Iskra Menarini, voce dell’anima, per decenni vocalist di Lucio Dalla, ci lascia un ricordo del grande artista e si racconta a NapoliTime.

Iskra Menarini, un’artista che ha attraversato la musica a 360°, dal rock al blues al jazz al pop, ed ha trovato il culmine del suo meritato successo al fianco del compianto Lucio Dalla, col quale ha collaborato per oltre 20 anni. Persona sensibilissima dalla verve musicale camaleontica, voce appassionante e grintosa ai massimi livelli, ha perfettamente sintetizzato la figura della cantante per eccellenza, sia per doti timbriche che tecniche.

Vanta di collaborazione con artisti enormi, quali Zucchero, Antonacci, Carboni, Patty Pravo, solo per citare pochissimi esempi, ed ha avuto l’umiltà di debuttare nella sezione giovani del Sanremo 2009, dimostrando una forte carica per nulla minore rispetto ai suoi giovani colleghi gareggianti.

Iskra, come hai iniziato i tuoi primi passi nella musica?

“Tutte le cose secondo me iniziano per caso, le prime recite a scuola, poi scuola di danza, di chitarra.  Sono però un perito agrario, già sapevo che mi sarei innamorata del nostro pianeta, della terra, degli animali, e forse quando cantavo mi nutrivo già della magia, del sole, della luna, del mare…”

 L’incontro con Lucio Dalla ti ha consacrato come grande cantante quale sei, come è avvenuto?

“Grazie per il grande. Sono una persona molto semplice, non ho mai sgomitato anche quando ero una bella ragazza,  magra  e cantante di un gruppo  tombstones, era il periodo dei gruppi, dove nei locali si faceva tanta musica, ero andata anche al Piper di Roma e feci il Cantagiro, cantavo Led Zeppelin, Deep Purple, Grand Funk, musica al maschile. Lucio l’ho incontrato per caso ad una serata in una chiesa per beneficenza, era con Curreri, perchè tutto il gruppo, che sarebbe poi diventato gli Stadio, suonava con lui. Sono sincera non seguivo la musica di Lucio, per me era il periodo del soul, del jazz sperimentale,  ma quando lui mi vide e mi sentì cantare, forse non per la bravura ma per la particolarità già un po’ oltre, anche nella voce, mi chiese di far parte del suo tour. Stava partendo, Dalla – Morandi, lascio a te capire come posso essermi sentita, a 40 anni, dove uno ha fatto quasi tutto, più o meno, l’incontro con lui mi cambia veramente la vita. Era uno dei più grandi autori, cantante unico, geniale, intelligentissimo, ironico, dolce, anche stronzo, ma ci sta, da uno come lui, ci sta. Unico, unico, solo lui era così.”

Che ricordi hai di Lucio come musicista e uomo?

“Senza volere ti ho già detto cose. L’ho amato tantissimo, non ho mai cercato il successo anche se potevo, 25 anni fa, avere un contratto, ma con lui avevo tutto, un passo indietro, si, ma vicino ad un artista cosi particolare, fuori dagli schemi, mi ha usata, si fa per dire, in tanti video, mi ha fatto cantare nel mondo, se guardi i video con Morandi, in America. Ho fatto la tosca cantando amore disperato, mi ha portato a Sanremo, non credo che altri avrebbero fatto questo. Come uomo, era una persona intelligentissima, curiosa del sapere, dell’arte, e quindi nei viaggi intorno al mondo passavamo nei musei tante ore, era dolce, ed anche focoso. Non posso descriverlo sarebbe riduttivo visto la persona cosi particolare, gli ho voluto bene, quando penso a lui ho un nodo in gola.”

Sei sempre attiva nelle manifestazioni di beneficenza e solidarietà, partecipi alle iniziative umanitarie con molta attenzione. Secondo te, quanto possono contribuire l’arte, la musica, a sensibilizzare le persone su queste tematiche?

“Penso di essere fortunata, se basta così poco, con la voce e la mia persona, posso in qualche modo, aiutare l’AIL, il WWF, contro la violenza delle donne, contro la vivisezione, contro l’abuso sui minori e purtroppo un elenco interminabile. Sicuramente la musica, visto anche i grandi nomi sempre chiamati in causa, possono fare tanto  raccogliere danaro, come per il terremoto dell’Emilia, che dire, mi auguro che non sia solo la musica che muove il cuore.”

Dal tuo sito leggo che ami molto la natura e gli animali, come vedi attualmente il rapporto uomo-natura?

“Purtroppo male, molto male, stiamo distruggendo, tutto ciò che ci e stato dato, per farci vivere, respirare, poter dipingere scrivere le poesie, le canzoni, la musica. Guarda cosa dice Morricone o Handel. Ascoltando ogni piccolo rumore, guardando ogni piccolo colore, posso esistere dico io. Non so se riusciremo a fermare tutto questo scempio. Io abito in campagna, ma circondata da persone che coltivano mais, usano i diserbanti e distruggono la vita. Io credo nella madonna, è una madre, ha sofferto per la morte di un figlio e spero sempre che lei possa ridare, al mondo, alle persone, il cuore, la dignità e l’amore. Solo l’amore ci salverà (dice Lucio in Henna).”

Sei anche molto amata dai giovani, che consigli dai a chi vuole intraprendere la strada della musica?

“Spero tanto che sia cosi,  sono docente alla Sanremo Productions, di Ermanno Croce, piena di giovani. Io faccio lezioni molto particolari, e mi baso sull ascolto del corpo e l’energia, poi uso, per capire la nostra voce, il metodo Alfred Tomatis, un illustre foniatra. Forse i giovani mi vedono semplice e nello stesso tempo un po’ particolare, canto generi diversi, appunto, dal sacro all’etnico, al pop, dove loro si identificano senza prendere mai le distanze, perché secondo me la forza della musica è unire, quindi non c’è mai il lei ma sempre il tu. La strada della musica oggi e sicuramente più complessa, oggi tutti vogliono andare ad X Factor, o ad Amici giustamente, visto che si diventa famosi con  poco sforzo, ma credo, che ogni uno deve sentire dentro dove e cosa vuol fare, l’importante è sempre lottare per ciò che si crede, non mollare mai. C’è una storia che dice: ricorda nel mondo, nella vita, siamo tutti dei numeri uno, come il primo respiro quando nasci, la prima parola, il primo bacio, il primo amore, il primo dolore, la prima gioia. Quindi, ricordiamo questo, siamo tutti numero uno, siamo unici, e quindi ciò che faremo nella musica e non solo, sarà unico. Non volto la faccia per non vedere le cose orribili che succedono intorno a noi, non potrei sentirmi viva e non riuscirei a lottare. Credo di essere un guerriero solare e non mi arrendo ma.”

A quali progetti stai lavorando ora?

“Ho 3 progetti, uno e dedicato a Lucio e un musical, appunto, con tanti ragazzi dell’ accademia di Ermanno Croce. E’ veramente bello, lo si può vedere  su You Tube,  merita e Lucio sicuramente ne sarebbe orgoglioso. Poi un evento di beneficenza, per i bambini malati, dove però oltre ad aiuti finanziari portiamo un sorriso. Si chiama, Ansabbio di Dario Cirrone, stiamo cercando di fare un tour. Infine ho un progetto molto particolare con Teo Ciavarella, percussionista, chitarrista, e Alessandro Quarta, un grande violinista, per uno spettacolo teatrale, “La Scatola di Isteal”.  Speriamo bene, ci tengo tantissimo per la sua creatività musicale, che va rivista anche in chiave etnica, elettronica, la musica sacra, colonne sonore, inedit, e la libertà di fare musica senza confini. Beh’ dici poco, la libertà. Un bacio a tutti e grazie.”

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