Trasporti. La Campania in ginocchio per i tagli in bilancio.

Quando si dice che in questa Regione “le cose non vanno per niente bene“,  non si vuole ricorrere a semplici e genuine voci di popolo ma, probabilmente, si desidera sintetizzare quella che è l’amara verità di un territorio sempre più straziato da inadempienze e inadeguatezze di diverso genere. Al di là delle numerose difficoltà presenti sul territorio da diversi anni, la Regione Campania è ancora una volta preoccupata per la triste situazione in cui verte – ormai da molto tempo – il settore del trasporto pubblico locale.

Nell’ultimo mese, ad esempio, varie aziende che fanno parte del consorzio “Unico Campania” come Circumvesuviana, Cstp e Caremar sono state al centro di ogni dibattito.  Scioperi, disagi, stop improvvisi sono state le conseguenze pagate a caro prezzo da tutti i cittadini che da anni fanno affidamento al servizio pubblico per mobilitarsi o per raggiungere, semplicemente, il luogo di lavoro.

Il tempo passa, dunque, ma la storia è sempre la stessa. Tutti ormai vogliono una spiegazione, un chiarimento. Perché sono sempre i cittadini a pagare le conseguenze di una cattiva gestione delle risorse finanziarie in questa Regione? Le risorse finanziarie del trasporto pubblico campano sono quasi al capolinea e i numerosi tagli, messi in atto dai vertici di competenza, hanno ancora di più ridotto allo sfascio la situazione rischiando, d’altra parte, di inaugurare l’inizio della fine di un ennesimo servizio utile per tutti i cittadini che continuano, probabilmente, a riporre fiducia e speranza in chi li rappresenta.

Insieme all’interminabile diatriba che sta interessando da diverso tempo la Circumvesuviana, si aggiunge la Cstp che opera a Salerno e Provincia, e infine Caremar che si occupa del trasporto via mare.  Tutte queste aziende che fanno parte dello stesso Consorzio, stanno seriamente rischiando di scivolare sempre più in basso, destando una preoccupazione, sempre più continua e costante, per quanto riguarda i poveri pendolari e tutti i dipendenti delle aziende.

Diversi sono stati nel corso degli anni i vari tentativi per cercare di trovare un’adeguata soluzione che ponesse fine a questa serie di problemi ma fino a questo momento, soprattutto per quanto riguarda il Sud, la storia è sempre la stessa. Treni sporchi, partenze e arrivi in ritardo, stipendi mancati per i lavoratori: questi, purtroppo, sono solo piccoli passi iniziali che avvieranno lentamente il vero e proprio collasso dei trasporti. Per non parlare poi della differenza abissale che esiste tra un viaggiatore del Nord e uno del Sud. Molte regioni situate al Nord del Paese sembrano essere estranee a questo tipo di problemi mentre al Sud, ormai, risulta difficile semplicemente sapere quanto tempo occorre per aspettare un treno, che forse non arriverà mai.

Numerose corse campane, tra treni, autobus e servizio navetta, sono state notevolmente ridimensionate e – soprattutto i pendolari – dovranno pagare caro le inadempienze del servizio. Eppure, c’è chi ha cercato di scherzare o magari sdrammatizzare, dicendo che bisogna “andare veloci”.

Alla luce dei fatti, ognuno si domanda se sia solamente colpa dei tagli e soprattutto pensa a quando arriverà il momento di una vera svolta. Per ora, bisogna purtroppo continuare ad attendere.  Bando a polemiche e chiacchiere inutili, restano solo ansie e perplessità. Fatto sta che intanto – ancora una volta – i trasporti campani si trovano ad un passo dal collasso.

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