Inchiesta vaccini. Il Progetto GAVI, i soldi, la disinformazione, i tumori e altri potenziali danni.

Il contributo del Professor Giulio Tarro all’ inchiesta di NapoliTime.

Professor Tarro, infettivologo di fama mondiale, nato a Messina il 09.07.38. Quaranta libri e monografie ed oltre 1000 pubblicazioni. Ricercatore dal 1965 al 1969 all’ Università di Cincinnati, Ohio, con il Professor Albert B. Sabin (famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite – NDR). Già Direttore del Dipartimento dei Servizi Diagnostici e Primario del Servizio di Virologia dell’ A.O. “D. Cotugno” dal 1973, è stato nominato Primario emerito dopo il suo pensionamento.

Giulio Tarro nel 1979 ha isolato il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti durante l’epidemia del “male oscuro” di Napoli. I suoi studi più noti hanno dimostrato l’associazione di virus con alcuni tumori dell’uomo. Attualmente è impegnato nel separare antigeni tumorali ed identificare il loro valore nella diagnosi e nell’immunoterapia. Oggi è Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT – UNESCO, Parigi; Adjunct Professor College of Science and Technology, Temple University, Philadelphia; Presidente della Fondazione de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro.

Il Professor Tarro aiuta la nostra inchiesta fornendoci le sue relazioni scientifiche circa lo stato attuale della produzione di vaccini. Prima di iniziare tiene però a precisare: “Sono ‘figlio scientifico’ di Albert Sabin e quindi consapevole dell’importanza delle vaccinazioni”.

Professor Tarro, è ormai nota la potenziale pericolosità dei vaccini e la scarsa informazione fornita sul reale contenuto degli stessi. Siamo cambiati noi o è il modo di produrre i vaccini a creare reazioni e danni a chi si vaccina?

“Non credo che noi siamo cambiati nei riguardi della risposta ai vaccini e d’altra parte questi sono prodotti in maniera da essere sempre meno tossici o capaci di dare degli effetti dannosi collaterali, ad eccezione di quelli prodotti per i militari (tema affrontato anche in un’inchiesta pubblicata da Repubblica, nella quale si evidenzia un nesso tra i vaccini multidose inoculati ai soldati italiani in missione all’estero e alcune forme di tumore registrate tra di loro, ndr).”

Dunque passiamo all’analisi delle sue relazioni. Sarebbe utile pubblicarle per intero, ma sono troppo lunghe e così tenteremo, attraverso alcuni stralci, di far luce sul loro contenuto. Ma prima un doveroso commento ad alcune dichiarazioni del Professor Tarro, in riferimento ai vaccini multidose, prendendo spunto dal suo precedente intervento sulle forme tumorali registrate tra i militari italiani sottoposti a più vaccini.

Lui afferma, in un’intervista pubblicata da Reppubblica: “Un discorso sono i multidose usati per i militari, un altro i monodose. Nei multidose è stata riscontrata maggiore quantità di mercurio che è dannoso”. Ma i multidose vengono somministrati anche ai bambini (l’esavalente, il trivalente, ndr) e in tal senso il Professor Tarro, in contrasto con quanto poco prima affermato, si esprime invece così: “Si può stare tranquilli, ma bisogna stare attenti se c’è un deficit immunologico, allergia, raffreddore, herpes. Ed è meglio separare di qualche settimana le due somministrazioni.” Ma non c’è allora da stare tranquilli, se pensiamo che in ogni caso esiste una presenza di Mercurio nei vaccini multidose, e che nessun genitore sarà mai in grado di stabilire, senza uno screening biologico preventivo, se il proprio figlio è allergico a qualche componente dei vaccini o se è leggermente raffreddato, per riceverli. Inoltre sono obbligatori, potenzialmente dannosi e obbligatori, dunque in violazione dell’Art. 32 della Costituzione Italiana: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” 

E in tal senso, il Professor Tarro, nella stessa intervista chiude così: ”In molti Stati c’è libertà di scelta se vaccinarsi o meno. In Italia e Francia sono obbligatori. Diciamo che molti hanno anche un atteggiamento egoista: io non vaccino i miei figli e non rischio, tanto tutti gli altri sono vaccinati. Ci vuole buon senso. Rendere facoltativi i vaccini non significa eliminarli, ma responsabilizzare. Quanto più si è civicamente sviluppati, tanto più ci può essere libertà nelle vaccinazioni.

In una delle sue relazioni Tarro ammette: “Come medico virologo e come allievo di Sabin inizialmente il mio atteggiamento nei confronti dei rischi connessi alle vaccinazioni era quello della cosiddetta Scienza ufficiale e cioè un prezzo pur doloroso che andava comunque pagato per far progredire la Medicina e il benessere dell’umanità.” 

Salvo poi precisare che, studiando l’andamento delle epidemie in rapporto ai supposti benefici dei vaccini, analizzando alcuni casi clinici e facendo parte del Comitato Nazionale di Bioetica, ha maturato negli anni una serie di convinzioni che gli hanno fatto cambiare atteggiamento. Queste sono alcune delle convinzioni elencate nelle sue relazioni:

“Una informazione medica finanziata al 90% dall’industria farmaceutica. (…)

La mancata applicazione della legge 210 del 25 febbraio 1992 che imponeva di attuare progetti di informazione pubblica sui possibili rischi delle vaccinazioni. (…)

La posizione ufficiale dei potenti della Terra e il lancio del Progetto GAVI (Global Alliance for Vaccines an Immunization), ufficialmente lanciato a Davos, nel corso del Forum Economico mondiale, e che, nonostante i suoi sponsor privati: Children’s Vaccine Program di Bill e Melinda Gates, Banca Mondiale, IFPMA (Federazione Internazionale delle Associazioni dei Produttori Farmaceutici), Rockefeler Fundation e altri, drenerà dagli Stati, e quindi dai cittadini, nei prossimi anni oltre 15 miliardi di dollari per imperscrutabili ricerche per produrre vaccini.”

Riparte la corsa per produrre nuovi vaccini, il Professor Tarro afferma: “Ben 197 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 30 per cento di questi saranno immessi sul mercato nei prossimi quattro anni.” Il tutto ovviamente condito da immancabili manifesti e locandine con frasi a effetto e una fila di bambini africani, ben nutriti e sorridenti, davanti a un bonario medico pronto a vaccinarli.

Il Professor Tarro, leggiamo ancora, fotografa bene anche il ruolo della disinformazione di massa al riguardo, lui la definisce così: “Bioterrorismo: hanno addirittura teorizzato un possibile furto di virus Variola major responsabili del vaiolo. Ma perché mai questi tenebrosi terroristi dovrebbero trafugare i virus del vaiolo dai soli due superblindati laboratori, uno a Novosibirsk in Russia l’altro ad Atlanta negli USA, dove sono custoditi, invece di utilizzare o modificare altri virus più facilmente disponibili? Chiarissimo invece è il risultato dell’allarme vaiolo: cinque milioni di dosi di vaccino antivaiolo acquistati dall’Italia e che, al pari delle 25 milioni di dosi di vaccino contro il virus AH1N1, sono state buttate via o, molto più ipocritamente, donate ai paesi africani.”

E ancora: “E, guarda caso, per l’influenza (malanno stagionale, ndr) esiste una radicata e lucrosa campagna di vaccinazione che si ripropone annualmente da anni. Una abitudine davvero poco comprensibile, considerando che il vaccino viene prodotto prima dell’inizio della stagione influenzale, il che significa che il virus dell’influenza quasi mai coincide con quelli testati per produrre il vaccino. Il risultato è che un 30/40% delle persone vaccinate contrae comunque l’influenza.”

Attraverso le tante storie e testimonianze pubblicate su NapoliTime, questo è il quadro che al momento emerge dalla nostra inchiesta sulla pericolosità dei vaccini: le industrie farmaceutiche guadagnano vendendo vaccini potenzialmente dannosi. Lo Stato, la farmacovigilanza, non interviene se non su segnalazione delle stesse case farmaceutiche. Ciò viene consentito loro perché finanziano l’informazione attraverso la pubblicità (vedi per esempio la campagna Procter&Gamble/Dash/Unicef/vaccini e redazionali su Gente); e determinata politica e amministrazione medico-sanitaria con premi e contributi vari.

Le persone, dunque, in questo modo, non ricevono dallo Stato un’informazione corretta per la tutela della salute, anzi, vengono obbligate alla vaccinazione in netto contrasto con l’Art. 32 della Costituzione Italiana. I danni provocati dalla vaccinazione non vengono rimborsati dalle industrie farmaceutiche, ma direttamente dallo Stato, che però filtra le domande alla L.210/92 ponendo persino una prescrizione alla richiesta di indennizzo (modifiche firmate da Rosy Bindi quando era Ministro della Sanità nel governo Prodi).

Nel frattempo, i vari Governi che si sono succeduti in Italia, hanno tagliato sempre più i fondi per il diritto allo studio degli invalidi, alla sanità pubblica, il sostegno alle famiglie, l’autosufficienza, tagli a tutto lo Stato Sociale. Insomma non c’è da stare tranquilli se per un vaccino in Italia si rischia di morire due volte, fisicamente e socialmente.

3 thoughts on “Inchiesta vaccini. Il Progetto GAVI, i soldi, la disinformazione, i tumori e altri potenziali danni.

  1. Una precisazione: con il termine “multidose” si intende un flacone che contiene più dosi di vaccino da somministrare a varie persone.
    Il vaccino esavalente è in commercio esclusivamente in flaconi monodose: la comunicazione del prof Tarro è coerente con la sua dottrina.

    Nei vaccini destinati all’infanzia il mercurio non è più presente dal 2007, se non in minime tracce come residuo di lavorazione.

    Attualmente il maggior problema del vaccino esavalente è il contenuto di alluminio.

    “…nell’Infanrix Hexa è presente sia come alluminio idrossido, idrato (Al(OH)3) 0,5 milligrammi, che come fosfato di alluminio (AlPO4) 0,32 milligrammi Al.”
    In tutto sono 0,82 mg di alluminio che vengono iniettati, con la prima dose, in un cucciolo umano di 70 giorni e del peso di 5-6 chili.

    In pratica è una intossicazione acuta.

    La somministrazione di paracetamolo peggiora ulteriormente la situazione in quanto, impegnando il fegato, rallenta la clearance dell’alluminio.

    1. Grazie per la precisazione sulla definizione di “multidose” Sig. Franco, ne approfitto per chiarire anche:
      il mercurio è ancora presente in diversi vaccini non solo come residuo di lavorazione, ma anche come componente, come nel vaccino antinfluenzale.
      Nell’esavalente, che inocula 4 vaccini obbligatori e 2 facoltativi a tradimento, risulta la presenza di molti altri metalli pesanti, oltre all’alluminio e ai residui di mercurio (leggere articolo 21 vaccini su 21 risultano inquinati).

  2. Una precisazione: con il termine “multidose” si intende un flacone che contiene più dosi di vaccino da somministrare a varie persone.
    Il vaccino esavalente è in commercio esclusivamente in flaconi monodose: la comunicazione del prof Tarro è coerente con la sua dottrina.

    Nei vaccini destinati all’infanzia il mercurio non è più presente dal 2007, se non in minime tracce come residuo di lavorazione.

    Attualmente il maggior problema del vaccino esavalente è il contenuto di alluminio.

    “…nell’Infanrix Hexa è presente sia come alluminio idrossido, idrato (Al(OH)3) 0,5 milligrammi, che come fosfato di alluminio (AlPO4) 0,32 milligrammi Al.”
    In tutto sono 0,82 mg di alluminio che vengono iniettati, con la prima dose, in un cucciolo umano di 70 giorni e del peso di 5-6 chili.

    In pratica è una intossicazione acuta.

    La somministrazione di paracetamolo peggiora ulteriormente la situazione in quanto, impegnando il fegato, rallenta la clearance dell’alluminio.

    1. Grazie per la precisazione sulla definizione di “multidose” Sig. Franco, ne approfitto per chiarire anche:
      il mercurio è ancora presente in diversi vaccini non solo come residuo di lavorazione, ma anche come componente, come nel vaccino antinfluenzale.
      Nell’esavalente, che inocula 4 vaccini obbligatori e 2 facoltativi a tradimento, risulta la presenza di molti altri metalli pesanti, oltre all’alluminio e ai residui di mercurio (leggere articolo 21 vaccini su 21 risultano inquinati).

  3. Una precisazione: con il termine “multidose” si intende un flacone che contiene più dosi di vaccino da somministrare a varie persone.
    Il vaccino esavalente è in commercio esclusivamente in flaconi monodose: la comunicazione del prof Tarro è coerente con la sua dottrina.

    Nei vaccini destinati all’infanzia il mercurio non è più presente dal 2007, se non in minime tracce come residuo di lavorazione.

    Attualmente il maggior problema del vaccino esavalente è il contenuto di alluminio.

    “…nell’Infanrix Hexa è presente sia come alluminio idrossido, idrato (Al(OH)3) 0,5 milligrammi, che come fosfato di alluminio (AlPO4) 0,32 milligrammi Al.”
    In tutto sono 0,82 mg di alluminio che vengono iniettati, con la prima dose, in un cucciolo umano di 70 giorni e del peso di 5-6 chili.

    In pratica è una intossicazione acuta.

    La somministrazione di paracetamolo peggiora ulteriormente la situazione in quanto, impegnando il fegato, rallenta la clearance dell’alluminio.

    1. Grazie per la precisazione sulla definizione di “multidose” Sig. Franco, ne approfitto per chiarire anche:
      il mercurio è ancora presente in diversi vaccini non solo come residuo di lavorazione, ma anche come componente, come nel vaccino antinfluenzale.
      Nell’esavalente, che inocula 4 vaccini obbligatori e 2 facoltativi a tradimento, risulta la presenza di molti altri metalli pesanti, oltre all’alluminio e ai residui di mercurio (leggere articolo 21 vaccini su 21 risultano inquinati).

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