Wedding Planner. Dire il fatidico “Sì” è un affare per molti

wedding plannerViviamo in un’epoca contraddittoria, dove spesso sono stridenti i contrasti tra valori e ideologie, ma c’è una istituzione antica che, pur subendo continue trasformazioni, in fondo, non cambia: il matrimonio.

Questa pratica arcaica, i cui vincoli legali risalgono ai romani, ha subito vari mutamenti con il trascorrere dei secoli, includendo anche tradizioni territoriali. Oggi, un matrimonio non viene più combinato dalle famiglie, ma viene organizzato da esperti in ricevimenti che esaltano la festa con il tema scelto dagli sposi. Stiamo parlando del Wedding Planner termine di importazione statunitense che indica il “progettista del matrimonio”  personaggio chiave a cui è affidato la riuscita, o meno, del ricevimento nuziale. Sono  circa dieci anni che esiste il fiorire di questa nuova figura, addirittura preparata da corsi specifici, con tanto di rilascio di licenza che ne attesta la professionalità.

Nonostante la crisi economica questo settore non vede rallentamenti considerevoli, l’Istat, stima infatti, che nel 2008 il fatturato sia stato pari a circa 10,5 miliardi di euro. Per questo quello del Wedding Planner si sta rivelando un giro di affari d’oro, sopratutto nel meridione, dove, il numero degli sposalizi resta quello più alto d’Italia. Il tasso di nuzialità nel centro sud è di 4,9 matrimoni ogni mille abitanti; nel 2011 il numero è stato di 204.830 dei quali, circa 80.387 quelli civili.

Solo in Campania si celebrano circa 35.000 unioni all’anno, di cui 27.000 con rito religioso. Questo settore, così florido, ha visto anche la nascita di fiere specifiche, in tutta Italia. A Napoli esiste una manifestazione storica “Tutto Sposi” giunta alla sua XXIV edizione, nel 2012 i visitatori sono stati 150 mila. Ma ai numeri del giorno felice si affiancano i numeri della fine del sogno. Sempre secondo l’Istat, nel 2010, il numero totale delle separazioni è stato di 88191 ed i divorzi 54160.

In media la durata di un matrimonio è di quindici anni, con la considerazione che quelli recenti durano sempre meno. L’età media nella quale ci si separa è di 45 per gli uomini e di 42 per le donne. Per i divorzi l’età media si allunga a 47 per i mariti e 44 per le mogli. Sta emergendo anche il fenomeno dell’aumento delle separazioni tra coniugi ultrasessantenni. Nonostante il numero crescente delle separazioni e dei divorzi, non crediamo che possa comunque nascere la figura del Divorce Planner visto che, la recessione economica, in cui spesso piombano le ex coppie, è un fattore determinante nella definizione legale della fine del sogno.

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