Pillole di calcio. Samp-Napoli 0-1

Il Napoli batte 1-0 la Samp a Marassi e raggiunge di nuovo la Juve (vittoriosa per il 4-1 la sera prima contro la Roma) in testa alla classifica. Cavani su rigore – il fallo era fuori area – a metà ripresa piega una Samp ordinata e aggressiva che non si è chiusa mai, neanche in inferiorità numerica. Tagliavento, uno dei sei arbitri di Pechino, espelle sì Mazzarri, grazia Costa, ma, alla fine, non scontenta il Napoli.

PRIMO TEMPO. La Samp parte col 4-3-3. Di solito chi affronta il Napoli con questo modulo lo trasforma in 4-5-1 intasando gli spazi e lasciando un’unica punta in avanti. Ferrara, invece, lascia alti e larghi gli esterni d’attacco. La mossa è rischiosa perché sulla carta consegna la superiorità numerica al Napoli in mezzo al campo, ma fin quando la condizione fisica supporta i soriani è la Samp a fare la partita. Zuniga e Maggio sono costretti a stare bassi  dagli esterni di Ferrara, Inler e Behrami – gran prova la sua – difendono solidi in mezzo al campo e Hamsik si piazza bassissimo in mezzo ai due svizzeri. Appena il Napoli recupera, Hamsik scatta in avanti senza palla e la regia tocca a Inler: lo svizzero, sbiadita versione del fulcro del centrocampo di Guidolin, non va oltre la scolastica apertura in orizzontale. Ma se Zuniga e Maggio sono così schiacciati, se Hamsik si butta negli spazi e se i doriano in mezzo al campo viaggiano a velocità doppia rispetto al Napoli, allora il muscoloso Gokhan non sa che farsene della palla. Conseguenza logica il lancio lungo per le sponde di Cavani e Pandev. Il macedone è inguardabile: tocca la prima palla al ’36 tentando una sponda di testa e la seconda al ’44 quando dalla bandierina regala un pallone molle molle alla difesa della Samp.

MAZZARRI. Al ’40 Obiang stende Inler con un intervento a rischio rosso. Tagliavento estrae il giallo, Mazzarri si fa rubicondo, sbraccia suo modo e viene redarguito dall’arbitro. Ma appena Tagliavento gli gira le spalle viene richiamato via audio dal quarto uomo che segnala che Mazzarri non ha capito e continua a borbottare. Quest’ultima fase però sfugge alle telecamere; quella che non sfugge è l’uscita dal campo di Mazzarri che prima di lasciare la panchina al pacioccone Frustalupi cerca gli obiettivi mentre gironzola in mezzo al campo come il Cassano furioso dei bei tempi che Marassi ha ben presente.

19. Mazzarri fa spazio nella bacheca dei trofei sollevati in carriera aggiungendo alla Coppa Italia il riconoscimento di tecnico più espulso in campionato. Sono 19 le sue espulsioni, sei con il Napoli.

INTERVALLO. Edo De Laurentiis sfrutta l’assenza del papà, ne copia i modi, si prende la ribalta anche lui e irrompe senza autorizzazione nella stanza degli arbitri.

SECONDO TEMPO. Mazzarri aggiusta le distanze nei triangoli difensivi Zuniga-Behrami-Gamberini a sinistra e Maggio-Inler-Campagnaro a destra. E allarga Pandev a sinistra e Cavani a destra lasciando più spazio per gli inserimenti di Hamsik. La Samp inizia a trovare difficoltà: se nel primo tempo i centrocampisti verticalizzavano per gli esterni che, a turno, tagliavano verso l’interno con buoni risultati inserendosi proprio tra Gamberoni e Behrami da un lato e tra Campanaro e Inler dall’altro, adesso la musica cambia. Maggio e Zuniga avanzano di qualche metro aiutando Inler e Behrami che non sono più in inferiorità. Gli esterni azzurri non fanno un granché ma basta questo: i due svizzeri sono supportati ai lati e non è più necessario che Hamsik resti così basso. E ancora: gli esterni offrono la soluzione di passaggio più facile a Inler – che gioca un secondo tempo migliore del primo – e lo slovacco torna decisivo nel ruolo di trequartista puro. La Samp è stanca e non può pescare dalla panchina causa squalifiche infortuni.

RIGORE. Dalla posizione più avanzata di Hamsik e da un suo strappo centrale nasce il rigore nel più classico contropiede mazzarriano. L’attendismo del Napoli è premiato dalla svista di Tagliavento – per altro molto difficile capire che il contatto avviene fuori area a velocità naturale. Cavani trasforma e la Samp rimane in dieci. La partita s’innervosisce: c’è il tempo per un fallaccio di Costa su Maggio – forse da rosso – e perché Cavani metta le mani in faccia a Berardi.

INSIGNE. Offre una prova intelligente in uno stadio dove ha giocato partite migliori. Non cerca la giocata a tutti i costi, impegna Romero due volte e si tiene molto largo a sinistra – più largo di Pandev – per sfruttare la superiorità numerica.

Dopo sei giornate il Napoli è primo insieme alla Juve. Ha il secondo attacco e la miglior difesa. Si gioca in campionato domenica sera al San Paolo contro l’Udinese.

Lascia un commento

11 + uno =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.