Scafati. La FdS a sostegno dell’Ospedale “Mauro Scarlato”. Carotenuto attacca l’amministrazione: “Abbiate il coraggio di farvi da parte.”

Scafati, 9 Novembre. In serata si è svolta l’ennesima manifestazione promossa dalla Federazione della Sinistra per cercare di mantenere alta la guardia in merito alla chiusura dell’Ospedale “Mauro Scarlato di Scafati”. Un corposo numero di cittadini si è riunito all’atrio dell’ospedale e ha dato vita ad una simbolica e pacifica manifestazione. “Vogliamo delle risposte dalla politica“, questo è stato il messaggio principale che per l’ennesima volta, un gruppo di cittadini scafatesi ha voluto lanciare all’amministrazione comunale, al consiglio regionale e a tutti gli organi di competenza affinché venissero date delle risposte concrete in merito alla tanta desiderata riapertura del nosocomio scafatese.

Forti sono state le dichiarazioni del segretario cittadino della Federazione della Sinistra Francesco Carotenuto che, con decisione ed estrema chiarezza ha fatto immediatamente riferimento al dirigente onorevole Guglielmo Vaccaro e ha affermato: “L’ospedale di Scafati è stato chiuso per una punizione politica probabilmente perché il nostro sindaco ha la mania di litigare con tutti. Vaccaro, qualora avesse fatto una qualunque interrogazione parlamentare sulla questione, ha il dovere di chiamarci e farci leggere questa interrogazione”.

Sono trascorsi diciotto mesi da quando l’Ospedale “Mauro Scarlato” è stato chiuso da chi, per un motivo o per un altro, dovrebbe garantire l’inalienabile diritto alla salute. Tutto questo, per la città di Scafati e per un comprensorio di circa 300.000 persone, da qualche tempo non è più possibile e tutte le inefficienze e la cattiva gestione sanitaria sono ricadute nuovamente sui cittadini, ormai troppo stanchi per sopportare questa cocente situazione.

Proprio in merito alla modifica del famoso decreto 49 messa in atto qualche anno fa dagli organi istituzionali, Carotenuto ha continuato: “Mi chiedo come mai siano rimasti aperti altri ospedali come quello di Cava de Tirreni, di Agropoli o quello di Pagani. Questa è una battaglia di civiltà che stiamo portando avanti da anni. Se c’è stata la capacità e la volontà di modificare il decreto 49, non mi vengano a dire che è un decreto fatto dal Commisario e perciò impossibile da emendare. Vadano a prendere in giro altre persone e a coloro che sono facilmente corruttibili, non a chi ha un minimo di onestà intellettuale e di coscienza civica. Questo è l’ospedale di un comprensorio ed è di tutti.”

Sferrando un duro attacco all’amministrazione comunale e lanciando la sfida per le prossime elezioni amministrative ha continuato: “Siamo stanchi di essere presi in giro una volta ogni cinque anni. Abbiate il coraggio di farvi da parte tutti e in maniera trasversale. Il rinnovamento non è un dato anagrafico ma contenuti e idee. Ci stiamo mettendo anche molto coraggio e probabilmente riusciremo a fare quello che i tanti politici e lo Stato ultimamente non riesce a garantirci, cioè un diritto inalienabile come quello della salute. Noi – ha terminato Carotenuto – non abbiamo ancora chinato la testa. Siamo dei nuovi stati generali per una nuova battaglia per l’Ospedale. La nostra battaglia è iniziata tempo fa e si sta intensificando.”

In effetti, l’ennesima protesta messa in atto non è stata l’ultima tappa. La lotta si fa sempre più difficile e tutti coloro i quali si stanno impegnando ne sono consapevoli. Tutti gli innumerevoli sforzi hanno probabilmente un unico obiettivo, aldilà delle appartenenze e degli antichi rancori: rivendicare l’inalienabile diritto alla salute, necessario e sacrosanto per tutti i cittadini.

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