Ritornare a camminare. Trapianto di caviglia grazie ad un’equipe di eccellenza

Robot-ChirurgicoSilvio Bordon, preparatore di macchine da rally, di Treviso, all’età di 48 anni è stata la prima persona in Europa ad essere sottoposto ad un trapianto di caviglia da donatore. Nel ’91 era rimasto vittima di un grave incidente in macchina durante una gara di rally, e il forte trauma alla caviglia gli aveva compromesso definitivamente l’articolazione, causandogli una forma di artrosi grave.

L’equipe di eccellenza diretta dal professore Sandro Giannini (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica II,Istituto Ortopedico Rizzoli, docente al’università di Bologna e Direttore del Laboratorio di Analisi del Movimento Istituto Ortopedico Rizzoli), ha eseguito un trapianto da donatore, di parte di osso e dell’intera cartilagine della caviglia presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

L’artrosi è una malattia degenerativa che interessa le articolazioni, provocando una alterazione della cartilagine che diventa più sottile e rigida. Ma essa può essere anche di tipo secondario provocata per l’appunto da traumi. Camminare diventa difficilissimo a causa del dolore persistente,  la caviglia non riesce più a sostenere sufficientemente il peso del proprio corpo, costringendo ad un’andatura instabile.

Il Signor Bordon aveva solo due possibilità: convivere per sempre col dolore cronico e zoppicare un po’, o sottoporsi ad un intervento di artrodesi, cioè il blocco chirurgico dell’articolazione, eliminando definitivamente il dolore, e zoppicare.

Inaspettatamente però si aprono le porte ad una terza possibilità: tentare una strada nuova, quella permessa dalla ricerca scientifica, non rivolgendosi al’estero come è nel luogo comune pensare, ma restando in Italia, affidandosi appunto alle cure del Professore Giannini. E’  in realtà una tecnica ancora in via di sperimentazione, bisognerà guardare i risultati a lungo termine,  ma rappresenta la speranza, quella di cui ogni malato ha bisogno.

Inizia così da quel giorno una nuova era per la ricerca medico scientifica, dedita a trovare le soluzioni ai tanti disturbi e patologie che interessano quella parte del nostro corpo fatta di ossa, muscoli, tendini e cartilagine. Il Professore Giannini  commenta cosi: ”Questo è un intervento che mira a ripristinare un’articolazione che presenta una cartilagine che il trauma e l’artrosi secondaria hanno portato ad una degenerazione e quindi ad una comparsa di artrosi grave”.

Non è facile immaginare come sia potuta essere la loro vita prima di arrivare a dover affrontare un intervento di questo tipo. Ricevere un trapianto, anche se non “salvavita”, è pur sempre un dono da parte di qualcuno che non si potrà mai conoscere e che poteva essere un nostro fratello o sorella o amico.

Chi giunge allo studio del Professore Giannini sono per lo più ragazzi o ragazze che hanno girato l’Italia in cerca del medico giusto, per porre fine ad un calvario che spesso inizia da un incidente.

La frattura di un arto può essere qualcosa di più complicato di quello che si pensa, e non sempre basta un semplice gesso per mettere le cose a posto. In alcuni casi si perde il conto delle volte in cui si è entrati in sala operatoria, la prima volta con un codice rosso, per scongiurare possibili embolie e rimettere a posto un osso spezzato uscito fuori dalla carne, e poi i successivi per cercare di aggiustare un po’ il tiro e gli errori degli altri.

Un’unica cosa accomuna tutti: il dolore di un’artrosi grave, alzarsi la mattina dal letto e aspettare come un diesel che la caviglia si riscaldi e si sciolga un po, prima di iniziare a camminare con meno fatica.

E’ la ricerca medica italiana che ha permesso loro di riappropriarsi del loro corpo e della loro vita, una ricerca che va sostenuta, anche col cinque per mille.

One thought on “Ritornare a camminare. Trapianto di caviglia grazie ad un’equipe di eccellenza

  1. Sono d’accordo io o anche questo problema, a causa di un incidente o la caviglia rotta e soffro di dolori da circa 20 anni, il 10 giugno 2017 riceverò una protesi che mi permetterà di camminare senza dolori e con più agilità , sono molto grato ai dottori che fanno questo, una vita con la caviglia in queste condizioni non è vita, non vedo l’ora di operarmi… per questo penso che sia giusto che le ricerche su questo campo vadano sostenute…

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