De Magistris, il movimento arancione ed il riequilibrio finanziario del Comune di Napoli.

“Il movimento arancione serve a svegliare il governo, soprattutto il prossimo”,- assicura il sindaco de Magistris – “La giunta è compatta in questo progetto”. Il sindaco però inizia a perdere i colpi. Il suo movimento arancione si è spaccato. Quattro dei suoi fidati compagni di lavoro e partito lo hanno abbandonato. I consiglieri comunali di “Napoli è Tua”, Gennaro Esposito e Carlo Iannello, lasciano il gruppo consiliare della lista arancione. Con loro anche Pietro Rinaldi e il capogruppo Vittorio Vasquez.

A Iannello ed Esposito, si aggiunge Simona Molisso, che sarà capogruppo di “Ricostruzione democratica”. “Mi sono sentita isolata dai miei compagni di partito. Il consigliere non è un approvatore, vogliamo essere consultati a monte delle decisioni, non a valle”, spiega il neocapogruppo. Vasquez poi motiva le sue dimissioni così “Da capogruppo non sono riuscito a tenere insieme le diverse anime di Napoli è Tua.”

L’abbandono di quattro degli otto consiglieri non mette in difficoltà il sindaco che dichiara “Non sono preoccupato, anzi trovo fisiologico questo passaggio, perchè la lista civica era molto eterogenea, coinvolgendo persone provenienti da posizioni politiche diverse.”

Per quanto riguarda il legame con il leader de l’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, De Magistris assicura “E’ buono. Credo che il nostro rapporto si evolverà quando lui si renderà conto che io non sono un pericolo per l´Idv, ma una risorsa”. E su Matteo Renzi ha ribadito: “Non lo considero un innovatore della politica. È un misto di quanto dicono Pd e Pdl. Vedo molto difficile una possibile alleanza fra me e lui”. Sulla questione decreto Salva-Napoli, il sindaco ammette di non vedere di buon occhio la situazione, dato che per ora non esiste una versione definitiva del decreto, tecnicamente complesso. La giunta però dà l’ok al piano aiuti.

Il messaggio di de Magistris in ogni caso è chiaro: che non si dica che Napoli è stata aiutata dal governo Monti. “Troviamo ingiusto il mancato intervento concreto, per il quale in tanti avevano invece detto di prodigarsi, visto che questa amministrazione ha praticato la spending review prima ancora che arrivasse quella del governo e sta governando senza risorse ma con dignità una delle più grandi città italiane, facendo crescere il turismo, ricostruendo l’immagine della capitale del Sud, risolvendo il problema dei rifiuti”.

Il comune di Napoli dovrà accedere alla procedura di riequilibrio finanziario entro e non oltre il 5 dicembre. Non si sa però quanti soldi arriveranno. L’unica cosa che si sa è che c’è un possibile rischio di aumento di Tarsu e sulle bollette dell’acqua. Il comune però è tenuto ad assicurare la copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale e dovrà rendere necessaria anche la vendita di beni immobili non strategici. Il controllo sui conti del Comune verrà effettuato con l’aiuto non solo della Corte dei Conti ma anche del presidente del Collegio sindacale del comune. In tutto ciò però il sindaco spera ancora che il Governo apporti modifiche al decreto.

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