Al PAN i giovani giornalisti per un futuro ancora “precario”.

Il 21 settembre al PAN si è aperto il festival del giornalismo giovane a Napoli che terminerà il 23 settembre denominato Youth Media Days 2012. E’ la prima edizione del festival patrocinato dal comune di Napoli dedicato ai giornalisti under 35. Vari ed articolati gli appuntamenti nel corso delle giornate il cui programma è visibile sul sito www.festival.youthpressitalia.eu

L’appuntamento di ieri 22 settembre ha avuto come tema la precarietà dei giovani giornalisti: la situazione in Italia e nel Mezzogiorno organizzato dal Coordinamento Precari di Napoli ed Errori di stampa, con la moderazione di Simone d’Antonio Presidente Youth Press Italia e la partecipazione di Ottavio Lucarelli Presidente Ordine dei Giornalisti Campania, Ciro Pellegrino Coordinamento giornalisti precari Campania, Valeria Cavicchio di Errori di stampa, Amalia De Simone del Corriere della Sera, Valerio Ceva Grimaldi di Terra, Elena Stramentinoli di Presa Diretta. La presenza istituzionale è stata garanti dal passaggio del Sindaco De Magistris.

L’intervento di Ciro Pellegrino ha evidenziato il divario tra gli stabili ed i precari con le cifre dell’anno 2011 che vede il sessantasei per cento di giornalisti precari, tra stagisti e abusivi a progetto e 23percento di inoccupati, esortando i giornalisti “stabilizzati” nell’ascolto verso i precari ed giovani portando avanti la causa del precariato unitamente compatti, affinché ci si sleghi della regole capestro che oggi mortificano i giovani giornalisti portando molti di loro ad abbandonare la speranza di lavoro e di un futuro.

Sottolineando che la sua generazione stata presa in giro per anni ed ormai alla soglie dei 35 anni commentava: “dovete ribellarvi a quanti vi trattano in questo modo. Solo così può finire questa storia”. Si deve iniziare a dire “no” alle retribuzioni inesistenti perché la dignità non vale i 3€ di un articolo, dichiarando che gli editori che non pagano.

La lettera inviata da Damiano Celestini del Messaggero dove per la prima volta il Comitato di redazione ha seguito le trattative per i compensi dei colleghi più giovani, avendo vissuto la stessa esperienza dove i giovani devono faticare di più per scalare la montagna che rappresenta il lavoro di giornalista.

C’è chi come,Valeria Cavicchio ha esposto la sua esperienza e la sua rinuncia (per ora) a lavorare come giornalista per 5 € ad articolo, essendo tra le prime ad incrociare le braccia per opporsi alla visibilità sbandierata dagli editori in cambio della presa in giro del compenso, citando la frase di Gramsci che recita: “Agitatevi, Organizzatevi, Studiate”, come il perno da cui partire per questa lotta verso l’equocompenso, citando la Carta di Firenze della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico approvata dal Consiglio nazionale l’8 novembre 2011, scritta da 300 colleghi chiusi nel teatro per due giorni e presentata alle istituzioni per garantire l’ applicazione dei principi stabiliti.

Nel suo intervento ha esposto l’esistenza della legge sull’equocompenso e che è allo studio di una legge per sanzionare il precariato gratuito, pertanto ha esortato ad incrociare le braccia perché fino a quando anche solo 10 giovani accetteranno la gratuità del lavoro non ci sarà una svolta al precariato, pertanto è indispensabile firmare l’appello per l’equocompenso anche online al sito: www.articolo21.it

Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha parlato di solidarietà assicurando la massima disponibilità per ogni sorta di aiuto, ponendo l’attenzione verso quei colleghi che continuano a perdere il posto di lavoro e che sono in Cassa Integrazione, sollecitando chi è già in un comitato di redazione a lottare per i colleghi precari senza trincerarsi nella paura.

Breve e coinciso l’intervento del sindaco De Magistris che ha appoggiato la causa del precariato, partendo dall’attenzione che si deve porre al finanziamento dei giornali che dovrebbero trovare nuove strade per aprirsi ai giovani giornalisti in modo più concreto. La funzione del giornalista è rispondere al 1° articolo della Costituzione dovendo e potendo essere liberi di informare, collegando i giornalisti ai magistrati che devono valutare i fatti in modo autonomo e chiaro. Dichiara: “i grandi gruppi editoriali sono pochi in Italia. Per avere un’informazione autonoma, è necessario essere liberi. Questa libertà può venire solo da chi opera in maniera lineare e professionale”.

La richiesta da parte di Ciro Pellegrino al sindaco di porre un’attenzione particolare sui contratti ai giornalisti affinché vengano correttamente ricompensati ha suscitato un’ovazione nella sala straripante di giovani. De Magistris ha assicurato che a partire da un precedente incontro con Ottavio Lucarelli ci si sta muovendo in tal senso.

FOTO: tratta da agenziaimpress.it

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