I Giovani Democratici dicono no al Consiglio Comunale di Napoli in piazza Montecitorio.

COMUNICATO STAMPA a cura dei Giovani Democratici di Napoli.

“Il Comune di Napoli fa bene a contestare il decreto legge proposto dal Governo Monti per il riordino dei conti dei comuni in difficoltà. Il Sindaco sbaglia però nel convocare il consiglio comunale in piazza Montecitorio martedì 30 ottobre. Bisogna evitare demagogia e populismo che non aiutano la città, cercando unità e soluzioni quanto più condivise possibili per migliorare la nostra comunità.

Crediamo infatti che questo decreto legge risponda semplicemente a criteri puramente ragionieristici come quelli del contenimento della spesa e dell’austerità, principi che sin ora hanno creato non poche difficoltà a molti paesi europei.Con l’applicazione di questo DDL Napoli sarà una delle città più colpite d’Italia:Il comune sarebbe costretto a portare tutte le imposte al massimo con l’obbligo di dismettere tutti i beni pubblici, licenziare diverse migliaia di lavoratori delle società miste, il tutto senza una certezza delle entrate, con il solo obiettivo di stabilizzare il bilancio.

Noi come i nostri consiglieri comunali, anche grazie all’intervento del Segretario Provinciale Gino Cimmino, a Roma non ci andremo, auspichiamo però una forte presa di posizione da parte dei nostri parlamentari su questa vicenda, perchè crediamo ancora che la politica si faccia in una determinata maniera, che sicuramente non comprende le gite fuori porta.ma un impegno istituzionale massimo, con battaglie e discussioni interne affinchè si portino all’interno delle Istituzioni realmente le esigenze dei cittadini”.

Gennaro Acampora Segreteria Regionale Giovani democratici Campania – Consigliere PD Municipalità 3 Napoli

Francesco Morra Segretario cittadino Giovani democratici di Napoli

3 thoughts on “I Giovani Democratici dicono no al Consiglio Comunale di Napoli in piazza Montecitorio.

  1. E chi sarebbero questi giovani “Democratici”, che dicono no al Consiglio comunale di Napoli a Piazza Montecitorio? Ti aspetteresti una folla enorme di giovani, che quotidianamente compiono azioni concrete per la città. Invece ti ritrovi un drappello di persone di giovane età, ma perduti come gli adulti nelle alchimie dei giochi politici, così lontani dalle esigenze reali della gente ed alle quali ci ha purtroppo abituato la squalificata politica tradizionale.
    E’ tale la situazione di disatro ereditata da de Magistris da quella presieduta dalla Iervolino (PD), sono tali i tagli effettuati ai comuni, prima dal governo Berlusconi e poi da quello Monti (appoggiato convintamente anche dal Partito Democratico), da suscitare le giuste dimostranze del primo cittadino di Napoli. Anche quelle più eclatanti, visto le condizioni gravissime delle finanze comunali e vista anche la continuata sordità delle istituzioni nazionali e della non collaborazione (in tanti casi) della regione Campania. Tacciare di populismo de Magistris e che questo venga fatto da un gruppo esiguo e non rappresentativo della città di Napoli, ascrivibile ad un partito corresponsabile dello sfascio, mi sembra veramente fuori luogo. E qui, necessiterebbe veramente un bagno di umiltà. A meno che non trattasi dei soliti giochetti della politica politicante e che l’unica aspirazione del PD e delle sue varie componenti non sia il bene di Napoli, ma entrare nella giunta comunale e condizionarla pesantemente. Tra l’altro, nel tempo attuale, è severamente vietato, in nome di un conformismo inquietante, denunciare un qualcosa che esuli da quanto stabilito dal potere andante. Ed ecco che se denunci il malessere sociale (grande nel nostro Paese), se proponi qualcosa di diverso rispetto alle logiche perverse del dio mercato, vieni subito bollato come “populista”, “mero demagogo” e così via. Fortunatamente esistono ancora in Italia tanti “populisti” capaci di posizionarsi in modo netto per il bene comune.

  2. E chi sarebbero questi giovani “Democratici”, che dicono no al Consiglio comunale di Napoli a Piazza Montecitorio? Ti aspetteresti una folla enorme di giovani, che quotidianamente compiono azioni concrete per la città. Invece ti ritrovi un drappello di persone di giovane età, ma perduti come gli adulti nelle alchimie dei giochi politici, così lontani dalle esigenze reali della gente ed alle quali ci ha purtroppo abituato la squalificata politica tradizionale.
    E’ tale la situazione di disatro ereditata da de Magistris da quella presieduta dalla Iervolino (PD), sono tali i tagli effettuati ai comuni, prima dal governo Berlusconi e poi da quello Monti (appoggiato convintamente anche dal Partito Democratico), da suscitare le giuste dimostranze del primo cittadino di Napoli. Anche quelle più eclatanti, visto le condizioni gravissime delle finanze comunali e vista anche la continuata sordità delle istituzioni nazionali e della non collaborazione (in tanti casi) della regione Campania. Tacciare di populismo de Magistris e che questo venga fatto da un gruppo esiguo e non rappresentativo della città di Napoli, ascrivibile ad un partito corresponsabile dello sfascio, mi sembra veramente fuori luogo. E qui, necessiterebbe veramente un bagno di umiltà. A meno che non trattasi dei soliti giochetti della politica politicante e che l’unica aspirazione del PD e delle sue varie componenti non sia il bene di Napoli, ma entrare nella giunta comunale e condizionarla pesantemente. Tra l’altro, nel tempo attuale, è severamente vietato, in nome di un conformismo inquietante, denunciare un qualcosa che esuli da quanto stabilito dal potere andante. Ed ecco che se denunci il malessere sociale (grande nel nostro Paese), se proponi qualcosa di diverso rispetto alle logiche perverse del dio mercato, vieni subito bollato come “populista”, “mero demagogo” e così via. Fortunatamente esistono ancora in Italia tanti “populisti” capaci di posizionarsi in modo netto per il bene comune.

  3. E chi sarebbero questi giovani “Democratici”, che dicono no al Consiglio comunale di Napoli a Piazza Montecitorio? Ti aspetteresti una folla enorme di giovani, che quotidianamente compiono azioni concrete per la città. Invece ti ritrovi un drappello di persone di giovane età, ma perduti come gli adulti nelle alchimie dei giochi politici, così lontani dalle esigenze reali della gente ed alle quali ci ha purtroppo abituato la squalificata politica tradizionale.
    E’ tale la situazione di disatro ereditata da de Magistris da quella presieduta dalla Iervolino (PD), sono tali i tagli effettuati ai comuni, prima dal governo Berlusconi e poi da quello Monti (appoggiato convintamente anche dal Partito Democratico), da suscitare le giuste dimostranze del primo cittadino di Napoli. Anche quelle più eclatanti, visto le condizioni gravissime delle finanze comunali e vista anche la continuata sordità delle istituzioni nazionali e della non collaborazione (in tanti casi) della regione Campania. Tacciare di populismo de Magistris e che questo venga fatto da un gruppo esiguo e non rappresentativo della città di Napoli, ascrivibile ad un partito corresponsabile dello sfascio, mi sembra veramente fuori luogo. E qui, necessiterebbe veramente un bagno di umiltà. A meno che non trattasi dei soliti giochetti della politica politicante e che l’unica aspirazione del PD e delle sue varie componenti non sia il bene di Napoli, ma entrare nella giunta comunale e condizionarla pesantemente. Tra l’altro, nel tempo attuale, è severamente vietato, in nome di un conformismo inquietante, denunciare un qualcosa che esuli da quanto stabilito dal potere andante. Ed ecco che se denunci il malessere sociale (grande nel nostro Paese), se proponi qualcosa di diverso rispetto alle logiche perverse del dio mercato, vieni subito bollato come “populista”, “mero demagogo” e così via. Fortunatamente esistono ancora in Italia tanti “populisti” capaci di posizionarsi in modo netto per il bene comune.

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