La Posta di PassionTime: gli uomini e la sindrome di Peter Pan.

“Ciao Eliana, ecco la mia storia. Sono una donna di 48 anni, madre di due figli adolescenti e sposata ad un uomo che diventa ogni giorno sempre più sconosciuto. Premetto che ci conosciamo da trent’anni, dei quali dieci di fidanzamento e venti di matrimonio.

Quest’anno  il mio uomo è cambiato, forse sotto l’effetto della crisi di mezza età essendo sotto i cinquant’anni. Sta di fatto che dieta, palestra e telefonate interminabili si sono stabilmente insediate nella sua vita, anzi nostra vita. Attraverso il social network Facebook ho poi scoperto che un’antica fiamma si è rifatta viva essendosi separata, con l’intento di riallacciare il legame interrotto trent’anni addietro. Lei gli lascia canzoni con chiaro intento amoroso dove “Questa volta sarà per sempre” è da lei commentato da un laconico “Da ascoltare attentamente”.

Lui è rifiorito, comportandosi come un ragazzo di vent’anni e facendo strani discorsi, messo davanti al fatto compiuto della mia scoperta della “tresca”. Il suo dubbio circa il tipo di amore che ci accomuna è quello che mi ha più ferito, visto che deve valutare se da “amore”  si è passati ad un “voler bene” che pertanto non supporta un legame affettivo del “tipo matrimonio”. Le mie considerazioni su chi mi sono ritrovata accanto sono emerse insieme ad un dolore per tutto ciò che avevamo costruito e per la delusione per la mia scelta che è risultata per un uomo diverso da quello che mi ritrovo.

Possibile che le donne quando sono “svincolate” da un matrimonio vengano sempre a bussare alla porta del “primo amore” portando inevitabili conseguenze sulle vite di molte persone compresi i relativi figli? Ma prima di fare un passo del genere ci pensano o sono solo “assetate” di emozioni e di un compagno?  Ovviamente la colpa è sempre ripartita tra le parti, tutte e tre:  dove l’uomo sentendosi “oggetto di desiderio” spesso perde del tutto la ragione, buttando all’aria un matrimonio, la moglie che con gli anni si è “appesantita” di corpo e di spirito e l’altra in preda ad un raptus fatto di reminiscenze amorose.

In questo bel quadro vorrei sapere perché la moglie è quella che soffre di più ed è quella che alla fine è la causa di tutto “l’affaire” mentre quella che ha avuto la grande idea di riagganciare un rapporto dopo trent’anni passa sempre per la povera separata che non aveva intenzioni di “diventare l’amante di nessuno”. Dimmi tu cosa se sbaglio a pensarla così.” Wandering Soul

Ciao piccola anima errante e grazie per aver condiviso con me e con i miei lettori la tua storia, un po’ triste ma tanto vera. Posso immaginare la rabbia che provi ed i pensieri che ti affliggono l’anima. Purtroppo in questi casi la colpa non è mai imputabile ad una sola persona, ahimè.

Dimentica di esser tu il problema e la causa di tutto ciò, non sono di certo i segni degli anni che passano il vero motivo della fine di un amore, anzi. Allo stesso modo non si può accusare l’altra donna, anche se, leggendo tra le righe la tua lettera, comprendo che più che per amore, si sia fatta risentire con tuo marito per paura di restar sola.

Purtroppo dopo anni di matrimonio, anche se felice, lo spettro della routine arriva tra le mura di casa, inevitabilmente. La paura di invecchiare, di non piacere e di non piacersi, di non sentirsi più attraenti, spaventa e come in una sindrome di Peter Pan si cerca di porre fine all’incessante scorrere del tempo, volendo restare sempre giovani. E cosa può farci tornare indietro nel tempo se non rivivere un amore che ha segnato la nostra giovinezza? È come un tuffo nel passato, negli anni in cui ci si sentiva invincibili e padroni del mondo perché le candeline sulla torta erano molte meno. Ed ecco spiegate le telefonate interminabili, la dieta, la palestra, i social network, le canzoni dedicate con velati doppi sensi.

In questi casi bisogna iniziare a porsi delle domande e spesso si comprende che non vale la pena lasciare l’amore di una vita per “un tuffo dove l’acqua è più blu”. Perché i sensi si possono anche appagare, ci si può anche sentir trent’anni di meno per qualche ora, ma poi si ritorna verso l’amore, quello vero, quello per i figli, per la famiglia, quell’amore che per anni ci ha fatto sentire vivi.

Non mi piace elargire consigli e non è questa la mia intenzione, posso però dirti che autoaccusarsi di esser cambiata negli anni non è la soluzione e non ti aiuterà ad uscirne. La tua unica colpa può esser quella di aver dato per scontata la vostra relazione, di non averla alimentata, di aver permesso che la quotidianità e la monotonia prendessero il sopravvento nel vostro matrimonio, tutto qui. Riprendi in mano te stessa, i tuoi valori, il tuo amore, la tua femminilità e valuta la situazione. A volte basta qualche attenzione in più a sistemare le cose, dimenticare per qualche istante di esser “mamma” e sentirsi un po’ di più “moglie”, una donna ancora bella, ancora attraente, ancora capace di stupire il proprio uomo dopo anni.

Sei ancora in tempo. Puoi cambiare le cose in un attimo, basta volerlo. Se poi non dovesse bastare, meglio mettere un punto ed iniziare una nuova vita e perché no, un nuovo amore.

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