La tavola di Natale al tempo della crisi. Una novitá, il sushi di capitone.

Sembra strano, ma la canzoncina che ci cantava la Zia Maria (ne abbiamo tutti una) quest’anno ci sta proprio tutta. La canzone era: “E’ arrivato Natale, sono senza denari, mi fumo una pipa e vado a dormire”. L’andamento dell’economia, potrebbe far prevedere una riduzione del numero delle pietanze presenti nel menù delle feste, ma nella tradizione napoletana esistono dei piatti che non possono mancare.

Sulle tavole sempre ben apparecchiate, il cenone napoletano della vigilia, prevede piatti a base di pesce ed il pranzo di Natale, a base di carne. E qui, iniziano le acrobazie culinarie delle massaie in tempi di crisi. Nel dopoguerra, si inventarono i piatti come la finta genovese o la finta parmigiana dove, gli elementi principali come carne o mozzarella, venivano sostituiti da altri più a buon mercato se non addirittura omessi. Oggi, la crescente adesione ad un rigore salutista come quello vegetariano, offre la possibilità di ovviare al costo di alimenti come il pesce fresco che tende all’aumento improvviso del prezzo all’approssimarsi delle feste.

Così nascono nuove idee unite alla tradizione dove la parsimonia dei condimenti ben si sposa con quella del portafoglio. Chi non vorrà rinunciare al pesce si accontenterà di quello surgelato lasciando spazio per  l’acquisto dei molluschi freschi, che da soli, costeranno quanto tutto l’economico cenone.

Per il settore delle bollicine, i vini regionali della Campania, hanno lunga e nota tradizione, avendo conquistato un vasto pubblico, pertanto, si può trovare sia il vino costoso che quello a buon mercato, ma ugualmente di buona produzione. L’abbinamento del vino dipenderà dalle pietanze e la linea guida standard è quella che prevede il bianco con il pesce e un buon rosso con la carne. I vini campani bianchi come la Falanghina, dal carattere vivace, o il Greco di Tufo, dal sapore più asciutto, sono quelli dal risultato sicuro; mentre per i rossi si può spaziare dal Taurasi al Montevetrano, con il suo mix di uve che ne rafforzano l’intensità e la persistenza nel palato.

Quest’anno, sulle tavole, si potranno notare anche influenze orientali e forse, non solo su quelle degli amanti di questa cultura. Novità da servire come aperitivo è il sushi di salmone ricetta facile da eseguire, dove il sushi altro non è che un preparato di riso cotto, trattato con aceto di riso, zucchero e sale, con una guarnizione o ripieno, generalmente di pesce crudo, (nel nostro caso il salmone), oppure i norimaki o rolls che sono involtini a base di riso arrotolati da alghe essiccate tagliati poi a rondelle, ma facilmente adattabili con il salmone al posto dell’alga.

Vista la tradizione del nostro capitone, si potrebbe provare a fare il “sushi di capitone”. Friggiamo il pesce a pezzetti e priviamolo della pelle, inglobiamolo nella polpettina di riso condita con aceto di riso, zucchero e sale. Di sicuro un piatto moderno con prodotti della tradizione, come si conviene, per una grande occasione. Buon Natale a tutti e soprattutto buon appetito.

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