Scampia. “Il cuore di Napoli ora è nelle sue periferie, è lì che la città pulsa e muore”. Stop alle passerelle dei politici.

Incredibile ma c’è crisi anche nel mondo della droga. Scampia – sentinelle pagate ad ore, nessuno che porti più uno stipendio sicuro a casa, spacciatori che soffrono. La camorra taglia gli stipendi e arruola precari. Quello dello spaccio è un problema che c’è da sempre e non si può risolvere in pochi mesi. “Serve un forte impegno. L’attenzione però c’è, ed è forte” dichiara il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

Sappiamo benissimo però che le chiacchiere e i buoni propositi di solito portano sempre sulla via per l’inferno. Una dichiarazione povera, qualcosa simile al “tutto fumo e niente arrosto”. Quasi duecento uomini in divisa tengono sotto controllo la zona con pattugliamenti, perquisizioni ed inseguimenti. Giardini e vecchie costruzioni disabitate sono occupate ormai solo da ragazzetti che si drogano in tranquillità, il tutto con un servizio pulito e ben fatto. Lo spaccio però è al passo con i tempi, tanto da insidiarsi anche su facebook. Una mappa vera e propria, con messaggi cifrati, prezzi e luoghi.

Ed ecco che si combatte una guerra virtuale, con minacce ed avvertimenti. Il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, interviene a Scampia “Lo Stato sta reagendo e con forza, per questo voglio ringraziare le forze dell’ordine impegnate”. Angelo Pisani, presidente dell’ottava municipalità, comprendente anche le zone di Scampia e Secondigliano, sottolinea “a Scampia un’altra passerella politica di gente che ignora le emergenze e le condizioni del territorio, e che parla e annuncia solo per ingraziarsi l’opinione pubblica. La verità è che la malavita e l’illegalità si nutrono proprio della malapolitica e della mancata percezione e conoscenza del territorio da parte dei grandi politici oggi in mostra” .

Tra le perquisizioni dei carabinieri alle piazze di spaccio, spuntano armi, diverse pistole e macchinette contasoldi. Queste servivano ai boss per stanziare la cifra di denaro che ogni giorno si riversava nelle casse dei vari organizzatori. Ora però che il “business” non va tanto bene, i clan non ne hanno quasi più bisogno. I pochi soldi in entrata ormai possono essere anche contati a mano. Nei quartieri di Scampia e Secondigliano, le piazze di spaccio si sono trasferite in punti diversi da quelli noti, in luoghi non molto isolati, per meglio permettere ai trafficanti di mimetizzarsi per svolgere l’attività illecita della vendita di droga. Gli arresti eseguiti dagli agenti, non a caso, sono avvenuti nella zona che dà accesso al mercatino rionale.

Intanto continuano gli ennesimi agguati di camorra, le ennesime vittime, a volte addirittura innocenti. A Napoli è intervenuto anche il magistrato anticamorra Raffaele Cantone, all’undicesimo meeting della solidarietà dell’Aics. “Scampia come le favelas” afferma. Per Cantone basterebbe puntare tutto su Cultura e sport per risolvere. Sì, magari tra un morto qua e là una partitella di calcetto si potrebbe fare.

“Gli uffici del Comune di Napoli dovrebbero essere spostati a Scampia. Le sedi attuali, eleganti, centrali, pompose, non rispecchiano più l’anima della città. Il cuore di Napoli ora è nelle sue periferie, è lì che la città pulsa e muore”. Queste le parole di Roberto Saviano per farci capire come i nostri politici siano lontani dalla periferia.

Scampia poi diventa anche meta di Mediaset per un giorno, che sarà il primo e l’ultimo. Gabriella Simoni è stata inviata nella zona “calda” del napoletano per mettere in piedi una maratona all news dall’alba al tramonto in una collaborazione tra Tg4, TgCom e Studio Aperto, i punti forti dell’informazione delle reti Mediaset. Si spera però che tutto ciò non sia solo perbenismo, perché francamente di questo non abbiamo bisogno.

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