Trasporti. Retribuzione stipendi in ritardo nel mese di Settembre. Il Coordinamento Or.S.A. risponde alla protesta dei dipendenti della Circumvesuviana.

Tra ansie, agitazioni e qualche momento di apprensione è esplosa l’ennesima protesta dei lavoratori in Campania. Questa volta, si è trattato dei dipendenti della Circumvesuviana che – alle prese con l’ ennesimo problema dei pagamenti dello stipendio – nel pomeriggio di giovedì 27 Settembre,  hanno occupato le stanze del Direttore operativo e dell´Amministratore unico al decimo piano del palazzo della direzione.

Il messaggio lanciato ai vertici è giunto forte anche questa volta, tanto da coinvolgere anche il personale viaggiante che, già da qualche giorno, aveva deciso di posticipare tutte le corse almeno di dieci minuti. Così, dopo aver occupato in massa le stanze dei dirigenti, centinaia di dipendenti hanno chiesto a gran voce delucidazioni per quanto riguarda l’ennesimo ritardo di retribuzione.

La protesta messa in campo  da un copioso gruppo di lavoratori, è continuata per diverse ore e si è svolta in maniera del tutto simbolica e senza particolari tensioni. Alla vicenda, ha preso parte anche il portavoce del comitato Bruno Vinci che,mostrando particolare sensibilità per la pesante situazione dell’azienda, ha dichiarato: ” Quest’ azione vuole dare un segnale ai lavoratori tutti che tale situazione tendente ad un futuro di incognite, non è più possibile accettarla. Pertanto, il comitato autonomo di occupazione, chiede la massima attenzione di tutti i lavoratori della Circumvesuviana e delle aziende collegate del gruppo, nel seguire gli sviluppi e le consultazioni che dovranno scaturire in comunicati, tendenti ad avere chiare e impegnative risposte, non solo sugli stipendi ma sul futuro assetto della Circumvesuviana. Domande che esigonono una risposta chiara e autorevole. Pertanto chiediamo la partecipazione e l’interesse di tutti i lavoratori nel nome di un destino comune e dal futuro incerto, nel nome della Circumvesuviana.”

Malgrado tutto l’impegno profuso da ogni singolo lavoratore nel tentativo di richiamare l’attenzione di colleghi, rappresentanti e dirigenti, almeno da un primo momento, niente è cambiato. Qualche ora dopo è finalmente arrivata una sottile voce  dal coordinamnto Or.S.A (Oganizzazione Sindacati Autonomi) che – mostrando in una nota tutta la vicinanza ai dipendenti dell’azienda, ha sottolineato quanto segue: “Attualmente ci ritroviamo come lavoratori in una situazione un po’ ingarbugliata, perchè da un lato c’è stato un ritardo nell’erogazione dello stipendio e questo ha mobilitato tutto il personale, il tema è molto sentito e molte sono state le rispote in merito alla sfida che periodicamente la Regione lancia ai lavoratori della Circumvesuviana e del trasporto pubblico. Dall’altro lato, si è assistito all’arroganza degli altri sindacati che, infischiandone altamente della volontà dei lavoratori della Circumvesuviana espresa nelle varie assemblee, in data 20.09.2012 hanno inviato alle Aziende la nota con la quale confermano l’adesione all’ipotesi di accordo del 25.07.2012, nonostante il netto rifiuto da parte dei lavoratori.

Si vuole ricordare che l’accordo del 25.07.2012 danneggia economicamente (poco) i lavoratori della Circumvesuviana per quanto riguarda alcune voci retributive, ma che danneggia notevolmente una parte dei lavoratori della Circum che sono intenzionati a far sentire forte la propria voce. E’ evidente che le iniziative sindacali, spontanee o come le vogliamo chiamare, devono essere effettuate tenendo conto delle diverse motivazioni che hanno spinto o che spingeranno i lavoratori ad aderirvi, coniugando nel miglior modo possibile le esigenze di tutti. Onde evitare un accavallamento delle due grosse problematiche che interessano in modo diverso i lavoratori, l’ Or.S.A. ritiene opportuno posticipare di qualche giorno quelle riguardanti l’accordo sull’armonizzazione e concentrarsi sulla problematica del ritardo dell’accredito degli stipendi e sul futuro della nostra azienda.

Su tale problema, si sta dibattendo su quali siano forme di lotta migliori da intraprendere, a tal proposito vorremmo ricordare che chiudere un ufficio non è la stessa cosa che fermare un treno; la denuncia per interruzione di pubblico servizio viene fatta a chi materialmente il servizio lo blocca ed è su questo grosso nodo che è sorto un problema di metodo di lotta, con ciò si vule far capire che ogni lavoratore è libero di aderire alle iniziative con qualunque forma che egli ritiene più opportuno adottare; gli attacchi e/o i rimproveri verso i lavoratori che per un motivo o l’altro sceglieranno forme alternative di adesione alle iniziative sindacali sono ingiusti ed errati, in questo momento. L’importante è il risultato finale.”

Non è la prima volta, dunque, che il settore dei trasporti ha destato particolari preoccupazioni soprattutto in Campania dove, in questi anni marcati dalla crisi, si rischia seriamente di annegare in un mare sempre più imbrattato dalle cattive abitudini e da una cattiva gestione delle risorse più importanti del Paese.

Foto: tratta da canaleotto.it

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