Oceanus onlus, una realtà internazionale che nasce dalla passione e la professionalità del biologo napoletano Fabio A.Siniscalchi.

Oceano (Ὠκεανός, Okeanòs), figura della mitologia greca, era un titano figlio di Urano e di Gea. Adeguato alla lingua latina, il nome si è trasformato in Oceanus che significa “immensità” divenuto, per questo, epiteto del dio del mare. Ma Oceanus non è solo un mito, OCEANUS è anche una Onlus, un’organizzazione ambientalista senza scopo di lucro che, non a caso, in onore della divinità marina, ha riunito un gruppo di biologi, skipper, subacquei e studiosi uniti da una stessa forte passione: il Mare. OCEANUS, così descritta nel portale web, “Promuove e divulga la ricerca scientifica e l’informazione a favore e salvaguardia degli ecosistemi marini e della salute del Pianeta.”

La vocazione iniziale e la spiccata attività hanno fatto di OCEANUS una realtà internazionale, ma, forse, non tutti sanno che questa nasce nell’anno 2005 dalla passione e professionalità di Fabio A. Siniscalchi, un Biologo napoletano, laureato all’Università Federico II di Napoli, che abbiamo avuto l’onore di intervistare. Per sua stessa ammissione, non è stato facile riassumere l’operato degli ultimi otto anni, ma secondo noi, il fondatore e Presidente di questa Onlus, che sta riscuotendo apprezzamento nel mondo, è perfettamente riuscito nello scopo: farci appassionare a questa “sua creatura”.

Com’è nata, e si è poi evoluta, l’idea di creare un’organizzazione ambientalista?
“L’idea di creare una realtà no-profit nasce parecchi anni fa, la realizzazione di quella idea è stata poi affidata agli incontri che il Mare mi ha concesso di vivere.”

Come siete strutturati ed organizzati?
OCEANUS è oggi costituita da un piccolo gruppo di professionisti internazionali. La nostra peculiarità è che ognuno di noi ha più competenze, personalmente sono anche un subacqueo e velista esperto e collaboro con diverse riviste e magazine di settore, in questo modo, riusciamo a realizzare grandi imprese anche con piccoli numeri, come l’ultima grande avventura, eravamo in tre, un americano, un polacco e un napoletano e non è una barzelletta, noi tre, ci siamo fatti l’Oceano Atlantico a vela.”
Studiando il materiale che avete reso disponibile on line, abbiamo scoperto quanto sia stato fattivo, ci racconti questi anni così intensi.

“I progetti sono stati sin da subito molto ambiziosi e realizzati tutti con successo. Nel 2004, l’avventura di OCEANUS è iniziata, infatti, con la traversata a vela da Atene fino all’arcipelago di Capo Verde, cercando mammiferi marini, con l’ausilio di idrofono, tutto in collaborazione con l’Università di Atene. Durante il monitoraggio delle isole di Capo Verde tra dicembre 2004 e gennaio 2005, su segnalazione delle associazioni umanitarie operanti in loco, l’equipaggio a bordo del catamarano Thetys ha consegnato ai bambini delle isole più piccole e distanti, più di una tonnellata di materiale didattico di base (libri, penne, matite, quaderni). Successivamente, fummo chiamati dall’Università di Haifa per la realizzazione del primo censimento di Capodogli della storia di Israele. Per almeno 3 anni consecutivi censimmo buona parte delle acque greche, offrendo dati e campioni alle Università della Tessaglia e Atene. Insomma, in pochi anni, raccogliemmo un enorme quantità di dati e documentazione fotografica in tutto il bacino del Mediterraneo e Atlantico spingendoci fino alle acque impervie del Golfo di Biscaglia.”
Il progetto “Un’Altra Napoli” che, come lei descrive, “Ha l’obiettivo di documentare, con materiale fotografico e video, la straordinaria biodiversità dei fondali delle acque del Golfo Partenopeo, unitamente alla già nota ricchezza archeologica”, ha riscosso un grande successo tanto che, è stato sostenuto e premiato dalla “Project AWARE Foundation”, fondazione benefica che riconosce e supporta i migliori proponimenti che mirano a diffondere una consapevolezza ambientale nel mondo della subacquea.

Questo suo prezioso lavoro, a chi è stato rivolto principalmente?
“Solo nel 2009, quando sono riuscito a tornare in Italia, ho provato a raccontare una Napoli vista dal mare, raccogliendo foto e video di scenari che sono spesso sconosciuti agli stessi partenopei. Ma la realizzazione del progetto, sin da subito, è stata distratta da più imprevisti, dopo i primi tuffi, mi sono ritrovato a denunciare il depuratore di Cuma per mancato funzionamento e, sopratutto, non mi sono sottratto dal dovere etico e civile di intraprendere un’azione legale per la mancata bonifica della discarica di Pianura. Insomma ero partito con la voglia di documentare l’eccezionalità dei fondali partenopei e mi sono ritrovato ad offrire assistenza legale gratuita ai cittadini di Pianura che si volessero costituire parte civile al processo. Processo ancora in corso e per il quale abbiamo già ottenuto la non archiviazione”.
Negli anni 2009 e 2010 OCEANUS ha scelto Napoli anche per celebrare la Giornata Mondiale della Pulizia di Spiagge e Fondali “Manifestando”, come lei descrive, “attraverso queste, ed altre iniziative, anche legali, la necessità di tutelare il territorio campano.”

Qual’è stata la risposta da parte degli Enti Locali, quale quella dei cittadini?
“Nei 13 mesi che mi hanno visto attivo con OCEANUS nella città di Napoli, ho provato a raccogliere giovani menti brillanti tentando di costruire un’immagine diversa della Città, come l’organizzazione dell’International CleanUp Day del 2009, proprio da qui, dove le immagini di una città sporca e umiliata dall’immondizia hanno fatto il giro del mondo si concentrò, anche se per poche ore, l’attenzione di buona parte della carta stampata nazionale e qualche telegiornale, dimostrando che i cittadini di Napoli, spesso, sono assai migliori dei politici chiamati ad amministrarli, e pronti a sfatare qualsiasi luogo comune.

Il mio impegno concreto a Napoli si è interrotto nell’ottobre del 2010 ed ho lasciato in dono al Comune un video che meglio racchiude e rappresenta il lavoro da me svolto e che mira a promuovere il patrimonio archeologico e naturalistico delle acque antiche di Napoli. Parte dello stesso “girato” è stato utilizzato anche da History Channel, New York.”
Tra le pagine del sito di OCEANUS, abbiamo letto che, “Oltre un miliardo di sacchetti di plastica monouso continuano a venire consegnati ogni giorno accumulandosi poi ad un ritmo allarmante, anche nel mare. È stato stimato che ad oggi, l’80% dei rifiuti che si accumula sulla terra, sulle coste, nell’oceano e sui fondali marini è rappresentato dalla plastica”.
Da questo nasce la Campagna NO MORE PLASTIC BAG, (Non più borse di plastica), patrocinata dai Comuni di Napoli ed Anacapri. La 4° edizione, partita da Capri, come sta funzionando?
“Recentemente, ho scelto comunque uno scenario campano, come quello dell’isola di Capri, da cui far partire l’edizione 2012 della Campagna di sensibilizzazione ambientale: “No More Plastic Bag”, donando ai cittadini di Anacapri circa 1000 shopper da preferire alle micidiali buste di plastica. Il prossimo obiettivo, per l’edizione 2013, è arrivare a sensibilizzare le grandi fiere italiane legate al Mare, è davvero paradossale parlare e vivere di mare e al contempo distribuire, a visitatori e clienti, sacchetti di plastica.
Quali saranno i suoi passi futuri?
“Oltre alle campagna di sensibilizzazione ambientale, il futuro di OCEANUS è già maturo per nuovi progetti e collaborazioni internazionali che ci vedranno, presto, ancora in acqua.”

Esiste l’ipotesi di fermarsi a Napoli?
“L’idea di una sede operativa a Napoli è tanto avvincente quanto tortuosa. Gli ultimi otto mesi sono trascorsi nell’attesa di conoscere la proprietà di, quale ente, comunale o regionale, fosse un rudere, uno dei tanti, abbandonati lungo la costa di Napoli, da poter utilizzare come nostro ufficio in città. Ma non abbiamo ancora ottenuto alcuna informazione. Nel mentre, nello stesso lasso di tempo, otto mesi, OCEANUS, ha restituito un ospedale, il “Delegacia de Saude do Paul”, alla cittadina di Paul, sull’isola di Sant. Antao, Capo Verde, in collaborazione con le autorità locali e inviato, via cargo, in quattro spedizioni, circa 600 kg di materiale: ospedaliero, medicinali e materiale edile.
Insomma in attesa di essere considerati dalla burocrazia-politica italiana, noi, preferiamo considerare altri scenari, anche se lontano da casa.”

La traversata a vela dell’oceano atlantico è stata seguita in tempo reale dagli utenti di facebook tramite la pagina ufficiale di OCEANUS:www.facebook.com/OCEANUS.it

Tra tra le pagine del sito http://www.oceanus.it/ , consigliamo “Help The Planet”,
Come far parte di un grande cambiamento seguendo semplici gesti quotidiani.
Una linea guida fatta di piccoli consigli pratici da seguire “per una grande presa di coscienza, perché siamo tutti parte di un’unica comunità globale.”  http://www.oceanus.it/it/hiddenactcamp/81-help-the-planet.html

Campagna NO MORE PLASTIC BAG : “Se hai un’attività commerciale contattaci su support@oceanus.it per sostituire le buste di plastica in shopper in tela!”

Informazioni di contatto
E-mail   info@oceanus.it – support@oceanus.it
Sito Web http://WWW.OCEANUS.IT
https://twitter.com/#!/OCEANUS_it
http://www.youtube.com/user/OCEANUSCHANNEL

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