Provincia di Napoli, un’escamotage per “tirare a campare”. Cesaro decaduto, si prepara alle elezioni di primavera 2013.

I procedimenti giudiziari che hanno visto protagonista l’ex presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, rendono evidenti i motivi per cui brami una carica in parlamento e, quindi, la relativa immunità. Per questo motivo l’Onorevole Cesaro, l’11 ottobre scorso, ha presentato le sue dimissioni. Solo tre giorni prima, infatti, il Consiglio provinciale di Napoli aveva votato una mozione di incompatibilità a causa del suo doppio incarico di Presidente della Provincia e di parlamentare. La mozione, promossa e votata dalla maggioranza di centrodestra, però, ha dichiarato Cesaro decaduto e non sfiduciato. La sfiducia avrebbe implicato lo scioglimento sia della giunta che del consiglio provinciale, invece l’aver dichiarato Cesaro decaduto ha evitando il commissariamento dell’ente che continuerà la consiliatura fino 31 dicembre 2013.

Prima di lasciare il trono da presidente della provincia, però, Cesaro ha pensato bene di eleggere un successore, nominando vicepresidente il suo fedelissimo Antonio Pentangelo, già assessore alle Infrastrutture di Palazzo Matteotti e distribuendo, dentro e fuori l’Ente, altre otto cariche. Del resto Cesaro sembrerebbe non essere nuovo al vizietto del conferimento di incarichi e pare se ne sia accorta anche la Corte dei Conti che ha disposto un sequestro di 700 mila euro per il presidente dimissionario a causa di “improduttivo esborso di denaro pubblico legato agli inutili conferimenti di incarichi e consulenze” nel settore dei rifiuti.

Ma cosa c’era da aspettarsi da uno dei presidenti di provincia meno apprezzati in Italia, classificatosi al 103º posto su 106 in un sondaggio del Sole 24 Ore del gennaio scorso?

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