Erone di Alessandria, matematico ed ingegnere, inventore del distributore automatico, protagonista dei tempi moderni

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Si pensa che il primo distributore automatico sia stato marchingegnato da Erone di Alessandria, il quale nel 219 a.C. mise a punto una macchina che dispensava acqua sacra (probabilmente anche vino), durante i riti propiziatori, nei templi egiziani. Era azionata per mezzo di monete che, cadendo su una leva, aprivano una valvola, da cui fuoriusciva una determinata quantità di acqua.

Nessuno, però, toglierebbe mai la paternità ufficiale dell’invenzione a  William Henry Fruen, il giovanotto inglese sbarcato in America, in cerca di fortuna tra le nascenti industrie, dove trova posto in una fabbrica di viti: è bravo e ruba con gli occhi tutti i segreti del mestiere ed inizia presto a progettare macchine.

Amava la pesca nel tempo libero e, proprio pescando, gli viene l’idea che lo renderà famoso: era alla ricerca di un modo per conservare più a lungo il pesce, prima di essere cucinato. Scavò una pozza in cui far sguazzare le prede e si accorse che lì, alla periferia di Minneapolis, nel fitto bosco, c’era una fonte di acqua fresca e buona. Contrariamente alla sua spiccata indole di uomo d’affari, propose al Comune di Minneapolis di portare quell’acqua in città, per distribuirla ai cittadini, ma  non fu ascoltato.

Pensò bene di imbottigliare  l’acqua, trasportarla in città e poi rivenderla.

E per facilitarsi il lavoro progettò e costruì la famigerata macchina: un distributore automatico con l’aspetto di un palazzo, con finestre, portone e la facciata in ghisa. Nella parte inferiore  posizionò il contenitore con l’acqua, i bicchieri e l’apertura,  dove inserire una monetina da un cent di dollaro. Ed ecco che il primo esemplare fece bella mostra di sé, nella hall del lussuosissimo West Hotel di Minneapolis. Niente caffè o cioccolata calda, niente cappuccino o latte macchiato: solo acqua fresca.

Sembra che nello stesso periodo, in Inghilterra, un dispositivo simile era utilizzato per vendere  cartoline e libri. La svolta si ha con l’installazione nelle stazioni ferroviarie di New York, del distributore di dolciumi e caramelle che erogava le famose gomme da masticare “Tutti Frutti” nel 1888.

Poi fu la volta del distributore di sigarette e, nel 1953, arriva anche in Italia, grazie a Coca Cola, il distributore di bibite.

Ma il primo distributore di caffè espresso nasce in Italia: era il 1963, si chiamava E61 ed un caffè costava 50 Lire.

In cinquant’anni, queste macchine si sono evolute, introducendo innovazioni  tecnologiche, al passo coi tempi e, soprattutto, facendo tesoro dell’esperienza e, cosa di non poco conto, tenendo in considerazione le esigenze dei clienti.

Non solo snack e bevande, caffè, giornali e sigarette; i prodotti venduti variano molto da paese a paese: dal distributore di ombrelli,  a quello di cellulari, da quello di libri, a quello di lingerie, o di uova, e di pesce, ma persino di oro: questo è il nostro preferito!

Distributore sì, distributore no.

Dopo decenni di polemiche ed attacchi ai prodotti non proprio salutistici, negli ultimi tempi, il mondo della distribuzione automatica ha saputo ancora una volta adeguarsi alle esigenze di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti: benessere e salute, dunque, nei più moderni dispositivi, dove possiamo trovare mele sbucciate, fragole, uva ed insalate con kit di condimento, ma tanto altro ancora.

La  “pausa caffè” è fuori discussione, quella è d’obbligo e ci piace.

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