Pillole di calcio. Juve-Napoli

La Juve batte il Napoli 2-0 con due gol nei minuti finali e allunga a 47 la striscia di risultati utili in campionato. Decidono una partita giocata (quasi) alla pari un colpo di testa di Caceres e una prodezza di Pogba. La partita si lascia alle spalle un Napoli ridimensionato sul piano del gioco e una Juve più debole dell’anno scorso, ma il campionato rimane apertissimo.

FORMAZIONI. Buffon e Vucinic out, Storari e Quagliarella al loro posto. L’ex napoletano gioca quasi sempre spalle alla porta più arretrato di Giovinco cercando spazi tra difesa e centrocampo azzurro. Prova alternativamente la sponda all’indietro per Pirlo, l’imbucata rasoterra per Marchisio o Vidal (più difensivo del solito Marchisio, più scarso del previsto Vidal) o il filtrante rasoterra per Giovinco, non cerca le aperture per Asamoah o Lichtsteiner perché a quello ci pensa Pirlo. Fa tutto quello che deve fare, ma in modo scolastico e senza incidere sul match, quindi peggio di Vucinic. Il Napoli è quello solito con Campagnaro e Cavani con più ore di volo di una hostess a fine carriera ma che non pagheranno né in stanchezza né in lucidità.

LE MOSSE. Conte non sopperisce al forfait di Vucinic cambiando disposizione all’attacco ma dando gli stessi compiti del montenegrino a Quagliarella. Mazzarri sceglie una via di mezzo tra le due ultime soluzioni adottate contro la Juve. In Coppa Italia pressing altissimo, a Pechino contropiede. Ieri ha alternato le due soluzioni arrivando ad avere più possesso palla dei padroni di casa. La novità invece sta nella voglia del Napoli di rallentare il ritmo e di non ripartire furiosamente se non in un’unica occasione ormai sotto di due gol.

HAMSIK – PIRLO. Mazzarri prova a sparigliare la partita sdoppiando il lavoro di copertura di Hamsik. La soluzione che tutti si aspettavano era una marcatura a uomo su Pirlo e libertà d’impostazione al più debole Bonucci. Ma non è così: Hamsik a volte va su Pirlo e altre su Bonucci facendo grande fatica ed eclissandosi dalla fase offensiva. Bonucci non inventa nulla, ma Pirlo spesso un po’ troppo libero manda sia Giovinco che Matri a tu per tu con De Sanctiis. In fase di interdizione Hamsik pressa Bonucci e Inler e Behrami (i migliori nel Napoli) stringono al centro.

MOVIMENTI NAPOLI. Il Napoli in attacco comincia con la contrapposizione Cavani-Chiellini ma dopo il giallo per gomitata (debole ma esistente) Mazzarri evita che il faccia a faccia continui. Il movimento di Mazzarri è chiaro: Pandev torna indietro lasciando un buco alle spalle in cui Cavani si lancia senza palla aspettando il suggerimento di Hamsik. La presenza di Cavani e Pandev nella stessa zona costringe Marchisio a un lavoro più difensivo del solito: pochi inserimenti e tante corse all’indietro tra cui un salvataggio su Pandev.

MOVIMENTI JUVE. Bonucci attira Hamsik e lancia lungo per Quagliarella, Pirlo avanza di poco per non finire nelle grinfie di Inler e Behrami e quindi riceve libero la sponda di ritorno di Quagliarella. Pirlo senza pressione inventa cercando la profondità per Giovinco o aprendo sugli esterni, più a sinistra che a destra. Asamoah in questo momento è più forte di Maggio mentre Lichsteiner gioca sempre molto alto facilitando le coperture di Zuniga che non lo deve mai rincorrere.

PUNIZIONI. La Juve pressa e comanda lo scambio a centrocampo ma non sfonda. Cerca ma non trova le punizioni di Pirlo che hanno aperto le partite quest’anno già più di una volta. La punizione la trova Inler la prima volta che attacca lo spazio senza palla e che viene steso ingenuamente da uno dei Vidal peggiori da quando è arrivato a Torino. E Cavani la stampa all’incrocio.

CONTROPIEDE. I centrocampisti del Napoli aspettano l’errore della Juve, ma, una volta recuperata palla, non verticalizzano immediatamente com’è nel loro dna ma rallentano, aumentano i tocchi e cercano gli scambi brevi. Non hanno fretta e, nei fatti per 80 minuti cercano di rallentare il ritmo. Ma la colpa è quella di non cercare mai la profondità e di non riuscire a infilarsi negli spazi. E’ vero che Marchisio è abbastanza difensivo, ma dall’altro lato c’è stato Lichsteiner sempre troppo alto e quindi lo spazio tra lui e Barzagli c’era.

CAMBI. Mazzarri non li fa, Conte sì. Una schiera di indici puntati contro Mazzarri, per non aver sostituito Pandev e Maggio. Insigne accanto a Cavani avrebbe allungatola Juvee creato assai più profondità di un Pandev che prendeva palla e arretrava senza mai puntare la porta avversaria, ma al posto di Maggio?

FORTUNA. Asamoah è uscito malconcio e Vidal ha giocato male: non credo al colpo di genio di  Alessio che si è fatto le ossa per anni d’estate sulle spiagge cilentane allenando i ragazzini in vacanza con scarsi risultati. Pogba è il sostituto naturale di Vidal in quanto a fisicità e Caceres uno dei due sostituti di Asamoah insieme a Giaccherini. Quindi niente coniglio dal cilindro, semplicemente panchina molto lunga.

MASSIMO DE LUCA. “Un paio di minuti di furore, e qualche distrazione napoletana di troppo, hanno deciso la prima supersfida dell’anno che per 80′ era filata via in sostanziale equilibrio, senza troppo spettacolo, senza troppe emozioni e, per fortuna, senza cattiverie. Il Napoli è migliorato da un anno all’altro (nell’ultimo viaggio a Torino era franato subito), ma ancora una volta dà l’idea di fallire il definitivo salto di qualità”.

ARRIGO SACCHI. “Partita  deludente, con le squadre che hanno cercato più di annullarsi che di costruire. Il risultato dice che hanno deciso i cambi, ma questa è una partita che nessuna delle due meritava di vincere. Credo che Conte debba temere in futuro, perchè la Juve ha ridotto la sua capacità di fare pressing e di giocare in velocità. Oggi ha vinto, ma in futuro…”

RAI. Perché la Ra i(Sabato Sprint in onda sabato sera su Rai2) mostra retoricamente sdegnata due foto dei bagni dello Juventus Stadium e la conduttrice appare contrita per uno schiaffo di un magazziniere napoletano a uno steward dimenticando però i cori razzisti e la possibilità di squalifica per lo stadio di Agnelli?

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