Nelle scuole di Napoli mancano i fondi per la carta igienica ma intanto si studiano le merendine per i bambini.

Presentato il 10 ottobre scorso, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, lo “Snackometro”, durante la conferenza stampa per la presentazione dei progetti annuali “Ecolandia”, “Quadrifoglio” e una “Rete per l’Aria” che il Comune di Napoli e l’ASL Napoli 1 Centro promuovono presso scuole elementari, medie e superiori per educare i giovani ad uno stile di vita sano ed ecocompatibile.

Frutto di una ricerca condotta dall’ASL Napoli 1 Centro, analizza 358 snack in commercio verificandone la densità calorica, l’apporto di calorie, il contenuto di grassi saturi e di grassi idrogenati, fornendo pertanto uno strumento orientativo per una più sana alimentazione. Progetto utile per le nuove generazioni, cresciute a tecnologia e merendine, ma questo progetto così innovativo mal si intona con gli storici problemi della scuola italiana e campana.

Sebbene il sindaco abbia indetto un bando per le vaschette biodegradabili da utilizzare per le mense, di fatto la refezione nelle scuole non è ancora iniziata per la mancanza di fondi. Inoltre cosa dire di quelle scuole dove manca anche la carta igienica, rifornita dai genitori attraverso le rappresentanti di classe, della pulizia sempre al limite dell’invasione “pidocchi” perché il personale scarseggia sempre per la mancanza di fondi?

Ed il tradizionale spuntino con pane e marmellata? In questa ottica lo snackometro dovrebbe essere l’ultimo dei pensieri in ambito scolastico, anche se in molte scuole è stato proposto il menù settimanale delle merendine “genuine” con l’introduzione di un frutto, pane e marmellata, yogurt, cracker, biscotti dilazionati nei vari giorni. Perché non estendere il divieto di portare snack a scuola e non favorire la “merenda ecologica” e più naturale?

 

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