La situazione a Scampia. La camorra taglia gli stipendi e arruola precari?

Incredibile ma c’è crisi anche nel mondo della droga. Scampia – sentinelle pagate ad ore, nessuno più che porta uno stipendio sicuro a casa, spacciatori che soffrono. La camorra taglia gli stipendi e arruola precari. Quello dello spaccio è un problema che c’è da sempre e non si può risolvere in pochi mesi. “Serve un forte impegno. L’attenzione c’è, però, ed è forte” dichiara il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

Sappiamo benissimo però che le chiacchiere e i buoni propositi di solito portano sempre sulla via per l’inferno. Una dichiarazione povera, qualcosa simile al “tutto fumo e niente arrosto”. Intanto per il prossimo 3 ottobre sarà convocato il Comitato per Napoli e Scampia cui parteciperà anche il guardasigilli Paola Severino. Quasi duecento uomini in divisa tengono sotto controllo la zona con pattugliamenti, perquisizioni, inseguimenti. Giardini e vecchie costruzioni disabitate sono occupate ormai solo da ragazzetti che si strafanno in tranquillità, il tutto con un servizio pulito e ben fatto.

Lo spaccio però è al passo con i tempi, tanto da insidiarsi anche su facebook. Una mappa vera e propria, con messaggi cifrati, prezzi, luoghi. Ed ecco che si combatte una guerra virtuale, con minacce ed avvertimenti. Il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, interviene a Scampia “Lo stato sta reagendo e con forza, per questo voglio ringraziare le forze dell’ordine impegnate”. Angelo Pisani, presidente dell’ottava municipalità, comprendente anche le zone di Scampia e Secondigliano, sottolinea “…a Scampia un’altra passerella politica di gente che ignora le emergenze e le condizioni del territorio, e che parla e annuncia solo per ingraziarsi l’opinione pubblica. La verità è che la malavita e l’illegalità si nutrono proprio della malapolitica e della mancata percezione e conoscenza del territorio da parte dei grandi politici oggi in mostra” .

Tra le perquisizioni dei carabinieri alle piazze di spaccio, spuntano armi, diverse pistole e macchinette contasoldi. Queste servivano ai boss per stanziare la cifra di denaro che ogni giorno si riversava nelle casse dei vari organizzatori. Ora però che il “business” non va tanto bene, i clan non ne hanno quasi più bisogno. I pochi soldi in entrata ormai possono essere anche contati a mano. Nei quartieri di Scampia e Secondigliano, le piazze di spaccio si sono trasferite in punti diversi da quelli noti, in luoghi non molto isolati per meglio permettere ai trafficanti di mimetizzarsi per svolgere l’attività illecita della vendita di droga. Gli arresti eseguiti dagli agenti, non a caso, sono avvenuti nella zona che dà accesso al mercatino rionale.

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