IAC 2012: Napoli, capitale mondiale dell’aerospazio.

Il primo Ottobre, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, si è aperta con un messaggio inaugurale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la 63esima edizione dello IAC (International Astronautical Congress).

Ciò che ha permesso alla Campania di ottenere l’assegnazione di tale evento, per Enrico Saggese – presidente dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) -, sono stati, da un lato, i record raggiunti nel settore dell’aerospazio, grazie al quale la regione conta cinque atenei con 23 corsi di laurea con diversi master specialistici, e rappresenta il 25 % del Pil nazionale del settore; dall’altro lato, un lavoro di squadra vincente che ha permesso la partecipazione anche a 500 studenti, con attività a loro dedicate, affinché i giovani possano avvicinarsi a nuove tecnologie. Di fatto, si è parlato di una vera e propria “fiera della conoscenza” a livello mondiale, dove si sono incontrati appunto giovani, esperti, imprenditori, ricercatori, astronauti e scienziati della NASA, per un totale di 3300 presenze registrate provenienti da ben 83 paesi.

Il primo giorno ha visto, in merito agli effetti delle attività aerospaziali sulla salute del pianeta Terra, l’intervento dell’astronauta Liu Yang, in cinese “takionauta”, rimasta in orbita per 12 giorni e 15 ore a bordo della missione Shenzhou 9.

Gli appuntamenti fondamentali, ad ogni modo, sono stati quelli riguardanti la navigazione satellitare ed il trasporto spaziale.

Si è parlato, infatti, di ridurre notevolmente le spese di lancio e di migliorare la gestione degli impianti da terra, grazie all’utilizzo di satelliti di dimensioni contenute per le missioni applicative, con un riferimento a Vega, il Vettore Europeo di Generazione Avanzata, lanciato a Febbraio, sottolineando come l’Italia abbia contribuito in maggior parte a tale progetto col suo 63 % di costo finale.

Particolare interesse si è rivolto soprattutto verso il volo ipersonico, e lo sviluppo di velivoli, che, in un futuro molto prossimo, permetteranno di raggiungere da Roma, in qualche ora, territori come l’Australia, l’America o il Giappone.

E non poteva mancare, infine, con la chiusura della manifestazione il cinque Ottobre, tra la commozione degli astronauti partecipanti, il ricordo di “un pioniere dello spazio dal carattere mite e riflessivo”, Neil Armstrong.

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