Generazioni a confronto su temi scottanti: Lavoro e futuro.

Il 18 ottobre 2012 si è tenuta una tavola rotonda dal titolo Generazioni che si confrontano. Il lavoro per una certezza del futuro” a cui hanno partecipato esponenti del sindacato, come il Segretario della Cgil Napoli Gianluca Daniele; della politica, come il Coordinatore Regionale SEL Arturo Scotto e il Segretario Provinciale PD Gino Cimmino, che si sono confrontati con i giovani torresi soprattutto sul tema del lavoro.

L’incontro ha visto i giovani torresi impegnati nel proporre agli interlocutori politici una sorta di vademecum per tentare di superare la contrapposizione generazionale. Obiettivo:  uscire dalla crisi anche con una collaborazione tra generazioni, per garantire a tutti una vita dignitosa.

Centrale è stato l’intervento del Segretario della Cgil Napoli Gianluca Daniele che ha sottolineato quanto la riforma Fornero, che di fatto non ha riformato nulla, non abbia portato alcun beneficio alla condizione lavorativa dei giovani italiani e al superamento della crisi.

Facendo dei significativi parallelismi con altri paesi come l’Inghilterra, si osserva, ha affermato Daniele, che altrove esiste un reale sistema assistenziale che consente, anche a chi perde il lavoro, di avere un supporto economico che accompagna il lavoratore nel periodo di ricerca, nonché un sistema telematico incrociato tra chi cerca e offre lavoro che rende più agevole l’inserimento o la ricollocazione nel mondo del lavoro.

Tutte cose che non sono state nemmeno prese in considerazione nella legge Fornero. Il sindacalista ha poi sottolineato quanto i rinnovi contrattuali possano essere il terreno fertile su cui lavorare per una reale riforma del lavoro e l’abolizione, o almeno il ridimensionamento, del precariato, puntando all’uniformità dei diritti, a prescindere dalla tipologia di lavoro, attraverso l’attribuzione di salario e diritti a partire dal contratto collettivo di lavoro.

Tra gli altri interventi, il segretario Provinciale del PD Gino Cimmino ha sottolineato come oggi il problema del precariato non sia solo delle giovani generazioni, che spesso non riescono nemmeno a trovare un lavoro precario, ma della fascia di età che va dai quaranta ai cinquantacinque anni per una scelta precisa delle aziende che tengono sotto ricatto il lavoratore e allo stesso tempo hanno maggiori possibilità di rinnovare le proprie risorse umane in barba alle professionalità già operanti al loro interno. Il Segretario ha inoltre sottolineato come sarebbe vincente, per l’annullamento del precariato, alzare i costi legati all’impiego di tipologie contrattuali atipiche e a tempo determinato, dare agevolazioni alle aziende per la stabilizzazione e creare flessibilità non solo per l’uscita, ma anche per l’entrata nel mondo del lavoro.

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