Un angolo di Storia di Napoli. La scuola di Santa Maria di Costantinopoli.

Via Costantinopoli cuore della città antica dove nella struttura che ospitò il Conservatorio delle civili donzelle, annesso alla Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, ha oggi sede l’omonima scuola media. Con animo non distratto dalle quotidiane frenesie ci soffermiamo sulle vecchie memorie di crociana sensibilità di questo “angolo di Napoli”.

Sono giorni in cui le scuole sono impegnate nella raccolta delle iscrizioni di nuovi alunni, il cui diritto allo studio è garantito dalla Costituzione dal 1948. I diritti sono frutto di conquiste, la cui storia è spesso fatta di luci e di ombre di cui le “memorie napoletane” sono piene.

E così, come per l’illustre storico e filosofo, anche il nostro “animo si fa antico” e ritorna al 1614 quando vennero approvate le “Regole” per “Le costituzioni capitolate con che si potesse governare il Conservatorio delle figliole vergini napoletane”.

All’art. 24 delle “costituzioni” sono elencate le condizioni, specchio dell’epoca, in cui dovevano trovarsi le ragazze per essere accolte. Le porte si aprivano solo a vergini fanciulle napoletane nate da legittimo matrimonio, la cui famiglia godesse di buona reputazione e con età compresa tra 12 e 20 anni.

Il Conservatorio delle civili donzelle era stato costruito in seguito alla peste che si diffuse a Napoli tra il 1526 e il 1528 e fu completato nel 1603. La sua realizzazione si deve allo spirito caritatevole, oggi diremmo solidaristico, che soprattutto in seguito ad eventi calamitosi ha visto, nella storia della città, consistenti donazioni finanziare le “opere di misericordia” con finalità di assistenza sanitaria e gli istituti educativi quali i conservatori e i collegi.

Il Conservatorio dava alle ragazze un’educazione per maritarle o monacarle. Tra ‘700 e ‘800 il suo patrimonio aumentò in modo considerevole tanto che nel 1854 le rendite raggiunsero i 12.000 ducati e la fama di essere una delle più importanti Opere napoletane fu massima negli ultimi decenni del secolo. Ma la scoperta di irregolarità amministrative – fenomeno largamente diffuso anche negli altri conservatori cittadini – accompagnata dall’affievolirsi della finalità educativa a favore di quella monastica – poiché l’educanda che si sposava portava con sé la dote sottraendola al Conservatorio – aprì la stagione della decadenza.

Umberto I con decreto del 18 giugno 1899 riorganizzò le Opere in due gruppi: gli Istituti riuniti delle figlie del popolo e gli Istituti di educazione professionale femminili di cui faceva parte il nostro Conservatorio.

Alla fine della seconda guerra mondiale, le opere religiose lasciarono spazio ad attività laiche fino a quando l’edificio venne adibito alla scuola secondaria inferiore che da allora ha il nome di Santa Maria di Costantinopoli.

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