Pillole di calcio. AIK SOLNA – NAPOLI 1-2

Il Napoli batte 2-1 l’Aik Solna e torna dalla Svezia con la qualificazione in tasca. Apre le marcature Dzemaili propiziato da Cavani, pareggia Danielsson e chiude a tempo scaduto il Matador dagli undici metri. Partita bruttina, prestazione sotto tono per molti azzurri ma obiettivo sedicesimi raggiunto.

FORMAZIONI. L’Aik cerca di serrare le linee tra centrocampo e difesa e si piazza nel più classico dei 4-4-1-1. Il Napoli è quello di Europa League, quello del turnover quasi totale per intenderci. Mazzarri questa volta ci ripensa parzialmente e lascia un titolare per reparto: Gamberini in difesa (a destra per l’occasione), Behrami in mezzo e Cavani davanti (squalificato in campionato). Interessante la posizione di Dzemaili apparentemente trequartista, ma, in effetti largo a sinistra appena il Napoli recupera palla.

PRIMO TEMPO. La prima frazione di gioco è lo specchio del Napoli di Europa: tanta noia, palleggio scadente, difesa traballante e ripartenze affidate alla qualità dei singoli. La sorpresa è che l’AIK – formazione equiparabile alla Serie B italiana – ha più qualità in mezzo al campo ed evita il primo pressing azzurro con il possesso palla. Donadel e Behrami mostrano i muscoli ai loro dirimpettai di centrocampo ma non basta e quindi il gioco si deve sviluppare sugli esterni e soprattutto a sinistra perché Dzemaili si apre sempre a sinistra e sfrutta i raddoppi di Dossena. Il Napoli sfrutta la fascia sinistra anche in occasione del primo gol quando è Cavani a soprapporsi a Dzemaili, mentra a destra Vargas non offre garanzie a Mesto. Il cileno corre tanto ed è più generoso del solito ma tocca la palla due volte nei primi 45 minuti.

DIFESA. La lentezza di Britos e gli errori da principiante di Aronica tengono in ambasce i tifosi. Il gol degli svedesi arriva con una parabola singolare e tante colpe Rosati non ce le ha. Rimane da notare che Danielsson doveva essere marcato da Aronica.

SECONDO TEMPO. Il ricorso ai titolarissimi (Inler e Hamsik) e l’orgoglio del campione portano la qualificazione dal lato del Napoli. Anche Vargas cresce nella ripresa e sfiora il gol con una girata in mischia, ma è sempre il Matador – il 50% e più di questo Napoli – che si procura il rigore, che lo segna spiazzando il portiere avversario, che porta il Napoli ai sedicesimi di finale (Dnipro primo in classifica, Napoli secondo) e che segna l’ultimo gol della gloriosa storia del Rasunda Stadium.

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