Camorra e pubblica amministrazione. Arresti a Cava de’Tirreni, indagato anche il sindaco Galdi.

Il 26 novembre, il palazzo di città di Cava de’Tirreni in provincia di Salerno è stato travolto dallo “Tsunami 1”, attività di indagine diretta dalla D.D.A. di Salerno, condotta tra il mese di maggio e ottobre dell’anno in corso dal Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.  Il blitz si è concluso con 6 arresti, 32 avvisi di garanzia e 22 perquisizioni.

A spiegare la vicenda in conferenza stampa a Salerno è il Procuratore Capo della Repubblica di Salerno, Franco Roberti.

Il Gip del tribunale di Salerno, su richiesta della Procura, ha emesso l’ordinanza di arresti domiciliari per l’assessore all’urbanistica ed ex vice sindaco di Cava de’Tirreni, Alfonso Carleo; per gli ingegneri del comune, Antonio Attanasio e Gianluigi Accarino; per il geometra del comune, Carmine VitaleIl Gip ha invece disposto gli arresti presso il carcere di Fuorni per il geometra Francesco Porcelli, addetto alla tutela ambientale, e per l’imprenditore Michele Russo.

Secondo l’accusa, le indagni hanno fatto emergere l’accordo illecito tra privati cittadini, professionisti, imprenditori e la classe politica di Cava de’Tirreni. Nello specifico, si sarebbe favorito l’imprenditore Michele Russo, per la realizzazione di un muro a sostegno della strada comunale, assegnandogli il lavoro, senza attuare le normali procedure di gara d’appalto; gara che è stata formalizzata solo in un secondo momento, turbando così la regolarità ed il normale svolgimento dell’iter burocratico.

Per quanto riguarda i funzionari pubblici, gli arresti sono stati eseguiti perché avrebbero attestato il falso nella procedura istruttoria per l’aggiudicazione della gara a seguito di una fasulla ricerca di mercato dei suddetti lavori, benché fossero stati già realizzati.

Nel corso dell’operazione, sono state eseguite 22 perquisizioni domiciliari a carico di persone che avrebbero favorito Michele Russo tramite preventivi pilotati o tramite l’omissione dei doverosi controlli sulla regolare esecuzione dei lavori a lui affidati.

L’indagine è nel pieno degli accertamenti, anche per portare alla luce le presunte irregolarità riguardanti l’operazione d’aquisto, da parte del comune di Cava de’Tirreni, nell’asta fallimentare, dell’area industriale dismessa nota come ex Cofima. In merito a questo filone sono stati consegnati avvisi di garanzia a tutti i consiglieri che votarono per la delibera, compreso il Sindaco Galdi, e durante le perquisizioni in comune, sono stati sequestrati, dai carabinieri, tutti i documenti inerenti la vicenda.

Altro punto da chiarire con le indagini, saranno gli episodi di collusione tra funzionari della pubblica amministrazione e la criminalità organizzata. S’indaga, infatti, sulle presunte intimidazioni camorristiche ai danni di Monetta Matteo e Pannullo Mario, e le intimidazioni da parte di Michele Russo durante le elezioni 2010.

In merito alla vicenda, il Procuratore Franco Roberti ha così commentato: “La criminalità organizzata purtroppo esiste in questo territorio e tende a controllare le pubbliche amministrazioni, quindi che ci sia un possibile rapporto con la criminalità organizzata non è certo una novità – aggiunge inoltre – quello che è stato accertato con riferimento a vicende che si sono realizzate nell’anno in corso, e che è stato ritenuto anche con accoglimento della nostra richiesta da parte del Gip, come di rilevanza penale sotto il profilo dell’abuso d’ufficio, di una serie di concussioni e di una serie di falso in atto pubblico”.

Il Sindaco Marco Galdi, che anche egli risulta indagato, commenta il comunicato della Procura: “Bisogna solo capire in che misura i nomi che hanno subito restrizioni della libertà, siano o meno coinvolti direttamente in questa vicenda, perché francamente, da quel comunicato non si capisce chi dei tecnici, o anche nel caso specifico dell’assessore della mia giunta Alfonso Carleo, e in che misura abbiano partecipato a questa vicenda, che si chiarirà – aggiunge- esprimiamo la piena e assoluta fiducia della magistratura – in una nota per spiegare gli avvisi di garanzia giunti in merito all’acquisto della ex Cofima dice – ho difficoltà a capire chi avremmo favorito con questo acquisto”.

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