E’ solo una questione di sfiducia.

Cena tra amici. Si chiacchiera, si racconta. Poi mi sento dire, “mi sa che hai bisogno di un week end alle terme. Lo nascondi bene, ma si vede che sei molto nervosa”. Sono quelle frasi che lì sul momento liquidi con un, “ma no, solo un po’ sfiduciata, niente di più”, ma poi ti ritornano in mente e ci rifletti su. Ribadisco che non sono nervosa, ormai ho perso il lavoro talmente tante volte, che si può dire che ci ho fatto l’abitudine, però le scatole mi girano e ora vi spiego anche perché.

Ho trent’anni, e questo ormai lo sapete.
Detta così non significa niente ma per i datori di lavori sono in piena età di avere figli e pensare al matrimonio. Peccato che io odi i bambini, che non sono assolutamente nei miei piani, ma vai a farlo credere a loro. E poi è inutile, per certi lavori risulto già “vecchia”.

C’è la crisi.
Ci sarà anche una nuova manovra finanziaria, ma purtroppo c’è sopratutto crisi. I lavori scarseggiano, i contratti fanno ridere e per un posto ci sono più di cinquecento persone candidate. Come si può sopravvivere ad una foresta lavorativa del genere? Forse un corso per giovani marmotte?

Il mondo del lavoro è in mano alle Agenzie Interinali.
Inutile ripetere che qualunque annuncio sui motori di ricerca di lavoro è gestito da loro. Argh! se potessero tutte sprofondare negli abissi più neri. Sono talmente ottuse le ragazze che ci lavorano dentro, da meritare una medaglia come “la più stupida della Terra”. Ma bisogna fare buon viso a cattivo gioco, perché altrimenti se te le metti contro, davvero non lavori più.

Potrei aprire un’agenzia che si occupa di portare gli oggetti personali da un ufficio ad  un altro. Non conto nemmeno più le scrivanie che ho cambiato, le password che ho dovuto imparare, i monitor che ho dovuto impostare. Cassettiere da riempire con il minimo necessario perché tanto la sosta non sarà lunga. E poi via, con l’ennesima busta per mettere tutto dentro e riportarlo a casa fino a quando non ci sarà un’altra cassettiera e un’altra scrivania.

Non ho più voglia di fare la PR di me stessa.
Ogni volta tessere nuovi rapporti sociali, cercare di capire chi ho di fronte e il comportamento da assumere di conseguenza. Inserire nuovi numeri nella rubrica del telefono. Imparare nuovi nomi che dopo qualche mese saranno inutili. Tirare fuori il mio lato migliore e tenere chiuso con il lucchetto quello peggiore (anche quando ho il ciclo e credetemi, non è affatto facile).

 

One thought on “E’ solo una questione di sfiducia.

Lascia un commento

11 + 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.