Formula Indy a Napoli? No grazie.

Il lungomare liberato, che sta facendo di Napoli una delle città europee più seducenti, ha affascinato a tal punto gli americani, da essere visto come un possibile circuito dove svolgere le gare di Formula Indy. Si tratta di una competizione di 500 miglia, molto simile alla Formula 1, che ha luogo a Indianapolis, messa in campo per il 2014 dalla Regione, dall’assessore all’Urbanistica Marcello Tagliatatela e dall’imprenditore Paolo Scudieri.

La licenza costerà sui 10 milioni di dollari all’anno, che andranno alle casse della Indy Racing League, organizzatrice e promoter della Formula Indy: ci saranno 30 piloti, motori Honda, Chevrolet e Lotus, telai di manifattura italiana, forniti dalla Dallara che ha sede in provincia di Parma e che li assembla negli impianti di Speedway, in Indiana. In più, la proposta è molto allettante, in quanto gli americani si faranno carico di tutte le spese, e non ci sarà neanche il bisogno di pagare tasse di partecipazione.

Montezemolo, il patron della Ferrari, ha già dato il consenso per lo sbarco dei bolidi all’autodromo del Mugello in Toscana. Luigi De Magistris, appoggiato da Legambiente, in accordo con le sue idee di pedonalizzazione dell’area, dice però “No alla Indy sul lungomare”, “non abbiamo negato altri luoghi”, “semplicemente per via Caracciolo abbiamo altre idee”.

Di fatto, il sindaco vuole avvicinare il capoluogo partenopeo ad uno standard estetico comune a quello di città internazionali: illuminazione che parte dal basso, rifacimento dei marciapiedi e del manto stradale, pista ciclabile, niente più gazebo diversi, artisti di strada e spettacoli vari, insomma tutto all’insegna di un’eleganza di fondo.

Del resto, dopo i successi dell’America’s Cup, della Coppa Davis e dei tornei di Beach Volley, per Marcello Tagliatatela perdere quest’occasione sarebbe un vero peccato per Napoli, non soltanto perché non ci sarebbero costi di cui occuparsi, ma specialmente per il prestigio che appunto quest’evento porterà alla città e a tutta la Campania, con appassionati di automobilismo che affluiranno da tutto il mondo, e ripopolando un’area diventata ormai dormiente a causa della ztl.

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