L’allarme pedofili resta alto, nessun bambino è al sicuro su Internet.

Ennesimo caso di un pedofilia venuto alla ribalta. Stavolta le vittime sono due sorelline di Napoli di 9 e 11 anni. I genitori hanno scoperto una chat su Msn e dato l’allarme ai Carabinieri che hanno rintracciato il 52 della provincia di Trento arrestandolo.

Chi è il pedofilo? In ambito psichiatrico la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale ovvero bambine o bambini. Ormai questo termine si accompagna anche a pedopornografia cioè nello stimolo sessuale ricevuto attraverso immagini di bambini nudi o in atteggiamenti sessuali non conformi alla loro età né psichicità. Di fatto si tratta di una violenza in ogni caso, anche se solo attraverso una chat perché impone al bambino preso di mira, un clima di tensione e sotterfugio che mina seriamente il suo futuro di uomo o donna ed il suo modo di relazionarsi con l’altro sesso.

Sebbene gran parte dei pedofili sia di sesso maschile, una percentuale stimata almeno al 4% da un rapporto FBI del luglio 2000 è rappresentata da adulti di sesso femminile. Argomento dibattuto e controverso anche la pena attraverso la castrazione chimica, già in vigore in diversi paesi , dove il trattamento farmacologico elimina la libido inibisce anche gli atteggiamenti violenti, ancora non presente in Italia. Nel corso del 2005, l’allora ministro delle riforme Roberto Calderoli ne ripropose l’utilizzo in Italia. Intanto il 27 ottobre del 2011 è stato formalmente adottato dal Consiglio Europeo.

Il riconoscimento del reato di adescamento online la cui pena prevede dieci anni di carcere per abusi e tre per pedopornografia. Il problema principale resta quello dello smascheramento del pedofilo, ormai sempre più tecnologici ed organizzati, da parte dei genitori i cui figli sono caduti nelle mire dei delinquenti. Nasce così da tempo il problema Internet e della sorveglianza dei figli quando sono davanti al computer. I comportamenti che i genitori devono tenere sono differenti a seconda delle fasce d’età dei figli ma per i più piccoli l’attenzione non deve mai abbassarsi e soprattutto non lasciarli soli davanti al PC.

La capacità di non perdere il dialogo con i figli permette di mantenere e rinsaldare un sano rapporto con loro basato soprattutto sull’apertura, comprensione e fiducia, che resta la via più giusta e sicura per proteggere i nostri figli dai pericoli, non solo della rete ma della vita in generale rendendoli più disposti a seguire le nostre indicazioni su come usare la rete in maniera consapevole.

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