Sapori, odori e colori dell’autunno:andar per funghi.

L’autunno quest’anno è stato dolce e piovoso, con le sue puntate calde e qualche cenno di freddo pungente. Da un paio d’anni sembrano essersi ripresentate le quattro stagioni regolamentari. Il vecchio adagio “Non esistono più le quattro stagioni” sembra aver perso la sua valenza in quanto riapparse le due stagioni cuscinetto: primavera ed autunno che preparano alle altre due di più estreme temperature. Adesso, ci troviamo in pieno autunno, dove il clima mutevole produce effetti visibili sulla salute e sugli umori. L’ora legale ha ceduto ormai il passo a quella solare, le giornate diventano sempre più corte sino alla punta estrema del 13 di Dicembre.

L’alternarsi di sole e pioggia da luogo ad uno dei fenomeni naturali particolarmente graditi ai buongustai ed ai gastronomi: il fungo, di cui la  nostra Penisola è ricca e rinomata per la qualità e la varietà di specie.

Già nella preistoria era conosciuto, infatti, è stato ritrovato un fungo fossilizzato il Fomes Fomentarius nell’equipaggiamento della mummia neolitica trovata nei ghiacci. La classificazione del fungo, ha subito diverse modificazioni.  Inizialmente era solo muffa, ora, grazie agli studi molecolari sulla sua filogenesi, è possibile dare un ordinamento più stabile pertanto, a seconda della sua costituzione, si parlerà di un tipo o altro. In questo periodo, numerose sono le manifestazioni e le sagre a lui dedicate dove, oltre alla degustazione, si cerca di far conoscere questo mondo che per molti profani può divenire  “pericoloso” specialmente quando si raccolgono esemplari durante le passeggiate nei boschi.  Una delle mostre più interessanti ed istruttive è quella che si svolge a Viterbo agli inizi di Novembre,  giunta quest’anno alla VIII edizione.

La mostra micologica “I Funghi della Tuscia”, a cura del Gruppo Ecologico Micologico Alto Lazio, ha esposto circa 260 esemplari provenienti da questa zona, proposta, inoltre, come luogo di approfondimenti dell’ecosistema boschivo con un’area preparata e dedicata alle scolaresche. Abbiamo chiesto al signor Claudio Celestini, presidente del gruppo, quali siano le azioni da intraprendere trovandosi in presenza di funghi in un bosco. Ha così risposto: “Spesso conoscenze superficiali o credenze popolari sono molto dannose perché possono portare a gravi rischi per la salute. Se non si resiste alla voglia di cogliere un fungo in un bosco, bisogna portarlo al più vicino Centro Micologico delle Aziende Sanitarie della propria zona in modo da farlo controllare per garantirne la sicurezza prima di utilizzarlo. Il consumo dei funghi deve essere limitato a quelle specie riconosciute commestibili e sottoposte a controllo micologico.”

Le passeggiate autunnali nei boschi devono lasciare piacevoli ricordi e non dolorosi risvolti, anche se l’abbreviarsi delle giornate già preannuncia l’entrata dell’inverno tra poco più di un mese. Il profumo di castagne, funghi e vino ci farà compagnia per qualche altra settimana, contornato dai colori caldi del fogliame mosso dal vento prima che l’inverno stenda il suo manto silenzioso sui boschi.

Lascia un commento

sette − 3 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.