Pillole di calcio. Genoa-Napoli: 2-4

Il Napoli batte il Genoa a Marassi 4-2 piazzando la seconda rimonta in quattro giorni. Due volte in svantaggio la squadra di Mazzarri ci mette il cuore e passa nel recupero con le reti Hamsik e Insigne che corona una prestazione vivace. Prima il solito Cavani e un ottimo Mesto che in quaranta minuti segna, fa un assist e ci mette tanta corsa.

FORMAZIONI. Mazzarri non ce la fa a non fare turnover. Piccolo, mini turnover ma qualcosa se la deve inventare perché forse penserà che se non fa qualcosa di avventato il fantasioso presidente non è contento di lui. Questa volta lascia fuori Inler e schiera titolare Dzemaili (titolare anche in Coppa, quindi non c’è neanche la scusante della stanchezza!).E la regia ne paga le conseguenze perché viene a mancare l’autorevolezza di Inler nella centrifuga organizzata da Del Neri. E anche questo è dato ben noto: le squadre di Del Neri pressano tanto, si sa, quindi geometrie e pazienza per venirne fuori.

PRIMO TEMPO. Non un granchè la prestazione del Napoli che paga la giornata no di Campagnaro, la forma fisica deludente di Maggio e, strano ma vero, un Cavani sempre generosissimo ma abulico in zona gol. Nel primo tempo il Matador gioca meglio in fase difensiva. Il primo gol nasce da un disimpegno sbagliato di Campagnaro e l’odiato Rizzoli dà una grossa mano al Napoli perché concede il vantaggio e la palla poi finisce ad Immobile. Senza il vantaggio: rigore, espulsione diretta di Cannavaro e Napoli in dieci per tre quarti di gara. In fase offensiva Hamsik latita ed è provvidenziale l’infortunio di Pandev perché, stiamone certi, Mazzarri avrebbe inziato i cambi non prima del 60’-65’.

SECONDO TEMPO. La partita cambia per tre ragioni: il Genoa perde forza e il pressing viene meno, Mazzarri abbandona la difesa a tre e il Napoli trova un ardore vecchio e romantico che trasuda impegno e passione in quell’unico stadio in cui i napoletani non sono il bersaglio preferito di insulti razzisti e peggio.

4-2-3-1. Gli ultimi 40 minuti Mazzarri abbandona la difesa a tre, abbassa Maggio – in forma fisica approssimativa – e Dossena – in crescita fisica e ancor prima mentale – a fare i terzini, lascia i due svizzeri in mezzo e mette un tridente dietro al Matador: Insigne largo a sinistra nella posizione in cui Zeman tanto gli ha dato e Mesto largo a destra. La scelta di tenere Maggio basso e Mesto alto sulla corsi destra testimonia la condizione fisica rivedibile di Maggio. Mesto è autore di un’ottima partita condita con un bel gol e l’assist ad Hamsik per il gol del sorpasso. Insigne scatta e dribbla che è un piacere ma dobbiamo tener presente che la difesa del Genoa ha una media-voto di 4,5. Quando Insigne farà gli stessi numeri davanti a difensori da Serie A allora il Napoli potrà lasciare in panchina Pandev, il suo miglior acquisto tanto voluto dal mister.

OTTANTA. Passa quasi inosservato il dato-monstre di Cavani: 80 gol in 109 partite col Napoli.

NOVE. I punti i più rispetto all’anno scorso. A quota 26 l’anno scorso la Juve era prima in classifica.

 

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