Fuga dei giovani dall’Italia: la storia di Angela. Quando i sogni diventano realtà, ma all’estero.

Questa è la storia di Angela e della vacanza che le ha cambiato la vita. È la storia di una ragazza le cui competenze sono state apprezzate all’esterno, non in Italia. Una storia come tante insomma.

Ventiquattro anni, in vacanza ad agosto a Londra per assistere alle olimpiadi, insieme alla famiglia. Una ragazza come tante, con tanti sogni nel cassetto, tra cui quello di vivere a Londra, città che ama per tanti motivi. Studentessa di lingue all’Orientale di Napoli, con una conoscenza quasi perfetta dell’inglese, know-how che nonostante tutto non era mai riuscita a sfruttare per cercare lavoro nella sua città.

Arriva nella capitale inglese e nel giro di due giorni la sua vita prende una piega completamente diversa. I sogni escono prepotenti dal cassetto ed iniziano a diventare reali e possibili.

In un internet point inglese decide di stampare il suo curriculum vitae e di consegnarlo alla National Gallery, più per gioco che per altro, perché provare non costa nulla. Dopo qualche giorno la telefonata tanto attesa: il celeberrimo museo le propone di lavorare come traduttrice. Giusto il tempo di un colloquio superato brillantemente, in uno Stato in cui la meritocrazia vince su tutto. Ed ecco che la gioia si fonde con l’incredulità e lo stupore. Nel giro di ventiquattro ore le sue giornate sono cambiate, da turista a lavoratrice, da studentessa di lingue ad impiegata alla National Gallery.

Angela è l’ennesimo cervello in fuga dall’Italia, l’ennesima ragazza che per trovare lavoro ha dovuto lasciare a ventiquattro anni la famiglia per andare a vivere da sola, all’estero, in una capitale europea con i suoi ritmi frenetici. Ha lasciato a Napoli amici ed affetti per un salto nel vuoto, perché l’ambizione, si sa, ha sempre un prezzo molto alto da pagare. Da quella vacanza non è più tornata a Napoli, il biglietto del ritorno lo ha cestinato.

Ecco un estratto di una lunga email, scritta dal padre di Angela, pubblicata su la Repubblica:
Il mio orgoglio di padre mi porta a pensare che mia figlia sia un genio, poi rifletto e mi convinco che forse è come tanti altri giovani in gamba che in Italia non potrebbero mai avere una chance così. Negli stessi giorni a Napoli i turisti di tutto il mondo trovavano le sale del Museo Archeologico nazionale chiuse per carenza di personale. Il 16 agosto siamo sbarcati all’ aeroporto di Capodichino in tre e da allora ci godiamo Angela tutte le sere su skype o Face – time.”

Sono parole di un padre orgoglioso di una figlia che ce l’ha fatta, ma lontano da casa. Di un padre rassegnato, perché forse un po’ se l’aspettava che le cose sarebbero andate così, perché in Italia è difficile trovare lavoro, nonostante la laurea, nonostante le competenze e le esperienze. Questa email racchiude il pensiero di ogni genitore italiano che sa che in un paese come il nostro essere meritevoli non sempre paga ed un giorno il proprio figlio salirà su un aereo che lo porterà lontano. Male inevitabile.

Questa è una storia a lieto fine, perché nonostante tutto una giovane ragazza ha realizzato il proprio sogno. Perché il segreto è crederci e non arrendersi mai. Viviamo in un periodo particolare, con tanti problemi e pochi spiragli di luce, ma rassegnarsi e smettere di pretendere è solo da vigliacchi. La risposta non è né la sfiducia né il rinunciare, la risposta è rimboccarsi le maniche e cercare di cambiare il corso delle cose finché si è ancora tempo.

Sapere di meritare, lottare, imporsi, cercando sempre il meglio, senza accontentarsi mai. La risposta a tutto sono gli occhi di Angela, quando dice sorridendo: “Ora è la mia realtà ad essere diventata un sogno.”

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