’apologia di fascismo è un reato e una ignominia sempre, non solo quando a rendersene protagonisti sono avversari politici”, conclude Martusciello.

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