San Gennaro: tra preghiere, miracoli e folklore. Alle 9.12 il prodigio si è rinnovato.

Nella giornata del 19 settembre, Napoli celebra la festività di San Gennaro, santo patrono della città partenopea. Una fusione di religione, credenze e miracoli.

La devozione per San Gennaro è insita nel cuore di ogni napoletano credente, che sia praticante o meno. Il santo è metaforicamente visto come protettore e guida della città, una figura alla quale rivolgere preghiere e orazioni, tutto l’anno. La ricorrenza del 19 settembre è poi un’occasione per avvicinarsi alla Chiesa e ai sentimenti di carità cristiana.

Luoghi di culto gremiti di fedeli, di turisti incuriositi, di napoletani legati alla tradizione, San Gennaro è questo e tanto altro.

Il Duomo in questa giornata si trasmuta, assume una luce ed un profumo diversi. È come se aleggiasse nell’aria un alito di suggestione, di incanto, di fede. Il miracolo di San Gennaro è uno di quegli avvenimenti che emozionano ogni cuore, inevitabilmente.

Tre volte l’anno, il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi, il 19 settembre, per tutta l’ottava delle celebrazioni in onore del patrono ed il 16 dicembre, infatti, il sangue del santo, contenuto all’interno di due ampolle, custodite nella cassaforte dietro l’altare della Cappella del Tesoro di San Gennaro, si scioglie.

Ed anche oggi il prodigio si è compiuto: alle 9.12 la liquefazione del sangue di San Gennaro. La notizia è stata accolta con un lungo applauso dai fedeli presenti nel Duomo.

Fede? Il miracolo di San Gennaro è per Napoli molto di più. Il mancato scioglimento è infatti considerato presagio infausto per la città. Di convesso, l’avvenuto miracolo è invece foriero di buoni auspici.

Un fenomeno analogo avviene anche a Pozzuoli, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra di marmo. La credenza vuole che su quella lastra fosse stato decapitato, al tempo, il santo patrono e che tuttora vi siano tracce del suo sangue. C’è chi sostiene infatti, che nella ricorrenza del 19 settembre, in concomitanza con lo scioglimento del liquido nel più famoso Duomo di Napoli, queste macchie assumano un colore più intenso, un rosso così vivace da far sembrare il sangue quasi vivo.

La scienza ha spesso indagato su questi avvenimenti, cercando di dare una risposta. La più comune è che si è in presenza di un fenomeno noto come tissotropia, che spiegato semplicemente, consisterebbe nella proprietà di alcuni materiali di divenire più fluidi in seguito ad una sollecitazione dinamica, come lievissime scosse o oscillazioni, e di tornare allo stato precedente, cioè solido, se lasciati inermi.
Ma la scienza non può nulla contro la credenza dei napoletani, poco importa il motivo per il quale avviene la liquefazione, la risposta è nella fede.

In questa giornata il Duomo, stracolmo di fedeli, attende commosso il miracolo. L’attesa è estenuante, gli animi sono carichi di emozione, la trepidazione è palpante, le voci sono toccanti, la fede illumina gli occhi dei credenti. Si invoca il prodigio con preghiere, suppliche e litanie in napoletano, per non dimenticare le tradizioni popolari a cui Napoli è fortemente radicata. Un melting pot di folklore, religione e preghiera.

Non appena si verifica la liquefazione da Castel dell’Ovo vengono sparati ventuno colpi di cannone, una sorta di annuncio alla città per comunicare l’avvenuto miracolo, portatore di buoni presagi. Da quel momento urla di giubilo, abbracci, lacrime e sorrisi inondano la celebre chiesa. In caso contrario, continueranno le preghiere e le invocazioni fino a che il liquido nell’ampolla si trasforma perdendo le sue sembianze solide.

Una giornata di festa e di gioia, in cui la razionalità può nulla rispetto ai cuori e alla fede. Il prodigio della liquefazione del sangue affascina tutto il mondo, la scienza può cercare di dare una spiegazione ma l’emozione ed i brividi che si provano, quando quella sostanza rossa si scioglie, vincono su tutte le teorie fino ad ora formulate.

Perché crederci tutto sommato non costa nulla e fa bene all’anima.

Auguri ai Gennaro.

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